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Il ministro canadese Sidhu: “Noi partner stretti dell’Italia”

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani incontra il ministro canadese del Commercio internazionale Maninder Sidhu, presso la Farnesina

 

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Il titolare del Commercio internazionale ha aperto la Missione commerciale a Roma. Obiettivo, promuovere nuove forme di cooperazione in settori strategici, dalla difesa e l’aerospazio alle infrastrutture e alle nuove tecnologie
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ROMA – Insieme perché Italia e Canada hanno già una partnership commerciale che funziona, e competenze complementari in settori chiave, dalle infrastrutture alla difesa alle nuove tecnologie. Ma soprattutto perché «i nostri due Paesi condividono gli stessi valori, a partire da quelli della democrazia, e del commercio fondato sul rispetto delle regole». Maninder Sidhu, ministro canadese per il commercio internazionale, ha appena inaugurato la Missione commerciale in Italia.

Ministro, perché avete deciso di partire proprio dall’Italia?

«Il progetto è nato in seguito ai colloqui tra il primo ministro Carney e la premier Meloni, in occasione del G7 di giugno. Con l’Italia poi abbiamo una storia di relazioni consolidate e condividiamo gli stessi valori. Guardiamo anche ai numeri: l’Italia è il nostro secondo partner commerciale nella Ue, il valore dei nostri scambi ammonta a 30 miliardi di dollari canadesi».

Gli obiettivi principali ?

«Con me c’è una delegazione che include i rappresentant…

ROMA – Insieme perché Italia e Canada hanno già una partnership commerciale che funziona, e competenze complementari in settori chiave, dalle infrastrutture alla difesa alle nuove tecnologie. Ma soprattutto perché «i nostri due Paesi condividono gli stessi valori, a partire da quelli della democrazia, e del commercio fondato sul rispetto delle regole». Maninder Sidhu, ministro canadese per il commercio internazionale, ha appena inaugurato la Missione commerciale in Italia.

Ministro, perché avete deciso di partire proprio dall’Italia?

«Il progetto è nato in seguito ai colloqui tra il primo ministro Carney e la premier Meloni, in occasione del G7 di giugno. Con l’Italia poi abbiamo una storia di relazioni consolidate e condividiamo gli stessi valori. Guardiamo anche ai numeri: l’Italia è il nostro secondo partner commerciale nella Ue, il valore dei nostri scambi ammonta a 30 miliardi di dollari canadesi».

Gli obiettivi principali ?

«Con me c’è una delegazione che include i rappresentanti di 75 imprese canadesi. Spero si riesca a dare impulso a una più stretta collaborazione economica tra i nostri Paesi, anche attraverso un maggior numero di accordi tra aziende. Il Ceta sta funzionando, ma è stato implementato finora al 65%, c’è ancora un ampio margine».

Il fatto che l’Italia non l’abbia ancora ratificato costituisce un ostacolo?

«Non mi sembra, da quando è stato siglato l’accordo di libero scambio tra Italia e Canada gli scambi commerciali sono aumentati di oltre il 70%. Semmai è il momento di dare maggiore supporto alle Pmi, che un tempo non avevano molta voglia di spingersi al di là dell’Atlantico, ma adesso, dopo quello che sta succedendo con gli Stati Uniti, hanno bisogno di trovare nuovi partner affidabili e stabili».

Su che tipo di cooperazione puntate?

«Il bello dei rapporti tra Italia e Canada è che non sono due Paesi in competizione, ma complementari. E quindi, per esempio, voi avete una forte industria tessile, che è anche “water intensive”, noi abbiamo l’expertise sulla purificazione dell’acqua. Oppure la difesa: l’accordo tra Cae e Leonardo funziona molto bene».

Possiamo vincere la guerra contro il nuovo protezionismo?

«Vedo molte sfide, ma anche molte opportunità. I canadesi sono molto resilienti, abbiamo strumenti e politiche per supportare le nostre imprese. Il mio compito è quello di rafforzare le relazioni che già abbiamo e di trovarne di nuove, anche con i Paesi emergenti».

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