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Giorgetti apre sullo sconto Irpef. Ma la Cgil boccia la manovra: “Porta il Paese a sbattere”

SALA VERDE, PALAZZO CHIGI: INCONTRO GOVERNO-SINDACATI

 

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Il ministro ai sindacati: “Si può andare oltre i 50mila euro”. No alla detassazione dei contratti. Landini: “Nessuna risposta”. Bombardieri: “Bocciate le nostre proposte”. Cisl soddisfatta
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ROMA – «Ma quindi sul fiscal drag non fate nulla? Non restituite nulla a lavoratori e pensionati?». L’incontro tra governo e sindacati a Palazzo Chigi è quasi finito, quando Maurizio Landini incalza il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti che risponde: «Abbiamo cominciato a restituire. E stiamo valutando se tagliare l’Irpef anche oltre i 50 mila euro».

La manovra che porta il Paese a sbattere

Troppo poco per il leader della Cgil che all’uscita definisce l’incontro «dannoso perché non c’è nessuna risposta». E «la manovra senza investimenti e senza interventi sull’emergenza salariale porta a sbattere il Paese». Incontro «quasi offensivo perché non si vuole agire sulle entrate, dai grandi patrimoni all’evasione e gli extraprofitti». E quindi: «Confermiamo le ragioni per la grande mobilitazione del 25 ottobre a Roma per dire no al riarmo, sì agli investimenti e al lavoro». Sciopero? «Vediamo prima la manovra».

ROMA – «Ma quindi sul fiscal drag non fate nulla? Non restituite nulla a lavoratori e pensionati?». L’incontro tra governo e sindacati a Palazzo Chigi è quasi finito, quando Maurizio Landini incalza il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti che risponde: «Abbiamo cominciato a restituire. E stiamo valutando se tagliare l’Irpef anche oltre i 50 mila euro».

La manovra che porta il Paese a sbattere

Troppo poco per il leader della Cgil che all’uscita definisce l’incontro «dannoso perché non c’è nessuna risposta». E «la manovra senza investimenti e senza interventi sull’emergenza salariale porta a sbattere il Paese». Incontro «quasi offensivo perché non si vuole agire sulle entrate, dai grandi patrimoni all’evasione e gli extraprofitti». E quindi: «Confermiamo le ragioni per la grande mobilitazione del 25 ottobre a Roma per dire no al riarmo, sì agli investimenti e al lavoro». Sciopero? «Vediamo prima la manovra».

Le quattro proposte condivise con Confindustria

L’assenza di risposte porta anche il segretario della Uil Pierpaolo Bombardieri a certificare i no del governo alle «quattro proposte» che la Uil con la Cgil condivide con Confindustria: «Detassare gli aumenti contrattuali per spingere i rinnovi, cancellare i contratti pirata con una legge sulla rappresentanza, ridurre il costo dell’energia, un piano di politica industriale triennale».

Sul primo punto, il no di Giorgetti è esplicito: «Ha un impatto significativo detassare tutti i rinnovi contrattuali. Stiamo ragionando sulla produttività e sui contratti di secondo livello, lì abbiamo qualche margine. Le vostre indicazioni sono in ogni caso utili per capire dove concentrare il non immenso tesoretto a disposizione».

Dice proprio “tesoretto”. Ma in realtà i margini sono quasi nulli: «Confido di uscire dalla procedura per deficit eccessivo già nel 2025. Scendere sotto al 3% non è per fare i primi della classe», aggiunge, quasi in risposta al presidente di Confindustria Emanuele Orsini che l’aveva definito «ministro da copertina». Ma «per riacquistare margini di flessibilità che ora non abbiamo».

Più fondi a sanità e difesa

Il ministro assicura però che «la manovra è ancora aperta», «garantiremo una spesa sanitaria stabile rispetto al Pil e quindi ci sarà un ulteriore aumento per la sanità perché è un settore meritevole», «non taglieremo la spesa o aumenteremo le entrate per finanziare la difesa, ma useremo i margini di flessibilità concessi dall’Europa e quindi chiederemo la deroga al Patto di stabilità una volta che in primavera saremo usciti dalla procedura per deficit eccessivo». E ancora: «Stiamo cercando di recuperare risorse con la razionalizzazione della tassazione su settori e imprese che possono contribuire di più».

Riferimento alle banche. Forse oltre. Infine uno sfogo: «Quando faccio una manovra io parto da -80 miliardi di spesa per interessi sul debito, la Germania parte da metà». Appuntamento a lunedì, all’altro tavolo con le imprese. La manovra attesa in Cdm martedì.

Cisl lontana da Cgil e Uil “nel metodo e nel merito”

Positivo il commento della Cisl. «Siamo abbastanza soddisfatti perché ci saranno più risorse sulla sanità e il ceto medio avrà più riconoscimento con l’apertura del ministro a salire a 60 mila euro per il taglio dell’Irpef», dice la segretaria Daniela Fumarola. «Di pensioni non abbiamo parlato: noi siamo contrari ad allungare l’età. Il distacco con Cgil e Uil è nel metodo e nel merito. Non faremo mai scioperi in anticipo sulla manovra».

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