Migranti qualificati e non solo: le proposte di Confindustria contro la glaciazione demografica
dalla nostra inviata Rosaria AmatoSIRACUSA – Confindustria in campo per la formazione. All’Education e Open Innovation Forum di Ortigia la vicepresidente Lucia Aleotti ha presentato gli “11,2 obiettivi per un futuro ancora da scrivere”, un documento strategico che identifica i punti deboli e i bisogni del Paese per valorizzare il capitale umano che abbiamo, e attrarre anche talenti dall’estero. Nella stessa giornata, il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, e il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Elvira Calderone, hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa che ha l’obiettivo di rafforzare la collaborazione nell’ambito delle politiche attive del lavoro, sviluppando il sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa.
Confindustria s’impegna a f…
SIRACUSA – Confindustria in campo per la formazione. All’Education e Open Innovation Forum di Ortigia la vicepresidente Lucia Aleotti ha presentato gli “11,2 obiettivi per un futuro ancora da scrivere”, un documento strategico che identifica i punti deboli e i bisogni del Paese per valorizzare il capitale umano che abbiamo, e attrarre anche talenti dall’estero. Nella stessa giornata, il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, e il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Elvira Calderone, hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa che ha l’obiettivo di rafforzare la collaborazione nell’ambito delle politiche attive del lavoro, sviluppando il sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa.
Confindustria s’impegna a favorire la formazione anche attraverso la piattaforma Siisl, (Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa), che il ministero del Lavoro utilizza per gestire e coordinare le politiche attive e di inclusione in Italia. È lo strumento con cui vengono attivati i percorsi di accompagnamento al lavoro e alla formazione per le persone che ricevono sostegni come l’Assegno di Inclusione.
Il numero degli obiettivi, 11,2, non è scelto a caso ma è la trasposizione della percentuale della popolazione che, al 2050, avrà meno di 14 anni. Troppo pochi, rileva Lucia Aleotti: «Un Paese con meno giovani rischia di perdere capacità di innovazione, di generare valore e futuro. Dobbiamo agire con visione e responsabilità, costruendo una nuova alleanza tra istituzioni, imprese e sistema formativo».
Sfide demografiche e migrazioni
Il primo obiettivo di Confindustria è quello di combattere le nuove sfide demografiche. L’Italia rischia di perdere oltre 5 milioni di studenti entro il 2050. Per invertire questa tendenza, Confindustria propone una strategia di rigenerazione demografica e sociale che va dalle politiche abitative e comunitarie (piani casa per giovani, housing e co-housing, incentivi per aree a rischio spopolamento; asili nido e scuole dell’infanzia compatibili con i tempi di lavoro.
Ecco che diventa fondamentale attrarre competenze e talenti. Secondo Unioncamere–Excelsior, entro il 2028 l’Italia avrà bisogno di 640mila lavoratori immigrati qualificati. La sfida non è “importare manodopera”, ma formare e integrare capitale umano. Le azioni chiave vanno dai corridoi formativi-lavoro nel Mediterraneo, con percorsi tecnici e linguistici in loco, collegati con imprese italiane e Its, alle soluzioni di affordable housing (edilizia sostenibile) per studenti e lavoratori stranieri.L’obiettivo è trasformare la migrazione in una leva di cooperazione e sviluppo, facendo dell’Italia un hub di formazione e innovazione.
Al tempo stesso, vanno anche varate politiche per far rientrare i nostri talenti fuggiti all’estero. Negli ultimi dieci anni oltre 337mila giovani italiani, di cui 120mila laureati, hanno lasciato il Paese. Confindustria punta a invertire la rotta con politiche di rientro e di valorizzazione interna.
Orientamento per prevenire il mismatch
È necessario un orientamento precoce e continuo per ridurre il mismatch tra domanda di competenze e offerta formativa, che tocca il 48% (Unioncamere Excelsior) e ha un costo attuale di oltre 40 miliardi. Vanno inoltre promosse l’imprenditorialità giovanile e femminile: in Italia il 70% degli under 30 ha avviato o vuole avviare un’impresa (Eurobarometer), ma sempre meno giovani ci riescono. In 10 anni si è passati dal 10,5% all’8% di imprese under 35 in Italia. Serve sviluppare una cultura dell’imprenditorialità già dai percorsi scolastici e universitari, con strumenti concreti di sostegno all’avvio di impresa e all’autoimprenditorialità giovanile e femminile. La scuola va valorizzata come spazio aperto e civico, ma anche le università sono chiamate a diventare più globali e industriali.
Lavoro e formazione
Nel piano di Confindustria, va anticipato l’ingresso nel mondo del lavoro e prolungare la vita lavorativa attraverso la filiera tecnico-professionale “4+2” e nuovi modelli di apprendistato. La formazione deve diventare “continua e bilaterale” per rendere più competitivo sia il settore privato che la Pubblica Amministrazione. Le competenze digitali e Stem devono diventare anche leve essenziali per colmare i divari di genere e costruire un’Italia più inclusiva e competitiva.
Progetto Genesi
L’undicesimo punto è un acronimo, il Progetto Genesi (Generazioni, Educazione, Nuove Energie, Solidarietà, Innovazione). «Oggi manca un cruscotto integrato, accessibile e aperto che monitori in tempo reale gli indicatori demografici, educativi e occupazionali (natalità, dispersione scolastica, Neet, competenze digitali). – spiega Aleotti – Serve attivare un open database di Confindustria aperto a istituzioni, sindacati, scuole, ITS e Università, think thank, fondazioni e associazioni del terzo settore per monitorare i progressi, aggiornare le proposte politiche e attivarsi affinché gli obiettivi fissati non restino sulla carta. Il Progetto Genesi è rappresentato da un bollino che si può attribuire a quelle iniziative che rispondono ad almeno uno degli obiettivi di questo documento».