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Manovra, Zangrillo e Calderone cercano più fondi per enti locali e Tfr

(ansa)

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Mini vertice di governo con Giorgetti prima dell’incontro a Palazzo Chigi con i sindacati. Il ministro per la Pa chiede 150 milioni per gli aumenti ai dipendenti dei piccoli Comuni
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ROMA - Nella stanza accanto alla sala Verde di Palazzo Chigi si ritrovano in quattro. Alla riunione con i sindacati sulla manovra manca un quarto d’ora quando il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, diventa il destinatario delle richieste che arrivano dai partecipanti al “mini” vertice di governo.

Oltre al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ci sono la titolare del dicastero del Lavoro, Marina Calderone, e il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo. È proprio lui a provare a capire per primo se nella legge di bilancio c’è ancora spazio. Per questo chiede a Giorgetti se ci sono 150 milioni da destinare alla creazione di un fondo di perequazione per i dipendenti degli enti locali. L’idea è iniziare da chi lavora nei piccoli Comuni: le risorse andrebbero a incrementare gli stipendi, riducendo così il gap con le retribuzioni di chi è impiegato nei ministeri.

ROMA - Nella stanza accanto alla sala Verde di Palazzo Chigi si ritrovano in quattro. Alla riunione con i sindacati sulla manovra manca un quarto d’ora quando il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, diventa il destinatario delle richieste che arrivano dai partecipanti al “mini” vertice di governo.

Oltre al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ci sono la titolare del dicastero del Lavoro, Marina Calderone, e il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo. È proprio lui a provare a capire per primo se nella legge di bilancio c’è ancora spazio. Per questo chiede a Giorgetti se ci sono 150 milioni da destinare alla creazione di un fondo di perequazione per i dipendenti degli enti locali. L’idea è iniziare da chi lavora nei piccoli Comuni: le risorse andrebbero a incrementare gli stipendi, riducendo così il gap con le retribuzioni di chi è impiegato nei ministeri.

Poi è il turno di Calderone. Dal pacchetto delle trentotto proposte messe a punto dal suo dicastero vengono estratte quelle che puntano a finire dentro la Finanziaria. In testa c’è un nuovo semestre di silenzio-assenso sul Tfr per spingere la previdenza complementare.

Giorgetti non si sbilancia. Non a caso. Il cantiere della manovra è ancora aperto. Ai colleghi resta la consapevolezza che l’esito delle loro richieste è appeso a una nuova mediazione politica dentro il governo, ma i margini sono strettissimi per via delle regole europee sulla spesa. L’ultima chance è il vertice di maggioranza che sarà chiamato a risolvere le questioni irrisolte in vista del Consiglio dei ministri di martedì pomeriggio. Dentro o fuori, l’ora delle scelte si avvicina.

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