Prosieben, il nuovo ad è Marco Giordani: Mediaset sceglie il delfino di Berlusconi per la tv tedesca
di Sara BennewitzMILANO – A distanze di sette anni dal primo investimento su Prosiebensat, e dopo aver lanciato la scorsa estate un’offerta di acquisto e scambio che ha portato Mfe a rilevare il 75,6% del capitale della tv commerciale tedesca, Pier Silvio Berlusconi prende il comando dell’emittente bavarese e nomina il suo manager più fidato, Marco Giordani, attuale direttore finanziario dell’ex Mediaset, al posto finora ricoperto da Bert Habets. La mossa, attesa ma non scontata, segue il via libera di tutte le autorità competenti, tra cui il blessing del presidente del governo bavarese Markus Söder, e marca un nuovo inizio per Prosiebensat.
Rinnovo completo dei vertici, parte la nuova fase
Insieme a Habets si dimette tutto l’executive board del gruppo. Bob Rajan diventa nuovo direttore finanziario al posto di Martin Mildner, ma anche il direttore operativo Markus Breitenecker ha annunciato la volontà di fare un passo indietro.
"Accogliamo con affetto Marco Giordani come ceo di Prosiebensat – afferma…
MILANO – A distanze di sette anni dal primo investimento su Prosiebensat, e dopo aver lanciato la scorsa estate un’offerta di acquisto e scambio che ha portato Mfe a rilevare il 75,6% del capitale della tv commerciale tedesca, Pier Silvio Berlusconi prende il comando dell’emittente bavarese e nomina il suo manager più fidato, Marco Giordani, attuale direttore finanziario dell’ex Mediaset, al posto finora ricoperto da Bert Habets. La mossa, attesa ma non scontata, segue il via libera di tutte le autorità competenti, tra cui il blessing del presidente del governo bavarese Markus Söder, e marca un nuovo inizio per Prosiebensat.
Rinnovo completo dei vertici, parte la nuova fase
Insieme a Habets si dimette tutto l’executive board del gruppo. Bob Rajan diventa nuovo direttore finanziario al posto di Martin Mildner, ma anche il direttore operativo Markus Breitenecker ha annunciato la volontà di fare un passo indietro.
"Accogliamo con affetto Marco Giordani come ceo di Prosiebensat – afferma Maria Kyriacou, presidente del Consiglio di sorveglianza della tv tedesca - La sua nomina riflette l'ambizione di accelerare ulteriormente la trasformazione strategica con un chiaro focus sull'eccellenza e su una posizione di leadership nel mercato dell'intrattenimento. Marco porta con sé una profonda esperienza operativa, una forte competenza finanziaria, un comprovato track record nella gestione di organizzazioni complesse e sarà completamente dedicato a Prosiebensat nel futuro. Diamo inoltre il benvenuto a Bob Rajan come nuovo cfo. La sua esperienza in trasformazioni e ristrutturazioni sarà fondamentale per permettere a Prosiebensatdi concentrarsi pienamente sulla crescita futura".
Mfe ha sempre detto che il suo obiettivo era rilanciare la prima tv commerciale tedesca e di volerlo fare vendendo tutte le attività che esulano da quelle televisive. Obiettivo: ridurre i debiti e avere più risorse da investire nei contenuti in lingua tedesca. Ma il piano di Berlusconi prevede in parallelo anche nuovi investimenti nelle piattaforme tecnologiche, per dotare di Prosibensat di un modello crossmediale come quello di Mfe, che massimizza il ritorno della pubblicità raccogliendo i dati dal gradimento dei programmi tv, da quelli radio e da quelli Internet.
Sinergie sui costi e sui ricavi fino a 419 milioni entro il 2029
L’ex Mediaset conta infatti di realizzare si importanti sinergie sia dai costi sia dai ricavi, centralizzando la raccolta delle tv in Spagna, Italia, Germania, Austria e Svizzera, rivolgendosi a un pubblico potenziale di 300 milioni di utenti. Guardando all’ultimo bilancio disponibile, ovvero quello 2024, Mfe consolidando Prosiebensat si troverebbe ad avere 6,8 miliardi di ricavi, 1,37 miliardi di margine operativo lordo, 2,1 miliardi di debito e con una leva inferiore a tre volte il mol, ovvero sotto i livelli di guardia. Inoltre, con una maggioranza del 75,67%, Mfe potrà realizzare fino a 419 milioni di sinergie entro il 2029, un livello di efficienza realizzato aumentando i ricavi e tagliando i costi, che porterà l’utile per azione del gruppo di Cologno (e quindi anche il dividendo) a crescere del 69%.