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Sanità, la Cgil sulla manovra: "Non bastano 6mila assunzioni. In Italia mancano 65mila infermieri”

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Intervista ad Alfonso Guerriero del sindacato. “E poi bisogna risolvere il precariato e assicurare il turn over. Il governo lavori per rendere più attrattiva la professione”
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Alfonso Guerriero è il coordinatore nazionale degli infermieri per la Funzione pubblica della Cgil. Proprio gli infermieri dovevano essere al centro della manovra, grazie ad un programma di assunzioni, che poi si è ridotto in modo importante.

La manovra stanzia soldi per assumere gli infermieri. Siete soddisfatti?

"Le assunzioni vanno sempre bene, però bisogna analizzare i dati. Su 2,4 miliardi per il 2026 solo 450 milioni servono per le assunzioni e di infermieri se ne faranno entrare 6 mila, cioè troppo pochi”.

Quanti infermieri mancano in Italia?

“In servizio nel sistema pubblico ce ne sono 270 mila. Se analizziamo la media dei paesi Ocse, l’Italia è molto indietro, per mettersi al pari degli altri dovrebbe averne addirittura 175 mila in più. Ma anche stando più bassi della media Ocse, il sistema avrebbe bisogno di 60-70 mila nuovi infermieri. E tutto questo non tiene conto di un’altra questione, per dare personale alle strutture previste dal Pnrr, Case di comunità e Ospedali di co…

Alfonso Guerriero è il coordinatore nazionale degli infermieri per la Funzione pubblica della Cgil. Proprio gli infermieri dovevano essere al centro della manovra, grazie ad un programma di assunzioni, che poi si è ridotto in modo importante.

La manovra stanzia soldi per assumere gli infermieri. Siete soddisfatti?

"Le assunzioni vanno sempre bene, però bisogna analizzare i dati. Su 2,4 miliardi per il 2026 solo 450 milioni servono per le assunzioni e di infermieri se ne faranno entrare 6 mila, cioè troppo pochi”.

Quanti infermieri mancano in Italia?

“In servizio nel sistema pubblico ce ne sono 270 mila. Se analizziamo la media dei paesi Ocse, l’Italia è molto indietro, per mettersi al pari degli altri dovrebbe averne addirittura 175 mila in più. Ma anche stando più bassi della media Ocse, il sistema avrebbe bisogno di 60-70 mila nuovi infermieri. E tutto questo non tiene conto di un’altra questione, per dare personale alle strutture previste dal Pnrr, Case di comunità e Ospedali di comunità, vanno assunti 20 mila infermieri in più”.

Che peso hanno i pensionamenti in questi anni?

“Escono circa 17 mila infermieri in un anno e non ci dimentichiamo che tra chi è in servizio, uno su quattro è in età pensionabile. Questo si traduce in prescrizioni che limitano l’attività dei colleghi”.

La manovra comunque prevede assunzioni in più rispetto al turn over.

“Questo non cambia le cose. Visti i numeri delle carenze è chiaro a tutti che le 6 mila assunzioni sono insufficienti, anche se sono in più rispetto a quelle per coprire il turn over. E non è vero che gli ingressi nel sistema saranno 20 mila in tre anni, perché i soldi stanziati per il 2026 servono ad assumere, ma poi negli anni successivi gli stessi fondi sono necessari per continuare a pagare gli infermieri. Bisogna investire di più sulla sanità, lo diremo anche alla manifestazione di domani, visto che il nostro settore è uno dei temi che verranno portati dalla Cgil in piazza”

E i precari quanti sono?

“In tutto il comparto, non solo quindi gli infermieri ma anche gli operatori sociosanitari e altre figure, sono 40 mila. Non è un caso che nel 2022 e 2023 sono stati stabilizzati 16.810 professionisti. Ovviamente in questi casi per il sistema non cambia molto, perché quei lavoratori già erano presenti”

Si parla di assunzioni, ma si trovano gli infermieri da assumere sul mercato?

“In questo periodo assistiamo alla fuga degli infermieri dal mercato del lavoro. Non sono stati assegnati nemmeno tutti i posti messi a bando dalle università. La professione è meno attrattiva perché l’infermier è poco valorizzato economicamente, guadagna 1.500-1.600 euro netti al mese. Sono così sempre meno i professionisti da assumere”.

Vanno presi all’estero?

“In un momento di crisi come questo, se non hai come garantire l’assistenza è l’unico modo per compensare. Per noi però non è la soluzione. La chiave è rendere attrattiva la professione, pagare di più. Bisogna sottoscrivere contratti degni e non mortificanti come nell’ultimo del 2022-2024”.

La manovra ha anche previsto un aumento, di circa 100 euro lordi al mese dell’indennità di specificità degli infermieri. Cosa ne pensa?

“Aspettiamo a valutare la misura, ma non sono quei soldi che riusciranno a rendere attrattiva la professione. E poi noi chiediamo un aumento del salario sul tabellare e non delle indennità. Anche perché queste sono legate alle leggi Finanziarie”.

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