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Nuovo contratto per colf e badanti: aumenti medi mensili da 100 euro

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Previsto anche il recupero quasi pieno dell’inflazione, che si traduce in 135 euro al mese in più
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ROMA – Aumento medio di 100 euro, che si aggiungono all’adeguamento dell’indice Istat (che passa dall’80 al 90%) e che sono stati maturati di anno in anno: è stato firmato da sindacati e organizzazioni datoriali il rinnovo del contratto per gli 817 mila collaboratori domestici che lavorano in Italia. L’intesa è stata siglata dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Federcolf, e dalle associazioni datoriali Nuova Collaborazione, Fidaldo e Domina.

Il nuovo contratto entrerà in vigore a partire dal primo gennaio 2026. Per la prima volta, sottolineano i sindacati, la rivalutazione annuale dei minimi retributivi passerà dall'80 al 90%. Inoltre vengono previste importanti tutele per chi ha figli, e c’è anche il diritto di usufruire di permessi per l'assistenza ai familiari con gravi disabilità. Un risultato di estrema importanza visto che, ad oggi, il settore è escluso dall'applicazione della legge 104/92.

ROMA – Aumento medio di 100 euro, che si aggiungono all’adeguamento dell’indice Istat (che passa dall’80 al 90%) e che sono stati maturati di anno in anno: è stato firmato da sindacati e organizzazioni datoriali il rinnovo del contratto per gli 817 mila collaboratori domestici che lavorano in Italia. L’intesa è stata siglata dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Federcolf, e dalle associazioni datoriali Nuova Collaborazione, Fidaldo e Domina.

Il nuovo contratto entrerà in vigore a partire dal primo gennaio 2026. Per la prima volta, sottolineano i sindacati, la rivalutazione annuale dei minimi retributivi passerà dall'80 al 90%. Inoltre vengono previste importanti tutele per chi ha figli, e c’è anche il diritto di usufruire di permessi per l'assistenza ai familiari con gravi disabilità. Un risultato di estrema importanza visto che, ad oggi, il settore è escluso dall'applicazione della legge 104/92.

Valorizzata anche la formazione certificata promossa da Ebincolf, che passa da 11 a 30 euro.

“L'accordo costituisce un importante passo in avanti verso il riconoscimento del valore sociale e professionale delle lavoratrici e dei lavoratori del settore domestico, figure essenziali nei servizi di cura di case, bambini, anziani, ma spesso invisibili”, hanno dichiarato Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Federcolf.

Dai sindacati arriva inoltre una richiesta, rivolta al governo, di introdurre misure fiscali e legislative per promuovere politiche migratorie inclusive e misure fiscali volte a contrastare il lavoro irregolare, che nel settore del lavoro domestico coinvolge circa il 50% degli addetti. Si ritiene infatti che i lavoratori del settore siano quasi 1,7 milioni, se si calcola anche chi lavora in nero, il tasso più alto di tutti i comparti.

Filcams Cgil: è lavoro povero

La Filcams Cgil rileva però in un’indagine che verrà diffusa il 30 ottobre ("Discorso sul lavoro domestico: dati, ragioni, prospettive"), in collaborazione con il Centro per la Riforma dello Stato insieme e che verrà presentato durante l'evento "La cura oltre le mura", che il livello del reddito per lavoratore e quello della retribuzione oraria, che nel 2024 sono stati pari, rispettivamente, al 31 e al 33% di quelli medi del resto del lavoro dipendente. E’ anche vero che tra il 2000 e il 2024 si è verificato un aumento maggiore di quello fatto registrare dal resto del lavoro dipendente (+ 74 contro + 64%): merito del Ccnl, che dal 1996 prevede una clausola semiautomatica di adeguamento dei minimi tabellari all’andamento del costo della vita.

Fidaldo, potenziata la bilaterilità

«Insieme all’accordo – spiega il presidente di Fidaldo e Assindatcolf Andrea Zini – è stata sottoscritta anche una dichiarazione congiunta delle parti sociali, datoriali e sindacali, che mira a potenziare il sistema della bilateralità, per cui esprimiamo soddisfazione e su cui contiamo davvero. Un progetto sul quale lavoreremo per raggiungere un intento collegiale che permetta in futuro di trasferire sugli Enti bilaterali alcuni costi – socializzandoli – legati alla retribuzione. Un modo per non gravare unicamente sui singoli datori, che già oggi non riescono a farsene carico, e per garantire maggiore equità verso i lavoratori, rendendo esigibili diritti che ora non lo sono. Riteniamo che questo approccio possa favorire la crescita del settore».

Aumenti in tre anni

L’incremento complessivo di 100 euro mensili lordi, calcolati sul livello Bs (badante per persona autosufficiente o baby sitter) e riparametrati in proporzione per gli altri livelli contrattuali, saranno applicati secondo il seguente calendario:

•1° gennaio 2026: 40 euro lordi (pari a un aumento del 3,98% sui minimi retributivi degli altri livelli)

•1° gennaio 2027: 30 euro lordi

•1° gennaio 2028: 15 euro lordi

•1° settembre 2028: 15 euro lordi

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