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Google ha discriminato JuicePass, app di ricarica per auto: “Ma la multa del Garante va ridotta”

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Il Consiglio di Stato mette la parola fine alla lite che ha opposto Enel X al gigante del digitale fin dal 2019. Unica obiezione: la sanzione da 102 milioni, decisa dall’Antitrust nel 2021, non è correttamente motivata
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ROMA – A sei anni dall’esplosione del caso, i giudici del Consiglio di Stato scrivono la parola fine nella lite giudiziaria che ha opposto Enel X al gigante statunitense del digitale, Google.

Ora è ufficiale. Google ha effettivamente ostacolato l’arrivo della applicazione JuicePass di Enel X su Android Auto, ritardandone l’accesso al cruscotto digitale delle vetture.

La condotta di Google – che ha fatto lo sgambetto all’app capace di individuare una colonnina, di prenotarla, di avviare la ricarica – ha inciso sulla concorrenza in anni come il 2020, segnati da una accelerazione nella vendita di auto elettriche o ibride.

Il termine dell’infrazione

Il Consiglio di Stato, dunque, conferma la sentenza dell’Autorità Antitrust del 2021, che ha accertato l’abuso di…

ROMA – A sei anni dall’esplosione del caso, i giudici del Consiglio di Stato scrivono la parola fine nella lite giudiziaria che ha opposto Enel X al gigante statunitense del digitale, Google.

Ora è ufficiale. Google ha effettivamente ostacolato l’arrivo della applicazione JuicePass di Enel X su Android Auto, ritardandone l’accesso al cruscotto digitale delle vetture.

La condotta di Google – che ha fatto lo sgambetto all’app capace di individuare una colonnina, di prenotarla, di avviare la ricarica – ha inciso sulla concorrenza in anni come il 2020, segnati da una accelerazione nella vendita di auto elettriche o ibride.

Il termine dell’infrazione

Il Consiglio di Stato, dunque, conferma la sentenza dell’Autorità Antitrust del 2021, che ha accertato l’abuso di Google. Nello stesso tempo, il Consiglio di Stato chiede all’Antitrust di rideterminare la sanzione che ha deciso nel 2021, pari a oltre 102 milioni di euro.

Il Consiglio di Stato sostiene, intanto, che l’infrazione di Google è terminata nell’aprile del 2021, quando la società statunitense ha creato le condizioni perché JuicePass di Enel X avesse accesso ad Android Auto.

Non si può prolungare la durata dell’infrazione solo perché Enel X ha avuto bisogno di tempo per adattare la sua app (JuicePass) ai requisiti tecnici – finalmente corretti – richiesti da Google.

La protezione a Google Maps

L’Antitrust, poi, ha cercato di capire i vantaggi reali che Google ha ottenuto dalla strategia ostruzionistica ai danni di JuicePass.

Google, è ormai accertato, ha protetto la sua applicazione Google Maps, “un prodotto concorrente di JuicePass", specie nelle “funzioni di ricerca” delle centraline e di navigazione.

Se il ragionamento dell’Antitrust è corretto, “il provvedimento non spiega del tutto i criteri applicati per giungere alla stima finale (di 102 milioni)” né ha dato “pieno credito ad alcune informazioni” che Google ha trasmesso anche sul suo fatturato italiano.

Informazioni che l’Antitrust ha bollato come inattendibili, forse frettolosamente.

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