Gioco online, dietro il boom nei piccoli Comuni l’ombra della criminalità organizzata
di Federico FormicaIl gioco d’azzardo in Italia vale 157 miliardi di euro, il 7,2% del Pil. Si spende più per l’azzardo che per la sanità pubblica, che si ferma a 138 miliardi di euro. E il dato è in continua crescita. Solo il gioco online ha raccolto 92 miliardi nel 2024, dieci miliardi in più rispetto al precedente, mentre quello su canale fisico (ad esempio le slot machine) è stimato in 65 miliardi, è ancora al di sotto rispetto al pre-pandemia (74 miliardi).
L’aspetto più preoccupante è il volume della spesa nei piccoli Comuni italiani fino a diecimila abitanti, soprattutto al sud. A livello regionale, in Campania nel 2024 sono stati spesi oltre tremila euro a testa nel solo gioco online; seguono a brevissima distanza Calabria e Sicilia. I dati sono stati resi noti da Federconsumatori, Isscon e Cgil nel rapporto presentato oggi.
Statistiche opache: divieto di pubblicazione dati
Prima ancora dei numeri, Federconsumatori denuncia il “nascondino” dei dati operato dall’Agenzia dei monopoli (Adm): “Dal 2…
Il gioco d’azzardo in Italia vale 157 miliardi di euro, il 7,2% del Pil. Si spende più per l’azzardo che per la sanità pubblica, che si ferma a 138 miliardi di euro. E il dato è in continua crescita. Solo il gioco online ha raccolto 92 miliardi nel 2024, dieci miliardi in più rispetto al precedente, mentre quello su canale fisico (ad esempio le slot machine) è stimato in 65 miliardi, è ancora al di sotto rispetto al pre-pandemia (74 miliardi).
L’aspetto più preoccupante è il volume della spesa nei piccoli Comuni italiani fino a diecimila abitanti, soprattutto al sud. A livello regionale, in Campania nel 2024 sono stati spesi oltre tremila euro a testa nel solo gioco online; seguono a brevissima distanza Calabria e Sicilia. I dati sono stati resi noti da Federconsumatori, Isscon e Cgil nel rapporto presentato oggi.
Statistiche opache: divieto di pubblicazione dati
Prima ancora dei numeri, Federconsumatori denuncia il “nascondino” dei dati operato dall’Agenzia dei monopoli (Adm): “Dal 2020 non possono essere pubblicati i dati comunali e provinciali delle slot machine, per motivi incomprensibili; nel tempo Adm ha esteso, senza supporti normativi, il divieto al restante gioco fisico e, quest’anno, anche al gioco online nell’85% dei Comuni italiani, quelli al di sotto dei 10mila abitanti”. Se il rapporto è potuto uscire, spiega l’associazione, è grazie al “leak” dei deputati Pd Virginio Merola e Stefano Vaccari, che hanno procurato le cifre del gioco online nei piccoli Comuni.
La classifica: fino a mille euro al mese
Limitandosi ai dati sul giocato online, che diventa sempre più attrattivo sia per la facilità di utilizzo (basta uno smartphone), sia per gli importi delle vincite (il banco si accontenta mediamente del 5,5% delle giocate contro il 27% stimato nel 2024 per il canale fisico) la classifica dei Comuni si apre con Lacco Ameno, nell’Isola d’Ischia, dove ogni cittadino nel 2024 ha giocato online 12.492 euro, oltre mille al mese (con una crescita del 62% rispetto al 2023, e del 351% rispetto al 2022). A poca distanza c’è Capri, che fa registrare un giocato di 10.393 euro pro capite. Al terzo posto il Comune di Mairano (Brescia) con 10.374 euro giocati, in crescita del 250% nell’arco di un biennio. Seguono Nociglia (Lecce) con 10.165 euro, Gravedona e Uniti (Como) con 9.275 euro per ogni cittadino nella fascia 18-74 anni.
Ma com’è possibile che gli italiani possano spendere così tanto per giocare? Questi volumi di gioco, così abnormi, secondo il rapporto, fanno venire il sospetto che in alcune aree del Paese si concentrino i conti online di “giocatori professionisti che investono mensilmente sulle piattaforme decine di migliaia di euro”. Perché in Comuni piccoli e non nelle grandi città? Potrebbe essere un modo attraverso il quale “la malavita organizzata individua aree più nascoste per il riciclaggio del denaro e per le proprie attività”.
Che il problema sia concentrato soprattutto al sud è evidente dalle statistiche. Nei piccoli Comuni le giocate pro capite arrivano a:
- 1.410 euro l’anno al nord;
- 1.906 euro l’anno al centro;
- 2.781 euro l’anno al sud e nelle isole
Il tema non cambia neppure considerando tutti i Comuni, compresi quelli medi e di grandi dimensioni:
- 1.577 euro giocati in media al nord;
- 2.110 al centro;
- 2.945 euro al sud e nelle isole.
Un altro aspetto, che certo non ostacola la crescita del fenomeno, è “il sostanziale superamento del divieto di pubblicità dell’azzardo, subdolamente sostituito da una inefficace, costosa e poco credibile campagna sul cosiddetto ‘gioco responsabile’. Basta guardare una partita di calcio in Tv per capire quanto sia rilevante ormai la sponsorizzazione delle aziende dell’azzardo, tanto da mettere in secondo piano il gioco vero, quello che si disputa in campo” denunciano Federconsumatori, Isscon e Cgil.