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Invecchiamento, spesa in aumento e riduzione degli organici, così il sistema è a rischio

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Il presidente Mattarella lancia l’allarme sulla sanità, ecco quali sono le principali difficoltà del settore pubblico. Anche dopo la manovra
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Poche frasi per inquadrare i problemi più stringenti della sanità italiana: invecchiamento della popolazione, risorse per l’acquisto dei farmaci, organici del sistema pubblico carenti. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ieri è partito dalla ricerca scientifica, che ha bisogno di fondi per assicurare a tutti le cure migliori e quindi il diritto alla salute, ed ha finito per toccare temi di grande attualità per il mondo sanitario. Il governo ha provato ad affrontarli nella manovra, con uno stanziamento di 2,4 miliardi in più rispetto ai 4 già previsti l’anno scorso, ma l’impatto degli investimenti non sembra destinato ad essere decisivo. E del resto il rapporto tra il Pil e il Fondo sanitario nazionale resta sempre intorno al 6%. Non cambia cioè anche se in assoluto le risorse aumentano.

Una popolazione che invecchia

Con l’invecchiamento della popolazione aumentano i malati cronici. Una persona su quattro, nel nostro Paese, ha più di 65 anni e ci sono più di 4,5 milioni d…

Poche frasi per inquadrare i problemi più stringenti della sanità italiana: invecchiamento della popolazione, risorse per l’acquisto dei farmaci, organici del sistema pubblico carenti. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ieri è partito dalla ricerca scientifica, che ha bisogno di fondi per assicurare a tutti le cure migliori e quindi il diritto alla salute, ed ha finito per toccare temi di grande attualità per il mondo sanitario. Il governo ha provato ad affrontarli nella manovra, con uno stanziamento di 2,4 miliardi in più rispetto ai 4 già previsti l’anno scorso, ma l’impatto degli investimenti non sembra destinato ad essere decisivo. E del resto il rapporto tra il Pil e il Fondo sanitario nazionale resta sempre intorno al 6%. Non cambia cioè anche se in assoluto le risorse aumentano.

Una popolazione che invecchia

Con l’invecchiamento della popolazione aumentano i malati cronici. Una persona su quattro, nel nostro Paese, ha più di 65 anni e ci sono più di 4,5 milioni di ultraottantenni, una categoria di persone destinata a crescere ancora. Intanto, nascono sempre meno bambini. L’andamento demografico richiede uno sforzo importante del sistema sanitario nazionale, che dovrebbe attivare servizi territoriali e ospedalieri per gli anziani. Intanto però in manovra non ci sono soldi per proseguire le attività di assistenza domiciliare finanziate fino a fine 2025 dal Pnrr.

Costi delle medicine sempre più alti

Per aumentare e migliorare la sanità servono fondi. Il presidente Mattarella dice che il sistema "si trova alle prese con i prezzi dei farmaci salvavita”. La spesa per i medicinali è uno dei problemi di questi anni. Addirittura nel 2024 è cresciuta di poco meno del 9% rispetto all’anno precedente, cioè di quasi 2 miliardi. Quest’anno il dato è più basso (+2%) ma provvisorio, perché Aifa, l’Agenzia del farmaco, rilascia i numeri molto lentamente. È però un fatto che ci sia grande preoccupazione, tanto che il presidente stesso dell’Agenzia, Robert Nisticò, ha annunciato misure per provare a contenere la spesa. Intanto il governo ha dato una mano all’industria, aumentando nella manovra di 350 milioni il fondo per i farmaci. Soldi che vengono tolti alle altre attività di assistenza, visto l’andamento del rapporto tra il Fondo sanitario e il Pil. Con la sua crescita, la spesa farmaceutica si sta “mangiando” il resto degli stanziamenti per la sanità.

Le carenze di organico

Poi c’è il tema degli organici. Il presidente lo ha citato e per il ministro alla Salute Orazio Schillaci le assunzioni dovevano essere il punto forte della manovra. Alla fine, però, ci sono soldi (meno di mezzo miliardo) per poco più di 7 mila nuovi contratti, mille per i medici e 6 mila per gli infermieri. Proprio questi professionisti, il cui contratto è stato rinnovato ieri insieme a quelli delle altre figure non mediche della sanità, sono ricercatissimi.

In Italia, dice la Cgil, lavorano 270 mila infermieri. Dovrebbero essere addirittura 175 mila in più se si rispettasse la media dei paesi Ocse. Ovviamente il dato è troppo alto, l’idea è che ci vorrebbero almeno 60-70 professionisti in più. Quindi i soldi messi in manovra ridurranno di poco le carenze. Tra l’altro, problema ulteriore, non è facile trovare infermieri da assumere. Al corso di laurea si presentano meno candidati dei posti disponibili. La professione è poco appetibile, anche con gli aumenti contenuti del nuovo contratto e pure della crescita di una indennità decisa in manovra, perché il lavoro è duro e la paga è bassa: 1.600-1.700 euro.

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