S&P conferma il rating dell’Italia: BBB+. L’outlook resta stabile
di Aldo FontanarosaROMA – Dopo la promozione di Fitch, che ha portato il rating dell’Italia a BBB+ il 19 settembre 2025, stavolta il nostro Paese deve accontentarsi. Incassa da Standard&Poor’s una conferma della pagella: BBB+ con outlook stabile.
Il precedente verdetto dell’agenzia era arrivato ad aprile con una promozione al rating ora ribadito. Venerdì prossimo, tra una settimana esatta, l’Italia riceverà il giudizio dell’agenzia Dbrs. Invece Moody’s dirà la sua il 21 novembre.
Il rating di Standard&Poor’s - che non boccia ma neanche promuove il nostro Paese - bilancia due elementi: il buon andamento della finanza pubblica, con il deficit pronto a scendere sotto il 3% del Pil, deve misurarsi con le difficoltà della crescita.
L’energia non si vende
L’Istat ieri ha certificato che il settore manifatturiero arranca. La produzione industriale torna a scendere ad agosto con l’indice che ripiomba in territorio negativo, dopo due mesi piatti. Gli ultimi dati Istat segnano un meno 2,4% rispetto a lug…
ROMA – Dopo la promozione di Fitch, che ha portato il rating dell’Italia a BBB+ il 19 settembre 2025, stavolta il nostro Paese deve accontentarsi. Incassa da Standard&Poor’s una conferma della pagella: BBB+ con outlook stabile.
Il precedente verdetto dell’agenzia era arrivato ad aprile con una promozione al rating ora ribadito. Venerdì prossimo, tra una settimana esatta, l’Italia riceverà il giudizio dell’agenzia Dbrs. Invece Moody’s dirà la sua il 21 novembre.
Il rating di Standard&Poor’s - che non boccia ma neanche promuove il nostro Paese - bilancia due elementi: il buon andamento della finanza pubblica, con il deficit pronto a scendere sotto il 3% del Pil, deve misurarsi con le difficoltà della crescita.
L’energia non si vende
L’Istat ieri ha certificato che il settore manifatturiero arranca. La produzione industriale torna a scendere ad agosto con l’indice che ripiomba in territorio negativo, dopo due mesi piatti. Gli ultimi dati Istat segnano un meno 2,4% rispetto a luglio e addirittura un meno 2,7% al confronto con un anno prima.
Certo agosto è un mese particolare, tra chiusure per ferie e attività che viaggiano a regime ridotto. Ma la serie storica delle variazioni annue è pesante. Da agosto 2023 in poi, si contano tutti segni negativi, interrotti solo dai sussulti di primavera ed estate.
Tra luglio e agosto 2025, l’industria dell’energia elettrica e del gas accusa una flessione dello 0,6%. E il calo si aggrava di molto - dell’8,6% - da un anno all’altro. È il segnale inequivocabile che tutte le imprese - mentre scalando le marce a causa degli ordini ridotti - acquistano meno energia.