ROMA - “Una cosa deve essere chiara: chi non ha mai presentato la dichiarazione dei redditi non potrà accedere alla nuova rottamazione”. A mettere sul tavolo la “prova” che la Lega non intende aiutare gli evasori totali è Claudio Borghi. Senatore e tra i più vicini a Matteo Salvini, il leghista si dice “fiducioso” sul sì degli alleati allo schema a cui sta lavorando il suo partito.
Siamo alla quinta rottamazione. Perché un altro favore a chi non paga le tasse?
“Nessun favore agli evasori: questa sarà l’ultima rottamazione, nessuno nutra anche solo una piccola speranza che ce ne possa essere un’altra”.
Intanto arriva una nuova possibilità. Perché è così urgente?
“Guardi che questo non è un capriccio della Lega. Chiediamo semplicemente di v…
ROMA - “Una cosa deve essere chiara: chi non ha mai presentato la dichiarazione dei redditi non potrà accedere alla nuova rottamazione”. A mettere sul tavolo la “prova” che la Lega non intende aiutare gli evasori totali è Claudio Borghi. Senatore e tra i più vicini a Matteo Salvini, il leghista si dice “fiducioso” sul sì degli alleati allo schema a cui sta lavorando il suo partito.
Siamo alla quinta rottamazione. Perché un altro favore a chi non paga le tasse?
“Nessun favore agli evasori: questa sarà l’ultima rottamazione, nessuno nutra anche solo una piccola speranza che ce ne possa essere un’altra”.
Intanto arriva una nuova possibilità. Perché è così urgente?
“Guardi che questo non è un capriccio della Lega. Chiediamo semplicemente di venire incontro a chi, pur avendo presentato la dichiarazione, poi non ce l’ha fatta a pagare tutto il dovuto. Ci sono stati anni in cui un’azienda non ha avuto neppure la possibilità di pagare l’Inps ai propri dipendenti, ma niente condoni o favori al nero. Non vogliamo aiutare in primis lo Stato e lo Stato sono anche i milioni di cittadini in difficoltà”.
Però non tutti quelli che presentano la dichiarazione poi non pagano perché hanno una difficoltà economica. La rottamazione vale anche per loro?
“Non posso fare l’analisi psichica delle intenzioni dei contribuenti, ma tendo a credere che se uno fa una dichiarazione fedele e poi non adempie è perché è in difficoltà. Magari qualche creativo che si autodenuncia e poi non paga potrà anche esserci, ma noi vogliamo tenere fuori il dolo e premiare la buona fede”.
Come?
“Con il ministro Giorgetti e Salvini stiamo lavorando a una rottamazione in nove anni, con 54 rate bimestrali, per permettere di diluire i pagamenti dei carichi affidati all’agente della riscossione fino al 31 dicembre 2023”.
Fratelli d’Italia chiede paletti alla rottamazione, a iniziare dall’introduzione di un acconto del 5%. Siete favorevoli?
“Per noi la maxi-rata iniziale non ci deve essere, così come l’importo minimo per il singolo pagamento”.
Quanto costa il vostro schema? Per Forza Italia non si può andare oltre gli 1,5 miliardi.
“Il costo è di circa 2 miliardi su due anni, meno del taglio dell’Irpef che pure sosteniamo ed è importante per aiutare il ceto medio. Ma a differenza di quest’ultimo intervento, l’appesantimento dei conti dato dalla rottamazione è solo per un anno, poi si riduce bruscamente e dal quarto anno in poi si trasforma in un saldo positivo per lo Stato, che così ci guadagna”.
Gli alleati diranno sì alla fine?
“Sono fiducioso che andrà così anche perché la pace fiscale fa parte del programma di governo. Per noi andava fatta già l’anno scorso, quest’ultima scialuppa non può aspettare ancora”.