Gualtieri: “Poco sui salari, si ostacola la crescita. Finanziaria conservatrice”
di Giovanna VitaleROMA – In attesa del volo che lo riporta a Roma da Amsterdam, dove ha partecipato al congresso dei socialisti europei che lo ha eletto presidente della neonata Rete dei sindaci delle capitali e delle grandi città del Pse, Roberto Gualtieri — primo cittadino di Roma ed ex ministro dell’Economia — non nasconde la preoccupazione per la manovra appena varata.
Cosa non la convince sindaco?
«È una manovra conservatrice, come il governo che la propone. Gli investimenti nel complesso calano e le poche misure adottate sono in buona parte finanziate da nuovi tagli ai ministeri, che rischiano di tradursi in minori servizi per i cittadini. È chiaro che se si vuole perseguire una politica di bilancio molto prudente e al tempo stesso non si vuol mettere mano a un sistema fiscale squilibrato, che grava tutto sui lavoratori dipendenti e i pensionati, la conseguenza non può che essere di avere risorse insufficienti per welfare, sanità e bassa crescita. Come il governo stesso riconosce nel Def l’effe…
ROMA – In attesa del volo che lo riporta a Roma da Amsterdam, dove ha partecipato al congresso dei socialisti europei che lo ha eletto presidente della neonata Rete dei sindaci delle capitali e delle grandi città del Pse, Roberto Gualtieri — primo cittadino di Roma ed ex ministro dell’Economia — non nasconde la preoccupazione per la manovra appena varata.
Cosa non la convince sindaco?
«È una manovra conservatrice, come il governo che la propone. Gli investimenti nel complesso calano e le poche misure adottate sono in buona parte finanziate da nuovi tagli ai ministeri, che rischiano di tradursi in minori servizi per i cittadini. È chiaro che se si vuole perseguire una politica di bilancio molto prudente e al tempo stesso non si vuol mettere mano a un sistema fiscale squilibrato, che grava tutto sui lavoratori dipendenti e i pensionati, la conseguenza non può che essere di avere risorse insufficienti per welfare, sanità e bassa crescita. Come il governo stesso riconosce nel Def l’effetto di questa manovra sul Pil è nullo. L’Italia avrebbe bisogno di più coraggio».
Anche Mattarella ha denunciato il peso su dipendenti e pensionati, invocando l’aumento dei salari più bassi. È un monito per il governo?
«Le parole di Mattarella sono sacrosante. Il livello molto basso delle retribuzioni non solo è socialmente ingiusto ma è anche un ostacolo alla crescita».
Eppure Meloni ha vantato aumenti per i redditi medio-bassi, che però equivalgono a 40 euro in più al mese. Non è una presa in giro?
È positivo ogni intervento migliorativo delle buste paga dei dipendenti, ma quello del governo è così ridotto da non compensare l’impatto dell’inflazione
«È positivo ogni intervento migliorativo delle buste paga dei dipendenti, ma quello del governo è così ridotto da non compensare l’impatto dell’inflazione, che con il fiscal drag si è tradotta anche in 25 miliardi di maggiori tasse sui redditi da lavoro».
Anche sui Comuni c’è il rischio di riflessi negativi e di nuovi tagli sui servizi essenziali?
«Aspettiamo di vedere il testo, ma di fronte all’aumento dei costi dei servizi servirebbero più risorse e maggiore autonomia tributaria, come prevede la Costituzione. Ma soprattutto occorre affrontare con determinazione a livello nazionale ed europeo il tema della casa, come abbiamo chiesto con forza qui al Congresso del Pse ad Amsterdam. Sono molto soddisfatto che proprio su impulso dei sindaci il tema dell’affordable housing sia emerso come una delle principali priorità dei socialisti dinnanzi alle prossime e cruciali partite Ue, a iniziare da quella sul bilancio europeo».
A proposito di investimenti, il Pnrr scade l’anno prossimo e per l’Italia potrebbero essere guai.
«Proprio per questo serve una grande battaglia per proseguire il percorso che con il Pnrr eravamo riusciti ad avviare e che i conservatori europei vorrebbero interrompere. È una strategia miope. Perché, per tornare al tema centrale dell’housing: si parla tanto di crisi della natalità, ma sei poi i giovani e le famiglie fanno fatica a trovare una casa a prezzi accessibili diventa difficile invertire il trend demografico. Questo è il tempo della trasformazione, non quello del galleggiamento. Le sfide sociali, ambientali e tecnologiche richiedono il cambiamento non la conservazione dello status quo».
Per fermare i conservatori in Europa sarebbe bene che i progressisti vincessero le elezioni in Italia. Le regionali non provano che il vostro campo largo non basta?
È sempre complicato fare la proiezione nazionale del voto locale, ma direi che dopo la vittoria in Toscana si può parlare di un sostanziale equilibrio e di una competizione aperta
«Per ora hanno vinto tre presidenti uscenti. È sempre complicato fare la proiezione nazionale del voto locale, ma direi che dopo la vittoria in Toscana si può parlare di un sostanziale equilibrio e di una competizione aperta. L’unità delle opposizioni è una bella novità: con una convincente proposta di governo la destra si può battere. Il lavoro mi pare a buon punto».
Secondo i riformisti, il Pd è troppo schiacciato a sinistra e serve un riequilibrio. Lo pensa anche lei?
«Credo si debba evitare un dibattito astratto e ideologico. Per sua natura il Pd deve parlare e rappresentare un pezzo di società quanto più ampio possibile; riunire anime e sensibilità diverse: esattamente il motivo per cui è nato. Ma questo non può significare smarrire i fondamenti dei valori progressisti».
Domani l’assessore Onorato tornerà a riunire civici e moderati insieme a lei, Manfredi e Salis. È l’ossatura della gamba di centro?
«Io non sono un civico, ho la tessera del Pd. E da sindaco di Roma vado a dare un saluto e un sostegno. Credo però sia utile, per rafforzare e rendere più competitiva la coalizione di centrosinistra, che prenda forma una componente civica e moderata capace di parlare a segmenti dell’elettorato che altri partiti faticano a intercettare».
È la rinascita del partito dei sindaci?
«Assolutamente no. Sono sempre stato contrario. Qui stiamo parlando di un pezzo dell’alleanza di centrosinistra che chiama a raccolta le forze civiche per aiutare e allargare la coalizione».