ROMA – “Alla base, come dovere delle istituzioni e nelle attese degli italiani, si colloca il diritto alla salute che la nostra Costituzione definisce diritto universale”. Ieri Sergio Mattarella al Quirinale ha dato avvio ai Giorni della Ricerca, ricevendo i vertici dell’Associazione per la ricerca sul cancro, in una sala gremita di scienziati e medici. E il suo discorso è stato un monito a non perdere di vista la sanità pubblica - non a caso in un momento in cui la manovra decide la destinazione delle risorse - e a incentivare la ricerca.
C’erano anche i ministri Orazio Schillaci (Sanità) e Annamaria Bernini (Università). Era rivolto a loro questo passaggio del discorso: «Le innovazioni che recano giovamento alla vita delle persone devono avere una positiva ricaduta sull’intero si…
ROMA – “Alla base, come dovere delle istituzioni e nelle attese degli italiani, si colloca il diritto alla salute che la nostra Costituzione definisce diritto universale”. Ieri Sergio Mattarella al Quirinale ha dato avvio ai Giorni della Ricerca, ricevendo i vertici dell’Associazione per la ricerca sul cancro, in una sala gremita di scienziati e medici. E il suo discorso è stato un monito a non perdere di vista la sanità pubblica - non a caso in un momento in cui la manovra decide la destinazione delle risorse - e a incentivare la ricerca.
C’erano anche i ministri Orazio Schillaci (Sanità) e Annamaria Bernini (Università). Era rivolto a loro questo passaggio del discorso: «Le innovazioni che recano giovamento alla vita delle persone devono avere una positiva ricaduta sull’intero sistema del Servizio sanitario nazionale, che si trova alle prese con l’invecchiamento della popolazione, con i prezzi dei farmaci salvavita, con le carenze di personale medico e infermieristico. Insomma, con difficoltà che rappresentano ostacoli al pieno raggiungimento di uno dei traguardi più importanti della vita della Repubblica». Ostacoli che chi sta al governo deve provare a rimuovere. Tanta gente non si cura più. Le liste d’attesa sovente vanificano il diritto alla salute. E poi sono due sanità: una al Nord, l’altra al Sud.
La sensibilità sulla prevenzione
C’è poi l’obbligo morale a rinforzare la lotta ai tumori. «Grazie alla ricerca possiamo prevalere sul cancro», ha ricordato. «Oggi dopo una diagnosi vivono milioni di persone. I numeri inducono alla commozione». Gli studi hanno «ribaltato i rapporti di forza tra salute e malattia». Cita «i visionari», come Umberto Veronesi, di cui ricorre il centenario della nascita. È grazie alle nuove terapie se le donne, dopo essere guarite, «possono diventare madri». I progressi hanno accentuato la sensibilità alla prevenzione. Gli screening oggi ci salvano. Mattarella quindi elenca le nuove frontiere: l’immuno-oncologia, le terapie personalizzate, gli anticorpi coniugati, la biopsia liquida, lo studio delle alterazioni genetiche, «l’intelligenza artificiale che farà da traino ad altre scoperte». Dice: «Investire nella ricerca è responsabilità di medio e lungo termine, perché è un moltiplicatore sociale ed economico che agisce su vasta scala». Soprattutto «non ammette frontiere», in un tempo in cui si alzano nuovi muri. E qui menziona «gli esemplari risultati prodotti dal Next Generation dell’Unione europea».
È severo con chi propala teorie antiscientifiche: «È un paradosso che in presenza di così tante evidenze, e nel pieno di una sfida che coinvolge intelligenze fra le migliori di ogni continente, si propaghino in parallelo a grandiosi progressi anche sconclusionate teorie antiscientifiche e che facciano presa su parti, per quanto ridotte, della società». Non un monito superfluo viste le ricorrenti tentazioni di settori della destra di arruolare esponenti No Vax.
I fondi Airc per la ricerca
In sessant’anni, fa notare il presidente di Fondazione Airc Andrea Sironi, l’Airc ha destinato oltre 2,5 miliardi di euro alla ricerca competitiva contro il cancro. Quindi ha fatto un appello affinché l’innalzamento dell’ammontare garantito alle onlus dal 5 per mille, previsto in manovra, venga confermato. L’impegno contro il cancro, assicura il ministro Schillaci, è «un’assoluta priorità». Nel pomeriggio, ricevendo i consiglieri di nuova nomina del Viminale, Mattarella ha ricordato che la Carta concede autonomia ma richiede anche imparzialità ai funzionari dello Stato. I costituenti decisero così per evitare che «l’apparato pubblico fosse adoperato, come durante la dittatura fascista, alterando l’equilibrio dei poteri pubblici».