ROMA – Peggiorano i dati dell’export italiano verso gli Usa ad agosto, nel primo mese dall’entrata in vigore dell’accordo tra Stati Uniti e Unione europee sulle tariffe. I dazi di Trump si ripercuotono sul commercio estero e, esaurito l’effetto scorte ed entrato a pieno regime l’imposizione del 15%, gli ordini hanno subito una brusca frenata. Lo indica l'Istat, aggiungendo che ad agosto l'export cala dell’1,1% su base annua in termini monetari e del 2,8% in volume. A pesare è l’ampia contrazione delle vendite del made in Italy verso l'area extra Ue (-7,7%), mentre le esportazioni verso l'area Ue crescono del 2,1% su base mensile. Su base annuale, la “flessione dell'export in valore è sintesi di una marcata contrazione per i mercati extra Ue (-7,0%) e di una crescita sostenuta, ma di minore intensità, per quelli Ue (+5,4%)”.
ROMA – Peggiorano i dati dell’export italiano verso gli Usa ad agosto, nel primo mese dall’entrata in vigore dell’accordo tra Stati Uniti e Unione europee sulle tariffe. I dazi di Trump si ripercuotono sul commercio estero e, esaurito l’effetto scorte ed entrato a pieno regime l’imposizione del 15%, gli ordini hanno subito una brusca frenata. Lo indica l'Istat, aggiungendo che ad agosto l'export cala dell’1,1% su base annua in termini monetari e del 2,8% in volume. A pesare è l’ampia contrazione delle vendite del made in Italy verso l'area extra Ue (-7,7%), mentre le esportazioni verso l'area Ue crescono del 2,1% su base mensile. Su base annuale, la “flessione dell'export in valore è sintesi di una marcata contrazione per i mercati extra Ue (-7,0%) e di una crescita sostenuta, ma di minore intensità, per quelli Ue (+5,4%)”.
Il peso dei dazi (ma non solo)
Il crollo delle esportazioni su base annua è evidente verso gli Stati Uniti (-21,1%), ma anche Turchia (-25,9%) e Cina (-16,3%). A compensare in parte sono le maggiori vendite ai Paesi dell’Ue: Francia (+20,6%), Spagna (+9,4%), Paesi Bassi (+13,5%), Regno Unito (+7,3%) e Belgio (+8,8%). Ad agosto 2025 l'Istat stima una flessione congiunturale più ampia per importazioni (-3,7%) rispetto alle esportazioni (-2,7%).
Dopo due mesi consecutivi di crescita congiunturale, spiega l'Istituto nazionale di statistica "l'export registra una riduzione su base mensile, spiegata dalle minori vendite verso i mercati extra Ue, mentre quelle dirette verso l'area Ue sono in crescita. La dinamica congiunturale è in parte influenzata dalle vendite di mezzi di navigazione marittima registrate a luglio 2025, al netto delle quali si stima una riduzione congiunturale meno ampia.
I dati sull’import
L'import registra una flessione tendenziale del 3,0% in valore, determinata dalla riduzione degli acquisti da entrambe le aree, Ue (-3,0%) ed extra Ue (-2,9%); in volume, le importazioni diminuiscono del 4,1%.Tra i settori che più contribuiscono alla flessione tendenziale dell'export si segnalano: macchinari e apparecchi non classificati altrove (n.c.a) (-5,6%), articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi, strumenti medici e altri prodotti n.c.a. (-19,8%) e articoli in pelle, escluso abbigliamento, e simili (-9,5%). Crescono su base annua solo le esportazioni di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+15,1%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+14,0%), coke e prodotti petroliferi raffinati (+11,4%) e, in misura molto più contenuta, quelle di prodotti alimentari, bevande e tabacco (+0,7%).