ROMA – Una patrimoniale da 26 miliardi. È la proposta con cui Maurizio Landini si presenterà domani a Palazzo Chigi, all’incontro tra governo e parti sociali sulla manovra, e che sarà anche la bandiera della manifestazione del 25 ottobre a Roma dal titolo “Democrazia al lavoro”. Un contributo di solidarietà dell’1,3% sui patrimoni sopra i 2 milioni di euro, che riguarda circa 500 mila contribuenti, l’1% del totale, per finanziare sanità, scuola, casa, welfare e trasporto pubblico. L’idea nasce da un articolo di economisti su Lavoce.info, basato sulle nuove stime di Bankitalia: l’1% più ricco concentra fra il 15 e il 25% della ricchezza nazionale pari a fine 2023 a oltre 11 mila miliardi. Per patrimonio si intende l’insieme di immobili, depositi, risparmi e attività finanziarie al netto dei debiti.
ROMA – Una patrimoniale da 26 miliardi. È la proposta con cui Maurizio Landini si presenterà domani a Palazzo Chigi, all’incontro tra governo e parti sociali sulla manovra, e che sarà anche la bandiera della manifestazione del 25 ottobre a Roma dal titolo “Democrazia al lavoro”. Un contributo di solidarietà dell’1,3% sui patrimoni sopra i 2 milioni di euro, che riguarda circa 500 mila contribuenti, l’1% del totale, per finanziare sanità, scuola, casa, welfare e trasporto pubblico. L’idea nasce da un articolo di economisti su Lavoce.info, basato sulle nuove stime di Bankitalia: l’1% più ricco concentra fra il 15 e il 25% della ricchezza nazionale pari a fine 2023 a oltre 11 mila miliardi. Per patrimonio si intende l’insieme di immobili, depositi, risparmi e attività finanziarie al netto dei debiti.
La contro-manovra della Cgil
Ma non c’è solo la patrimoniale nella “contro-manovra” della Cgil. Landini chiede la restituzione del drenaggio fiscale che tra 2022 e 2024 ha portato nelle casse dello Stato 25 miliardi in più per via dell’inflazione che ha fatto scattare una maggiore Irpef, a spese dei lavoratori e dei pensionati. «Un dipendente con 28 mila euro nel 2022, salito a 31 mila nel 2024 per il rinnovo del contratto, ha pagato 1.382 euro di tasse in più. Un pensionato, rivalutato da 16.900 a 19.255 euro, 708 euro in più». Il taglio dell’Irpef al 33% annunciato dal governo, insiste Landini, non risolve il problema: «Il 70% dei contribuenti non ci guadagna nulla. Chi sta a 30 mila euro avrà tre euro al mese».
La fotografia delle disuguaglianze fatta dalla Cgil è impietosa: con 35 mila euro un dipendente versa 6.898 euro di Irpef, un pensionato 8.413, un autonomo in flat tax 4.095, una rendita finanziaria 4.375. Un professionista in flat tax a 85 mila euro paga 7 mila euro, un lavoratore dipendente 19 mila. «Tra propaganda e realtà c’è una differenza enorme», attacca Landini. «Il governo dice che salari e occupazione crescono, ma aumentano solo i lavori poveri e gli over 50 che non vanno più in pensione».
Detassazione, rafforzamento 14°, salario minimo tra le proposte
Ecco allora il pacchetto Cgil: detassazione degli aumenti contrattuali, piena perequazione delle pensioni e rafforzamento della 14esima, salario minimo legale, legge sulla rappresentanza per stroncare i contratti pirata, stop a flat tax e condoni, prelievo sugli extraprofitti. Sul fronte industriale, un piano con fondo sovrano pubblico e un ammortizzatore unico per la transizione, per evitare nuove delocalizzazioni e salvaguardare settori come acciaio, auto, chimica. E ancora investimenti in sanità, istruzione, casa, welfare e sicurezza sul lavoro. Un’indagine di Mediobanca su quasi duemila imprese tra 2015 e 2024 fotografa produttività in crescita del 35% contro un costo del lavoro fermo al +16%. «C’erano tutte le condizioni per aumentare i salari di 4 mila euro lordi a testa, 7 mila nel pubblico», sostiene Landini. «Invece il 79% degli utili è stato distribuito agli azionisti, il 91% nelle società pubbliche».
Landini contro Meloni
Non mancano i toni più politici. «Il governo italiano si rende indirettamente complice di un governo che sta commettendo un genocidio» accusa Landini parlando di Israele. «Non ha riconosciuto lo Stato di Palestina, non ha chiesto di fermare l’assedio a Gaza, non ha interrotto i rapporti economici con Israele».
E ancora: «Siamo di fronte a un governo ossessionato dalle mobilitazioni: tre milioni di persone hanno manifestato in modo pacifico, isolando i pochi violenti. I cittadini rinunciano a un giorno di salario per difendere Costituzione e dignità del lavoro, e invece di essere ringraziati vengono attaccati».