ROMA – Dal 1° novembre gli esami di guida saranno più costosi. L'Unasca (Unione nazionale autoscuole e studi di consulenza automobilistica) chiarisce che l'aumento non è una scelta delle autoscuole, ma una misura prevista per legge dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti.
I nuovi importi, stabiliti per aggiornare i rimborsi allo Stato e rafforzare il servizio della Motorizzazione, sono destinati a “coprire i costi del personale esaminatore e non rappresentano alcun guadagno per le autoscuole”, secondo l'Unasca. Che ribadisce il proprio impegno per garantire trasparenza e uniformità nell'applicazione della norma e per vigilare affinché la misura contribuisca a ridurre i tempi d'attesa e migliorare l'efficienza del servizio pubblico. L'aumento, in media, è di 20-30 euro a candidato.
Gli aumenti
"La principale novità riguarda l’introduzione di un compenso forfettario di 275 euro destinato agli esaminatori per ogni sessione d’esame, superando così il precedente sistema che calcolava i rimborsi in base alla distanza percorsa dagli stessi”, spiega l’Unasca. Quello nuovo, pensato per semplificare e uniformare la gestione delle sessioni, “comporterà però un aumento diretto dei costi a carico dei candidati”. Si aggira tra 20 e 30 euro per ogni candidato, si diceva. “Una cifra che, seppur non esorbitante, va ad aggiungersi ad altri aumenti previsti dalla riforma del codice della strada. Tra questi – fa sapere l’associazione – spicca l’obbligo di sostenere almeno otto ore di guida certificate, rispetto alle sei attualmente richieste. per migliorare la preparazione pratica dei futuri automobilisti”.