ROMA – Su Facebook e Instagram circolano anche contenuti gravi, illegali. C’è il fanatico che inneggia al terrorismo. C’è il pedofilo che posta la foto di un bambino. Ora, una persona perbene, quando si imbatte in simili assurdità, cerca subito la strada per segnalarle perché siano rimosse. I due social, però, non sembrano offrire uno strumento immediato e intuitivo per denunciare. Anzi. La Comm…