ROMA – Un tavolo urgente sulla moda, per tutelare «la reputazione dei nostri brand sotto attacco e contrastare l’invasione dei prodotti fast fashion». Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha convocato per il 15 ottobre i principali attori del settore: Confindustria Moda, Camera Nazionale della Moda Italiana, Fondazione Altagamma, Confartigianato e Cna. In cima all’agenda l’obiettivo di garantire la piena legalità della filiera produttiva, dopo la richiesta della procura di Milano di mettere in amministrazione giudiziaria Tod’s, accusata di non aver controllato adeguatamente i propri fornitori, tra i quali sono emersi gravi episodi di sfruttamento lavorativo. Accuse respinte dal ceo Diego Della Valle, ma non è la prima volta che i tribunali mettono sotto accusa i grandi nomi della moda italiana.
ROMA – Un tavolo urgente sulla moda, per tutelare «la reputazione dei nostri brand sotto attacco e contrastare l’invasione dei prodotti fast fashion». Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha convocato per il 15 ottobre i principali attori del settore: Confindustria Moda, Camera Nazionale della Moda Italiana, Fondazione Altagamma, Confartigianato e Cna. In cima all’agenda l’obiettivo di garantire la piena legalità della filiera produttiva, dopo la richiesta della procura di Milano di mettere in amministrazione giudiziaria Tod’s, accusata di non aver controllato adeguatamente i propri fornitori, tra i quali sono emersi gravi episodi di sfruttamento lavorativo. Accuse respinte dal ceo Diego Della Valle, ma non è la prima volta che i tribunali mettono sotto accusa i grandi nomi della moda italiana.
Una legge sulla certificazione di filiera è allo studio da mesi. Adesso Urso accelera, annunciando «immediati interventi legislativi» a tutela del Made in Italy, iniziativa che per Maria Cecilia Guerra e Arturo Scotto (rispettivamente responsabile Lavoro del Pd e capogruppo Pd in commissione Lavoro della Camera) non deve diventare un «colpo di spugna» sulla responsabilità sociale d’impresa. Al di là del caso specifico, «su cui si pronuncerà la magistratura», ogni imprenditore, ribadiscono, è tenuto a controllare «quello che accade lungo la filiera degli appalti».
Il governo vuole fare presto, e quindi forse non verrà presentato un testo di legge, ma alcuni emendamenti da inserire nel disegno di legge sulle Pmi, in via di approvazione al Senato. «Noi abbiamo chiesto di estendere gli oneri di certificazione a tutta la filiera - spiega Moreno Vignolini, presidente di Confartigianato Moda - e di riconoscere un’adeguata remunerazione per le commesse di lavoro. Chiediamo la standardizzazione degli audit di controllo per le imprese della filiera». Previsti inoltre interventi per frenare il fast fashion: Urso chiederà a Bruxelles di eliminare l’esenzione doganale dai pacchi di valore inferiore a 150 euro. Una norma allo studio da tempo: la Ue sta valutando anche una tassazione di 2 euro per ogni pacco “leggero”, per scoraggiare gli acquisti da siti come Temu e Shein.
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