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Ghosting lavorativo: dopo un colloquio di assunzione il silenzio. E crescono stress e insicurezza

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La mancanza di una risposta tanto attesa è in aumento dell’11% tra i candidati. Il 40% ha dichiarato di essere stato ignorato dopo un secondo o terzo incontro
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ROMA – Cosa c’è di peggio di un fidanzato/a che improvvisamente scompare senza spiegazioni? Un capo del personale che dopo un colloquio di lavoro non si fa mai più sentire. Chiamalo se vuoi ghosting lavorativo. Capace di generare nell’animo umano stress, insicurezza e disorientamento in egual misura. Come funziona? In soldoni dopo un piacevole scambio di informazioni, che riempie il cuore dei candidati di speranze, il datore di lavoro rimane in silenzio, lasciando i poveretti in un limbo. Neanche un “no grazie sarà per la prossima volta” che (in teoria) non si nega a nessuno. Esattamente come nella vita di coppia sarebbe auspicabile un “è stato bello ma non me la sento di continuare”.

Il male comune dei candidati

Spiega il Washington Post come una ricerca dalla piattaforma Glassdoor ha messo in luce quanto il ghosting dei datori di lavoro sia diventato un problema comune tra i candidati che scrivono le recensioni dei colloqui. Secondo Glassdor niente è più frustrante di incontrare il…

ROMA – Cosa c’è di peggio di un fidanzato/a che improvvisamente scompare senza spiegazioni? Un capo del personale che dopo un colloquio di lavoro non si fa mai più sentire. Chiamalo se vuoi ghosting lavorativo. Capace di generare nell’animo umano stress, insicurezza e disorientamento in egual misura. Come funziona? In soldoni dopo un piacevole scambio di informazioni, che riempie il cuore dei candidati di speranze, il datore di lavoro rimane in silenzio, lasciando i poveretti in un limbo. Neanche un “no grazie sarà per la prossima volta” che (in teoria) non si nega a nessuno. Esattamente come nella vita di coppia sarebbe auspicabile un “è stato bello ma non me la sento di continuare”.

Il male comune dei candidati

Spiega il Washington Post come una ricerca dalla piattaforma Glassdoor ha messo in luce quanto il ghosting dei datori di lavoro sia diventato un problema comune tra i candidati che scrivono le recensioni dei colloqui. Secondo Glassdor niente è più frustrante di incontrare il team, ricevere feedback positivi e poi subire il silenzio dell'azienda. Essere "ghostati" dai datori di lavoro è un problema in aumento: la percentuale di recensioni di colloqui su Glassdoor che menzionano il ghosting è aumentata dell'11% su base annua, ad agosto 2024. Ma perché i capi non mandano almeno un messaggio di addio? Comunicare un rifiuto può essere complesso, richiedendo una spiegazione dettagliata che potrebbe aver bisogno di più tempo e attenzione. Alcuni datori evitano conflitti preferendo ritirarsi da conversazioni potenzialmente controverse.

Un sondaggio del 2023 condotto dal sito di ricerca lavoro Indeed ha fotografato come il 40% dei candidati ha dichiarato di essere stato ignorato dopo un secondo o terzo colloquio, in aumento rispetto al 30% del 2022. È probabile che il ghosting peggiori con l'inasprirsi del mercato del lavoro, in parte a causa dei licenziamenti sempre più diffusi e della riluttanza dei datori di lavoro ad assumere, in mezzo alle preoccupazioni su come le battaglie sui dazi del presidente Donald Trump influenzeranno i loro profitti. E’ di questa settimana la notizia che Amazon vuole automatizzare il 75% delle sue operazioni in modo da tagliare l’assunzione di milione di posti di lavoro.

Perché crolla l’autostima

Quello che i poco empatici capi del personale sembrano scordare è che se assumi delle persone aumenti la loro autostima. In caso contrario i candidati meritano schiettezza. Anche una risposta automatica è meglio di niente. Se non sono adatti al lavoro, andrebbe assolutamente detto. Scrive un lettore al Washington Post: "Il peso emotivo [che l'incertezza] ha sulla tua salute mentale è incomprensibile, inizi a pensare che sia colpa tua. Ti senti un fallito. Come se stessi deludendo tutti. Vedi il mondo che ti passa accanto. Ti ritiri dalla vita. Non hai alcun interesse a partecipare o socializzare, vivendo nella costante paura che qualcuno ti faccia la temuta domanda: 'cosa fai nella vita?' o 'come va la ricerca di lavoro?'" E non è certo l’unico malcapitato. Nel breve periodo, molti soggetti che hanno subito ghosting hanno riferito l’insorgere di sensazioni profonde di rifiuto e confusione. Il che si traduce in una diminuzione della percezione di autostima e fiducia in sé stessi. Non certo lo spirito giusto per rimettersi in caccia.

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