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Nuovo Isee prima casa, gli effetti: 10 euro in più di Assegno unico, solo 3.200 bonus nuovi nati

L’Adi amplia la platea di circa il 2%, mentre i nuovi beneficiari del Supporto formazione e lavoro sarebbero 2.300. La voce di costo maggiore è l’Assegno unico, con 324 milioni su 465
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MILANO – La relazione tecnica alla manovra bollinata, emersa ieri, consente di vederci un po’ più chiaro sull’impatto della revisione dell’Isee per il 2026, che favorisce i possessori di prima casa e i nuclei con figli. L’intervento riguarda infatti l’innalzamento dagli attuali 52.500 euro a 91.500 euro della soglia di esclusione della prima casa dal conteggio dell’indicatore sulla situazione reddituale e patrimoniale delle famiglie. In aggiunta, si anticipa la maggiorazione della soglia di 2.500 euro a figlio convivente a partire dal secondo (e non più dal terzo). E si rivede la scala di equivalenza favorendo le famiglie con figli: 0,1 per i nuclei con due, da 0,20 a 0,25 per tre, da 0,35 a 0,45 per quattro e infine quella per i nuclei con almeno cinque figli da 0,5 a 0,55.

Le novità valgono solo per l’accesso a cinque prestazioni, il che solleva i dubbi applicativi che ci ha raccontato la Cgil. Si tratta di Assegno di inclusione (ADI) e Supporto formazione e lavoro (SFL), per Assegn…

MILANO – La relazione tecnica alla manovra bollinata, emersa ieri, consente di vederci un po’ più chiaro sull’impatto della revisione dell’Isee per il 2026, che favorisce i possessori di prima casa e i nuclei con figli. L’intervento riguarda infatti l’innalzamento dagli attuali 52.500 euro a 91.500 euro della soglia di esclusione della prima casa dal conteggio dell’indicatore sulla situazione reddituale e patrimoniale delle famiglie. In aggiunta, si anticipa la maggiorazione della soglia di 2.500 euro a figlio convivente a partire dal secondo (e non più dal terzo). E si rivede la scala di equivalenza favorendo le famiglie con figli: 0,1 per i nuclei con due, da 0,20 a 0,25 per tre, da 0,35 a 0,45 per quattro e infine quella per i nuclei con almeno cinque figli da 0,5 a 0,55.

Le novità valgono solo per l’accesso a cinque prestazioni, il che solleva i dubbi applicativi che ci ha raccontato la Cgil. Si tratta di Assegno di inclusione (ADI) e Supporto formazione e lavoro (SFL), per Assegno unico universale (AUU), Bonus asilo nido e Bonus nuovi nati.

Ma quante sono le persone coinvolte, e in che misura?

Assegni di inclusione: 14mila in più, 2.300 Sfl

Si legge nella relazione che per l’Assegno di inclusione “risulta un aumento di poco superiore al 2% di dichiarazioni che rientrerebbero con le nuove norme, sotto la soglia di 10.140 euro”. Tradotto, sono ulteriori 14 mila nuclei con 710 euro ciascuno, per un aumento di spesa di 119,3 milioni di euro per il primo anno di applicazione. Collegato a questo strumento c’è Sfl: qui la stima sui nuclei con presenza di componenti tra 18 e 59 anni non disabili che rientrerebbero tra i beneficiari è a quota 2.300. Considerati i 500 euro al mese, prudenzialmente moltiplicati per 12 mesi, ne viene una spesa di 13,8 milioni di euro per anno.

Assegno Unico, 10 euro al mese in più

La voce dell’Assegno unico è quella che comporta il maggiore incremento di spesa, 324 milioni nel 2026 (su 465 di questo pacchetto). Qui la stima parte dai figli beneficiari a fine 2024: 9,5 milioni di soggetti, dei quali 2,8 milioni con Isee superiore al livello minimo previsto per il 2024 ovvero 17.090,61 euro. Per questi è dunque possibile l’incremento dell’assegno. Esclusi quelli che già prendono la cifra massima e quelli che non hanno presentato la Dsu, la platea di riferimento si riduce a 2,64 milioni di figli: per questi, calcolando il differenziale di Isee con la modifica normativa, si prospetta un incremento mensile dell’assegno unico del 2024 “pari a circa 10 euro mensili”.

Bonus nuovi nati “solo per 3.200 soggetti”

Simile il discorso per il Bonus nido, tenendo presente che nel 2026 sarà ancora articolato su tre fasce Isee (per i nati del 2023) mentre dal 2027 si passerà su due sole fasce: i possibili beneficiari della nuova norma sono circa 12mila, con un rimborso medio aggiuntivo di circa 61 euro al mese nel 2026 e di 66 euro al mese dal 2027, con una media di sette mensilità. Ecco dunque l’onere di 5,1 milioni per l’anno prossimo.

Sul supporto per i nuovi nati entrato con la manovra del 2025 (1000 euro una tantum per ogni nascita o adozione per Isee sotto 40mila euro), infine, la variazione del calcolo Isee porta benefici “solo per circa 3.200 soggetti”: di qui il calcolo di 3,2 milioni di costo.

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