✕

Due diligence solo per le aziende più grandi: primo sì del Parlamento Ue. E la relatrice si dimette

La sede di Strasburgo dell'Europarlamento 

Ascolta l'audio

Con 17 voti favorevoli, 6 contrari e 2 astensioni, la commissione Affari giuridici dell’Europarlamento ha approvato le norme che limitano il numero delle imprese e degli obblighi per la sostenibilità
1 minuti di lettura

ROMA – È scontro in Commissione Juri sugli emendamenti alla direttiva sulla due diligence. Le norme che riducono la platea delle imprese, la quantità degli obblighi e le sanzioni alla fine passano con 17 voti favorevoli, 6 contrari e 2 astensioni. Il testo esprime il compromesso trovato dai tre gruppi della maggioranza pro-europea, Ppe, S&d e Renew, ma per protesta la relatrice ombra del provvedimento, l'olandese Lara Wolters (S&D) abbandona il dossier. Adesso le nuove norme verranno votate dalla Plenaria la prossima settimana: se il via libera verrà confermato, il 24 ottobre comincerà la negoziazione con il Consiglio.

Due diligence, meno obblighi per le aziende più piccole

Le modifiche varate dalla Commissione Affari giuridici vanno oltre le semplificaz…

ROMA – È scontro in Commissione Juri sugli emendamenti alla direttiva sulla due diligence. Le norme che riducono la platea delle imprese, la quantità degli obblighi e le sanzioni alla fine passano con 17 voti favorevoli, 6 contrari e 2 astensioni. Il testo esprime il compromesso trovato dai tre gruppi della maggioranza pro-europea, Ppe, S&d e Renew, ma per protesta la relatrice ombra del provvedimento, l'olandese Lara Wolters (S&D) abbandona il dossier. Adesso le nuove norme verranno votate dalla Plenaria la prossima settimana: se il via libera verrà confermato, il 24 ottobre comincerà la negoziazione con il Consiglio.

Due diligence, meno obblighi per le aziende più piccole

Le modifiche varate dalla Commissione Affari giuridici vanno oltre le semplificazioni proposte dalla Commissione Ue, che aveva chiesto di ridurre dell'80% il numero di aziende tenute a redigere la rendicontazione sociale e ambientale. I deputati hanno scelto di ridurre ulteriormente l'ambito di applicazione per includere solo le aziende con una media di oltre mille dipendenti e un fatturato netto annuo superiore a 450 milioni di euro. Le nuove norme si applicherebbero anche alla rendicontazione sulla sostenibilità ai sensi delle norme sulla tassonomia (la classificazione degli investimenti sostenibili).

Due diligence volontaria per gli altri

Per le imprese non più soggette alle norme, la rendicontazione diventerebbe volontaria, in linea con le linee guida della Commissione. Anche la rendicontazione settoriale diventerebbe volontaria e gli standard esistenti in materia di rendicontazione della sostenibilità sarebbero ulteriormente semplificati, concentrandosi sulle informazioni quantitative e sulla riduzione degli oneri amministrativi e finanziari. La Commissione sarà tenuta a istituire inoltre un portale digitale per le imprese con accesso gratuito a modelli, linee guida e informazioni su tutti gli obblighi di rendicontazione dell'Ue, a integrazione dello Sportello unico europeo.

La posizione dei partiti sulla due diligence

Se i partiti di destra avrebbero voluto andare anche oltre queste forme di ridimensionamento della portata della due diligence e della rendicontazione di sostenibilità, le sinistre protestano: "Il compromesso raggiunto in seno alla maggioranza Ursula sulle nuove regole della due diligence e rendicontazione delle imprese è un passo indietro, un annacquamento della direttiva approvata nella scorsa legislatura. – denuncia in una nota Mario Furore, europarlamentare del Movimento 5 Stelle - Il voto della Commissione Giuridica del Parlamento europeo allarga troppo le maglie, basti pensare i doveri di rendicontazione passano dalle imprese con 250 dipendenti a 1.000, da quelle con fatturato di 40 milioni a 450 milioni".

Leggi i commenti