ROMA – Dopo una notte di lavori e quasi due giorni di riunioni, ieri mattina è arrivato il via libera all’alleanza tra Leonardo, Thales e Airbus sui satelliti. Con questo progetto i tre gruppi mirano a mettere in condivisione le proprie attività spaziali e dare vita a un nuovo soggetto, che con i numeri di oggi può contare su 25mila addetti e un fatturato di 6,5 miliardi di euro, con un piano di sviluppo per toccare i 10 entro il 2030.
Space economy, l’Europa deve rincorrere
È la risposta europea al dominio di Starlink e SpaceX di Elon Musk, ma anche alla concorrenza britannica e cinese, in un settore sempre più strategico e affollato. Nel quale l’Europa si trova a rincorrere per recuperare competitività. «Nei prossimi anni verranno lanciati oltre 10mila satelliti in orbita intorno alla Terra: è un mercato imperdibile, in cui occorre essere presenti da subito», diceva appena due settimane fa l’ad Leonardo Roberto Cingolani. Un mercato, quello della space economy, da 630 miliardi di do…
ROMA – Dopo una notte di lavori e quasi due giorni di riunioni, ieri mattina è arrivato il via libera all’alleanza tra Leonardo, Thales e Airbus sui satelliti. Con questo progetto i tre gruppi mirano a mettere in condivisione le proprie attività spaziali e dare vita a un nuovo soggetto, che con i numeri di oggi può contare su 25mila addetti e un fatturato di 6,5 miliardi di euro, con un piano di sviluppo per toccare i 10 entro il 2030.
Space economy, l’Europa deve rincorrere
È la risposta europea al dominio di Starlink e SpaceX di Elon Musk, ma anche alla concorrenza britannica e cinese, in un settore sempre più strategico e affollato. Nel quale l’Europa si trova a rincorrere per recuperare competitività. «Nei prossimi anni verranno lanciati oltre 10mila satelliti in orbita intorno alla Terra: è un mercato imperdibile, in cui occorre essere presenti da subito», diceva appena due settimane fa l’ad Leonardo Roberto Cingolani. Un mercato, quello della space economy, da 630 miliardi di dollari nel 2023 e che nel prossimo decennio supererà il trilione. A dieci mesi di distanza dalla rivelazione di Reuters sulla trattativa per Project Bromo – dal nome di un vulcano indonesiano -, i tre giganti hanno firmato il Memorandum of understanding.
Nuovo soggetto europeo per lo spazio
L’impegno a cooperare avvia l’iter di confronti sindacali e autorizzazioni normative per rendere il nuovo soggetto operativo dal 2027. Nella società confluiranno Space Systems e Space Digital di Airbus, e le partecipazioni in Telespazio e Thales Alenia Space di Leonardo e Thales, che contribuisce anche con Thales Seso. Nel perimetro dell’accordo finiscono le infrastrutture e i servizi critici nei campi delle telecomunicazioni, della navigazione globale, dell’osservazione della Terra, della ricerca scientifica, dell’esplorazione e della sicurezza nazionale. Rimane fuori il settore dei lanci.
I nodi: governance, antitrust Ue e sinergie
Come gestire la governance multinazionale ripartita? È stato questo uno dei nodi più delicati della negoziazione. L’azionariato sarà diviso tra i tre soci con quote quasi uguali, 35% per Airbus e 32,5% a testa per gli altri due partner. Il consiglio di amministrazione sarà paritetico, mentre l’ipotesi di una rotazione delle cariche più importanti, a partire dall’amministratore delegato, potrebbe essere accantonata. Le aziende spiegano che verranno individuati i migliori talenti per ciascun ruolo, pur rimanendo fedeli a un sistema di equa rappresentazione delle diverse compagini nazionali e industriali coinvolte. Dal funzionamento di questo equilibrio passa il successo dell’operazione.
Il modello a cui si ispirerà il polo europeo dei satelliti, che avrà sede legale a Tolosa, potrebbe essere quello del Mbda, il consorzio di missilistica in cui già cooperano con profitto Leonardo, Airbus e Bae Systems. Servirà ora ottenere l’approvazione dell’antitrust Ue. La Commissione dovrà valutare il rispetto delle norme sulla concorrenza, con un occhio all’importanza strategica della nascita di un campione europeo dei satelliti. «Abbiamo ricevuto elementi positivi nelle nostre interlocuzioni preliminari - ha assicurato il managing director della divisione Spazio di Leonardo, Massimo Claudio Comparini - l’antitrust ha le sue regole, se vogliamo essere rilevanti nello spazio ci sono le condizioni».
La prima reazione dei sindacati è stata positiva. Dalla fusione delle attività sono previsti 400-600 milioni di euro di sinergie ma i 5mila addetti della linea italiana non dovrebbero essere coinvolti da tagli. Comparini sottolinea i benefici per la filiera, dalle pmi alle start up. E il portafoglio ordini ammonta a più di tre anni di ricavi previsti. Ora c’è solo da attendere.