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Eni firma per il gas argentino: accordo da 25 miliardi con Ypf

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A Buenos Aires l’incontro tra l’ad Descalzi e il presidente Milei. L’ultimo passaggio dell’intesa è atteso entro giugno 2026, il colosso italiano può già iniziare a indire le prime gare
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MILANO – Varrà circa 25 miliardi l’accordo tra Eni e Ypf, la compagnia petrolifera partecipata dallo Stato argentino, per produrre ed esportare gas naturale liquefatto dal giacimento di Vaca Muerta. Un investimento monstre - da dividere a metà tra i due partner - che permetterà di riversare ogni anno 12 milioni di tonnellate di Gnl sudamericano sui mercati internazionali. Ieri, a Buenos Aires, Claudio Descalzi, ad del colosso italiano, e Horacio Marin, presidente e ad della controparte, hanno firmato la descrizione tecnica finale di progetto, l’ultima tappa prima della decisione finale di investimento, attesa nei primi sei mesi del 2026. Il patto riguarda 12 delle 30 milioni di tonnellate l’anno di gas liquido previste dall’Argentina Lng, progetto di Ypf che comprende lo sviluppo, il trasporto, la liquefazione e la successiva esportazione del gas prodotto dal giacimento patagonico di Vaca Muerta, seconda riserva non convenzionale al mondo.

MILANO – Varrà circa 25 miliardi l’accordo tra Eni e Ypf, la compagnia petrolifera partecipata dallo Stato argentino, per produrre ed esportare gas naturale liquefatto dal giacimento di Vaca Muerta. Un investimento monstre - da dividere a metà tra i due partner - che permetterà di riversare ogni anno 12 milioni di tonnellate di Gnl sudamericano sui mercati internazionali. Ieri, a Buenos Aires, Claudio Descalzi, ad del colosso italiano, e Horacio Marin, presidente e ad della controparte, hanno firmato la descrizione tecnica finale di progetto, l’ultima tappa prima della decisione finale di investimento, attesa nei primi sei mesi del 2026. Il patto riguarda 12 delle 30 milioni di tonnellate l’anno di gas liquido previste dall’Argentina Lng, progetto di Ypf che comprende lo sviluppo, il trasporto, la liquefazione e la successiva esportazione del gas prodotto dal giacimento patagonico di Vaca Muerta, seconda riserva non convenzionale al mondo.

Eni, Descalzi: “Grande sintonia con Ypf”

A questo punto del percorso, Eni può iniziare a indire le prime gare e definire così con maggiore precisione la cifra complessiva dell’investimento. L’obiettivo è arrivare sul mercato entro il 2029. Descalzi è fiducioso: «Il primo incontro con il presidente Javier Milei è stato quest’estate a Roma, in pochi mesi siamo già arrivati al Fid tecnico (l’accordo di ieri, ndr), mentre di solito ci vogliono un paio d’anni», ha commentato dopo la firma. «Questo dimostra che la nostra squadra e quella di Ypf sono in sintonia, dimostra che parliamo la stessa lingua quando si tratta di raggiungere gli obiettivi e che possiamo andare veloci». Da un lato, Eni mette a servizio le proprie competenze, maturate nei progetti di Floating Lng in Congo e Mozambico, dall’altro Ypf contribuisce con l’esperienza nella gestione del sito.

In occasione dell’accordo, Descalzi è tornato a discutere con il presidente argentino dei progetti del gruppo e delle possibili iniziative future nel Paese, vera miniera di metano. Perché nonostante le rinnovabili si stiano affermando come fonte di energia in buona parte dei mercati sviluppati, il gas sembra destinato a restare centrale ancora per qualche tempo. E il Gnl, per natura la soluzione più flessibile, sembra la risposta adatta per soddisfare le necessità dell’Europa di sostituire i flussi che provenivano dalla Russia. L’effetto è lampante: nei primi sei mesi del 2025 la maggior parte delle rotte via mare del gas liquido puntavano dritte verso il Vecchio continente.

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