ROMA - Parola al Parlamento. Toccherà alla maggioranza decidere se chiedere alle banche un contributo extra rispetto ai circa 4 miliardi previsti dalla manovra. Al termine della riunione della cabina di regia economica della Lega al ministero delle Infrastrutture, è il titolare dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, a rimandare la questione all’iter di conversione della legge di bilancio in Parlamento. “Voi pensate che il ministro dell’Economia e delle finanze decida tutto? Io non sono nè il Papa né Trump”, risponde ai cronisti che gli chiedono se è d’accordo con il leader del suo partito, Matteo Salvini, ad aumentare l’importo della richiesta agli istituti di credito.
“Decide il Parlamento” - dice il ministro - anche sullo stop all’aumento della cedolare secca sugli affitti brevi. Il pressing per la cancellazione della misura arriva sempre dal suo partito, oltre che da Forza Italia. “Il tema degli affitti brevi - prosegue - non è un tema fiscale, coinvolge tante dimensioni: non è per no…
ROMA - Parola al Parlamento. Toccherà alla maggioranza decidere se chiedere alle banche un contributo extra rispetto ai circa 4 miliardi previsti dalla manovra. Al termine della riunione della cabina di regia economica della Lega al ministero delle Infrastrutture, è il titolare dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, a rimandare la questione all’iter di conversione della legge di bilancio in Parlamento. “Voi pensate che il ministro dell’Economia e delle finanze decida tutto? Io non sono nè il Papa né Trump”, risponde ai cronisti che gli chiedono se è d’accordo con il leader del suo partito, Matteo Salvini, ad aumentare l’importo della richiesta agli istituti di credito.
“Decide il Parlamento” - dice il ministro - anche sullo stop all’aumento della cedolare secca sugli affitti brevi. Il pressing per la cancellazione della misura arriva sempre dal suo partito, oltre che da Forza Italia. “Il tema degli affitti brevi - prosegue - non è un tema fiscale, coinvolge tante dimensioni: non è per noi cruciale” dato che “la manovra di bilancio fa delle cose molto più significative e di cui però non si parla”.
Tagli alle opere? “Fake news, solo rimodulazioni”
Giorgetti parla anche dei definanziamenti alle infrastrutture previsti dalla manovra. “Abbiamo chiarito con Salvini rispetto alla fake news sui tagli alle infrastrutture: non c’è nessun taglio, si tratta di rimodulazioni temporali che seguono l’andamento temporale”, delle opere. "A nessuna opera manca un centesimo: l’unica cosa che è stata fatta è stato allineare i quadri economici all’effettivo stato dell’opera”, spiega il sottosegretario al Mef, Federico Freni, presente alla riunione.
A protestare contro i definanziamenti è stato per primo Salvini, che negli scorsi giorni ha chiesto chiarimenti sul punto proprio a Giorgetti. Si tratta di “una normale dialettica tra il Mef e il ministero”, ragiona il titolare del dicastero di via XX settembre. Tra le richieste del Carroccio c’è anche l’anticipo, dal 2027 al 2026, dei fondi per il Piano casa. “Ci sono risorse sia sul Fondo clima sia sul Fondo sviluppo e coesione che possono essere utilizzate a questo fine, già nel 2026”, replica Giorgetti.
La Lega: “Focus su rottamazione, banche e opere”
Al termine della riunione al Mit, durata circa due ore, un comunicato della Lega spiega che al tavolo si è parlato di pace fiscale, banche e opere, “con la conferma da parte del Mef dell'assenza di tagli alle opere infrastrutturali”.