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Voli russi da paura, tra crisi e sanzioni. Ora raffica di ispezioni: il nodo manutenzioni

Un Airbus A350-900 di Aeroflot 
Velivoli ed elicotteri di era sovietica a rischio. Per mesi intermediari indiani hanno permesso di aggirare le sanzioni occidentali sui ricambi per i Boeing. Ora si punta sull’usato. Nel Paese intanto i morti raddoppiano nel 2024
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ROMA – Ormai anche i russi riconoscono che volare nel loro sconfinato Paese è rischioso. Epicentro del problema sono soprattutto le compagnie regionali. Il 9 ottobre 2025 lo conferma l’Izvestija. Il quotidiano russo - non certo ostile al Cremlino - rivela che 51 vettori locali saranno ispezionati. Così vuole l’agenzia federale Rostransnadzor, che vigilia sui trasporti anche aerei.

I controlli - che inizieranno il primo dicembre 2025 - accerteranno se le compagnie regionali assicurano una formazione adeguata ai piloti e soprattutto la manutenzione agli aeromobili. Planespotters stima che le flotte di alcuni vettori regionali hanno un’anzianità media importante, che va dai 15,9 ai 25,3 anni.

Un problema strutturale

Sullo sfondo della raffica di ispezioni c’è la tragedia dell’Antonov An-24 che, a luglio 2025, precipita a soli 16 chilometri dalla città di Tynda. L’incidente - che uccide i 42 passeggeri e i sei membri dell’equipaggio - può ripetersi. Questa è la convinzione delle autorità …

ROMA – Ormai anche i russi riconoscono che volare nel loro sconfinato Paese è rischioso. Epicentro del problema sono soprattutto le compagnie regionali. Il 9 ottobre 2025 lo conferma l’Izvestija. Il quotidiano russo - non certo ostile al Cremlino - rivela che 51 vettori locali saranno ispezionati. Così vuole l’agenzia federale Rostransnadzor, che vigilia sui trasporti anche aerei.

I controlli - che inizieranno il primo dicembre 2025 - accerteranno se le compagnie regionali assicurano una formazione adeguata ai piloti e soprattutto la manutenzione agli aeromobili. Planespotters stima che le flotte di alcuni vettori regionali hanno un’anzianità media importante, che va dai 15,9 ai 25,3 anni.

Un problema strutturale

Sullo sfondo della raffica di ispezioni c’è la tragedia dell’Antonov An-24 che, a luglio 2025, precipita a soli 16 chilometri dalla città di Tynda. L’incidente - che uccide i 42 passeggeri e i sei membri dell’equipaggio - può ripetersi. Questa è la convinzione delle autorità russe, allarmate da un problema strutturale specifico. I pezzi di ricambio dei velivoli di fabbricazione sovietica come gli Antonov non sono più prodotti.

E i vettori si arrangiano con fondi di magazzino. Lo stesso angosciante problema investe gli elicotteri. Il Mi-8 è un bimotore di 18 metri con una storia importante, prodotto in oltre 17.000 esemplari e venduto in 50 Paesi. Piccolo dettaglio. Vola la prima volta nel lontano 1961.

Le rotazioni su sé stessi

Il 2024 è un anno pesante per questo elicottero, usato dall’esercito sovietico e ora nel trasporto dei civili. Il bilancio dei primi 5 incidenti è di un solo morto (un tecnico di bordo) malgrado la drammaticità delle dinamiche, tra blocchi dei motori in volo e rotazioni su se stesso.

Va peggio il 31 agosto 2024 a Kamcatka in Russia quando un Mi-8 impatta contro una collina uccidendo 19 passeggeri (tutti turisti) e i tre membri di equipaggio. Un mese dopo, il 28 settembre, un Mi-8 - noleggiato da una compagnia petrolifera - atterra in Pakistan con le pale in stallo. Bilancio: 6 morti, 8 feriti gravi.

Tra aerei civili, aeromobili leggeri o ultraleggeri, elicotteri, muoiono in Russia 65 persone nel 2024 contro le 31 dell’anno prima.

E le grandi compagnie? Qual è lo stato di salute, ad esempio, di Aeroflot? Dopo l’attacco all’Ucraina, le sanzioni occidentali hanno bloccato la fornitura ai vettori russi di pezzi di ricambio per i Boeing di fabbricazione americana e per gli Airbus europei.

Le triangolazioni

Un’inchiesta giornalistica di Investigate Europe, rilanciata dal Guardian, sostiene però che l’embargo sia stato aggirato almeno per i ricambi Boeing. Prodotti per 50 milioni di dollari sarebbero finiti a intermediari indiani e, da questi, ai russi tra gennaio 2023 e settembre 2024, prima di una nuova stretta.

Ora Aeroflot, in affanno, avrebbe comprato 8 cargo di seconda mano dal gruppo Volga-Dnepr. I velivoli (sei 737-800BCF e due 747-400) verrebbero smontati e i ricambi sistemati sugli aerei civili della compagnia. È la tecnica del “cannibalismo”.

La notizia arriva dai servizi segreti ucraini. La fonte, interessata a dipingere la Russia come un gigante dai piedi di cristallo, fornisce sul caso dettagli coerenti.

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