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Balneari, Salvini insiste sugli indennizzi e replica alla Ue: “Si preoccupi delle guerre”

Uno stabilimento balneare in Versilia (ansa)

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Il vicepremier leghista intende ricorrere alla Corte di giustizia europea
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ROMA – Nessun passo indietro sui balneari dopo la lettera inviata il 7 ottobre, con la quale la Commissione Ue ribadisce che non è possibile prevedere indennizzi per i concessionari uscenti. Arrivando stamattina al TTG Travel Experience a Rimini, all’incontro organizzato da SIb Confcommercio e Fiba Confesercenti, il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini ribadisce: «E' da anni che io personalmente e la Lega ci battiamo per difendere il lavoro di migliaia di famiglie, di piccole imprese che danno vita, animano e portano lavoro, bellezza e sicurezza sulle spiagge italiane. C'è un contenzioso ancora aperto con la Commissione Europea che con due guerre in corso si preoccupa di licenziare i balneari. Noi teniamo duro, anche perché è un comparto che porta 100 milioni di turisti in Italia e porta 10 miliardi di ricchezza in Italia. Quindi non molliamo».

ROMA – Nessun passo indietro sui balneari dopo la lettera inviata il 7 ottobre, con la quale la Commissione Ue ribadisce che non è possibile prevedere indennizzi per i concessionari uscenti. Arrivando stamattina al TTG Travel Experience a Rimini, all’incontro organizzato da SIb Confcommercio e Fiba Confesercenti, il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini ribadisce: «E' da anni che io personalmente e la Lega ci battiamo per difendere il lavoro di migliaia di famiglie, di piccole imprese che danno vita, animano e portano lavoro, bellezza e sicurezza sulle spiagge italiane. C'è un contenzioso ancora aperto con la Commissione Europea che con due guerre in corso si preoccupa di licenziare i balneari. Noi teniamo duro, anche perché è un comparto che porta 100 milioni di turisti in Italia e porta 10 miliardi di ricchezza in Italia. Quindi non molliamo».

Posizione analoga a quella tenuta il 5 marzo in occasione degli Stati Generali dei Balneari, organizzati, organizzati da Sib Confcommercio, quando il leader leghista era andato a presentare lo schema di decreto attuativo, necessario per indire le gare per assegnare le nuove concessioni, come da lunghissimo tempo chiede Bruxelles. Quel decreto doveva essere pubblicato entro il 31 marzo, ma è ancora sub iudice visto che, come ha chiarito lo stesso Salvini nel corso di un’informativa tenuta nel Consiglio dei ministri di mercoledì 8, con una lettera indirizzata al governo italiano la Commissione Ue ha chiarito che non esiste un diritto all'indennizzo per i concessionari uscenti, strada invece percorsa finora dal governo.

E che il governo intende continuare a percorrere, a dispetto di tutto, assicura Salvini ai balneari, che lo accolgono a Rimini: «La commissione - spiega il ministro – ha mandato un'altra letteraccia in cui dice che chi ha lavorato per 30 anni non va indennizzato neanche con un centesimo. Ieri ho portato in Consiglio dei Ministri la proposta di andare avanti e quindi riconoscere a chi non vorrà continuare a fare il mestiere di balneare un indennizzo per tutti gli investimenti fatti e non ammortizzati a carico del subentrante e vediamo chi avrà la testa più dura e chi sarà più cocciuto. Se serve cambieremo anche il codice della navigazione per permettere che ci siano delle gare regolari, ma che ci sia attenzione soprattutto per le piccole imprese che faticano su quelle spiagge da tanti anni, un adeguamento del canone sugli stessi balneari a metterlo a disposizione». Salvini conclude il suo intervento assicurando che «garantire un indennizzo giusto e un riconoscimento del sacrificio fatto è qualcosa che porteremo a casa costi quello che costi a costo di andare in Corte di Giustizia a Bruxelles».

Parole accolte con grande soddisfazione dai balneari, in particolare dalla Sib, che ha organizzato l’evento odierno a Rimini: il presidente Antonio Capacchione definisce «inaccettabile e incomprensibile il tentativo della burocrazia europea di negare un indennizzo effettivo ai balneari che dovessero perdere la concessione. L'indennizzo per i balneari è previsto non solo nel dl 131 frutto dell'accordo dell'allora ministro Fitto con la Commissione europea ma financo della precedente legge 118 del 2022 del precedente governo Draghi».

Sulla questione, la Commissione Ue aveva inviato una prima lettera al governo italiano il 7 ottobre, ricordando che qualsiasi obbligo imposto al nuovo concessionario di pagare una compensazione all'operatore uscente non deve creare oneri indebiti che scoraggino i nuovi operatori dal partecipare alle procedure di selezione. La compensazione deve rimanere limitata ai soli investimenti non ammortizzati, non deve avere natura dissuasiva né comportare una sovracompensazione. A seguito della risposta ricevuta dalle autorità italiane a settembre, la Commissione ha inviato un'altra lettera il 7 ottobre, ribadendo li medesimi principi. Il procedimento di infrazione è ora in corso.

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