Badanti sempre più anziane, una su cinque ha oltre 60 anni: il turnover preoccupa le famiglie
di Rosaria AmatoROMA – I collaboratori domestici regolarmente registrati all’Inps sono 817mila, 23mila in meno rispetto al 2023. La tendenza al calo è costante negli anni, dopo il forte aumento del 2020, quando venne varata la sanatoria legata al Covid. Ma si tratta di una riduzione che riguarda solamente colf e badanti regolari, perché il nero è in forte rialzo: mentre i sindacati di categoria si preparano, oggi, a siglare il nuovo contratto collettivo di lavoro, si stima che i collaboratori domestici irregolari siano un numero equivalente, o anche superiore a quelli regolari.
L’altro elemento di forte allarme, che emerge dal Rapporto 2025 di Assindatcolf e della Fondazione studi consulenti del lavoro, è l’età sempre più alta, in particole delle badanti: il 65,7% è over…
ROMA – I collaboratori domestici regolarmente registrati all’Inps sono 817mila, 23mila in meno rispetto al 2023. La tendenza al calo è costante negli anni, dopo il forte aumento del 2020, quando venne varata la sanatoria legata al Covid. Ma si tratta di una riduzione che riguarda solamente colf e badanti regolari, perché il nero è in forte rialzo: mentre i sindacati di categoria si preparano, oggi, a siglare il nuovo contratto collettivo di lavoro, si stima che i collaboratori domestici irregolari siano un numero equivalente, o anche superiore a quelli regolari.
L’altro elemento di forte allarme, che emerge dal Rapporto 2025 di Assindatcolf e della Fondazione studi consulenti del lavoro, è l’età sempre più alta, in particole delle badanti: il 65,7% è over 50, e il 19,6% addirittura over 60. Se si considerano anche le colf e le baby sitter, la situazione migliora un po’, ma ad aver più di 50 anni è comunque il 60,7%: solo il 10,9% ha un’età inferiore ai 40 anni.
L’allungamento della vita e l’aumento degli anziani non autosufficienti, con la mancanza di un adeguato sistema pubblico di sostegno, ha portato a una sempre maggiore richiesta di badanti (dal 2015 i contratti sono aumentati del 24,7%) a cui corrisponde un calo delle richieste per le altre forme di collaborazione domestica. E quindi proprio il fatto che le badanti siano sempre più anziane può costituire un elemento di preoccupazione per le famiglie, che si confrontano sempre di più con l’esigenza di provvedere anche 24 ore su 24 all’assistenza di un familiare anziano e malato.
Data la crescita che la domanda di badanti ha avuto negli ultimi anni nel nostro Paese, a fronte del 38,7% presente nel territorio italiano da oltre 20 anni, il 36,9 è arrivato da meno di 20 anni e da più di 10, mentre il 24,3% negli ultimi 10 anni.
Il 77,4% dei collaboratori sono stranieri
Per quanto possa sembrare scorretto l’uso del femminile quando si parla di badanti e colf, se si guarda ai numeri è pienamente giustificato, perché solo l’11,6% dei collaboratori domestici sono uomini. Gli stranieri in totale sono il 77,4%. Una colf o badante su tre vive in Italia da sola, e ha lasciato la famiglia nel Paese di origine, dove una parte del proprio reddito.
Per le badanti contratti più lunghi
Se per colf e baby sitter si tende di più a un rapido ricambio contrattuale, invece i contratti delle badanti sono di solito abbastanza lunghi, e prevedono la convivenza. Tra le badanti, l’impegno è maggiore: il 44,1% dichiara di lavorare più di 40 ore a settimana, mentre tra babysitter e collaboratori l’orario medio settimanale oscilla, per quasi la metà, tra le 15 e 30 ore e risulta più alta la quota di quante lavorano meno di 15 ore a settimana.
I problemi: stipendi bassi, poco tempo libero
I collaboratori domestici si dichiarano abbastanza soddisfatti del proprio lavoro: il 39,4% afferma di apprezzare molto il proprio lavoro, il 50,1% abbastanza. Però ci sono anche una serie di problematiche che emergono, a cominciare dall’aspetto retributivo, indicato come insoddisfacente dal 43,9%. Circa un quarto (25,2%) lamenta soprattutto la mancanza di tempo libero, mentre il 23,3% il fatto che il lavoro svolto è molto faticoso. A seguire, il 22% indica la gestione del contratto di lavoro, ferie, permessi e malattia quale elemento critico, mentre il 19,3% i trasferimenti da e per il luogo di lavoro.