Manovra, due miliardi per i salari. Taglio Irpef e più spese militari
di Valentina ConteROMA – La manovra sale a 18 miliardi. Due in più di quanto sin qui stimato, per «favorire l’adeguamento salariale al costo della vita nel 2026». Così scrive il ministero dell’Economia in una nota che accompagna il Dpb, il Documento programmatico di bilancio con i macro capitoli della finanziaria, illustrato ieri in Consiglio dei ministri e inviato in serata a Bruxelles e poi in Parlamento. Una misura, quella sui salari, ancora tutta da scrivere in attesa venerdì di un altro Cdm con il varo della legge di bilancio. «Papa Leone ha fatto il miracolo», ha commentato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti che ieri mattina ha salutato il Pontefice al Quirinale. «Abbiamo approvato il Dpb e la manovra è abbastanza delineata, venerdì i particolari».
ROMA – La manovra sale a 18 miliardi. Due in più di quanto sin qui stimato, per «favorire l’adeguamento salariale al costo della vita nel 2026». Così scrive il ministero dell’Economia in una nota che accompagna il Dpb, il Documento programmatico di bilancio con i macro capitoli della finanziaria, illustrato ieri in Consiglio dei ministri e inviato in serata a Bruxelles e poi in Parlamento. Una misura, quella sui salari, ancora tutta da scrivere in attesa venerdì di un altro Cdm con il varo della legge di bilancio. «Papa Leone ha fatto il miracolo», ha commentato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti che ieri mattina ha salutato il Pontefice al Quirinale. «Abbiamo approvato il Dpb e la manovra è abbastanza delineata, venerdì i particolari».
Ipotesi su salari e contratti
L’ipotesi sui salari che prende corpo in queste ore riguarda i rinnovi contrattuali con gli aumenti da detassare, seppur non totalmente e con altri paletti: una richiesta forte venuta dai sindacati venerdì all’incontro con lo stesso Giorgetti che ora parla di «incentivo forte al rinnovo dei contratti». In campo resistono ancora i fringe benefit da potenziare, le tasse leggere su premi di produttività, straordinari, notturni e festivi, se non per tutti almeno per alcuni lavoratori.
Coperture e risorse
Per il resto, la manovra da 18 miliardi – di cui 10,8 coperti da tagli di spesa (ai ministeri, ma anche da «rimodulazione del Pnrr») e 7,2 da nuove entrate (circa 4,5 miliardi da banche e pure dalle assicurazioni, novità esplicitata ieri) – conferma le direttrici già note.
Fisco e detrazioni edilizie
C’è il taglio dell’Irpef da 9 miliardi in tre anni, con l’aliquota del 35% che si abbassa al 33%. Il Mef non dettaglia fino a quale soglia di reddito (balla tra 50 e 60mila euro). Prorogate le detrazioni per ristrutturazioni edilizie: 50% prima casa e 36% seconde. Prorogato anche lo stop a plastic e sugar tax fino al 31 dicembre 2026.
Misure per le imprese
Per le imprese: rifinanziata la Nuova Sabatini, torna il super ammortamento da 4 miliardi in tre anni (in pratica si ripristina Industria 4.0), il credito d’imposta nelle Zes e nelle Zls (100 milioni per le Zone logistiche semplificate).
Famiglie e povertà
Il pacchetto famiglia e povertà vale 3,5 miliardi in tre anni, di cui 1,5 miliardi (500 milioni all’anno) per togliere la prima casa dall’Isee, ma non si dice ancora fino a quale soglia (forse tra 75mila e 100mila euro di valore catastale). Il bonus mamma potrebbe salire da 40 a 60 euro al mese. Verso la conferma della Social Card per i poveri.
Sanità, altri 2,4 miliardi
Alla sanità vanno altri 2,4 miliardi per il 2026 e 2,65 miliardi per il biennio successivo che si aggiungono agli stanziamenti già in vigore: 5 miliardi per il 2026, 5,7 miliardi per il 2027 e quasi 7 miliardi per il 2028.
Pensioni e pace fiscale
Nella nota Mef non si parla di rottamazione delle cartelle. Ma poi il ministero precisa che in manovra ci saranno sia la «pace fiscale» che l’atteso intervento per attenuare l’aumento di tre mesi per andare in pensione dal primo gennaio 2027 (età e contributi). Saranno entrambi interventi «selettivi», come dichiarato da Giorgetti. Non per tutti, insomma. Si tratta ancora per fissare le asticelle. La rottamazione dovrebbe coprire i debiti con il fisco fino al 2023, ma sarebbero esclusi quanti non hanno mai presentato la dichiarazione dei redditi.
Spese per la difesa e imposta di soggiorno
Confermato poi l’aumento della spesa per la difesa dello 0,15% nel 2026. Intanto, nel decreto legge approvato ieri in Cdm viene prorogata anche per il 2026 l’imposta di soggiorno maggiorata.