ROMA – Regole più stringenti a colazione: confetture, miele e succhi di frutta avranno etichette più chiare a garanzia di una maggiore qualità del prodotto. La settimana scorsa il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto che recepisce la cosiddetta “direttiva Breakfast” dell’Unione europea. Le direttive, infatti, hanno bisogno di un provvedimento nazionale per essere introdotte nelle diverse legislazioni.
Cosa cambia. La novità più attesa, soprattutto dagli apicoltori, è quella che riguarda il miele. Se il prodotto proviene da due Paesi diversi, in etichetta i confezionatori dovranno indicare i Paesi di provenienza in ordine decrescente e anche in percentuale. Non ci sarà bisogno della percentuale solo se la composizione proviene da quattro Paesi (una circostanza non rara) che raggiungono almeno il 60% del contenuto.
Aumento delle frodi
Gli apicoltori italiani lamentano da tempo un aumento delle frodi, anche sull’origine e soprattutto nei flussi intracomunitari, cioè all’interno…
ROMA – Regole più stringenti a colazione: confetture, miele e succhi di frutta avranno etichette più chiare a garanzia di una maggiore qualità del prodotto. La settimana scorsa il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto che recepisce la cosiddetta “direttiva Breakfast” dell’Unione europea. Le direttive, infatti, hanno bisogno di un provvedimento nazionale per essere introdotte nelle diverse legislazioni.
Cosa cambia. La novità più attesa, soprattutto dagli apicoltori, è quella che riguarda il miele. Se il prodotto proviene da due Paesi diversi, in etichetta i confezionatori dovranno indicare i Paesi di provenienza in ordine decrescente e anche in percentuale. Non ci sarà bisogno della percentuale solo se la composizione proviene da quattro Paesi (una circostanza non rara) che raggiungono almeno il 60% del contenuto.
Aumento delle frodi
Gli apicoltori italiani lamentano da tempo un aumento delle frodi, anche sull’origine e soprattutto nei flussi intracomunitari, cioè all’interno dell’Unione europea. L’Italia infatti (dati 2024) produce 22mila tonnellate di miele e ne importa 18mila tonnellate, quasi tutte dall’Europa. L’approvvigionamento estero è in aumento del 16% rispetto al 2023. Di qui l’urgenza di un’etichetta più trasparente.
L’altra novità riguarda il miele filtrato, che con il nuovo provvedimento dovrà chiamarsi “miele a uso industriale”. Non è solo una questione di parole: con la nuova dicitura i consumatori saranno più informati del fatto che questo miele è più adatto alla preparazione di dolci rispetto al classico uso domestico. L’ex “miele filtrato” infatti, pur conservandosi meglio, subisce un processo che elimina gran parte del polline e delle sostanze aromatiche ed è quasi impossibile stabilirne l’origine.
Le confetture
Riguardo le confetture, la direttiva alza la soglia minima di frutta che deve contenere il prodotto: non più 350 grammi ma 450 per chilo. Asticella più alta anche per le confetture “extra”: tra i 450 e i 500 grammi di frutta per chilo.
Per i succhi di frutta, la nuova direttiva aggiorna le tipologie ammesse e introduce tre nuove categorie: “succo di frutta a ridotto contenuto di zuccheri”, “succo di frutta da concentrato a ridotto contenuto di zuccheri” e “succo di frutta concentrato a ridotto contenuto di zuccheri”. Tutti devono avere almeno il 30% di zuccheri in meno rispetto alla versione tradizionale.