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Pa, firmato il rinnovo per dirigenti e professionisti di ministeri e agenzie. Aumenti medi 558 euro

Il ministro della Pa Paolo Zangrillo 

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Soddisfazione di Fpcida e Fp Cisl, mentre la Fp Cgil protesta per il mancato recupero dell’inflazione
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ROMA - Dopo il contratto per la generalità dei dipendenti, via libera anche per il contratto dell’Area Funzioni Centrali per il triennio 2022-24, che si applica a 6.160 tra dirigenti e professionisti di ministeri e agenzie. Previsti aumenti medi mensili a regime di 558 euro per 13 mensilità, con punte di 980 euro per i dirigenti di prima fascia e 545 euro per quelli di seconda fascia.

«La stipulazione di questo contratto segna il pieno riconoscimento del ruolo cruciale svolto da dirigenti e professionisti - ha sottolineato il presidente dell’Aran, l’agenzia di negoziazione dei contratti pubblici, Antonio Naddeo». Abbiamo lavorato per consolidare un sistema di relazioni sindacali stabile, fondato sul dialogo costruttivo e sulla partecipazione consapevole, strumenti essenziali per prevenire i conflitti e favorire una collaborazione efficace al servizio delle finalità istituzionali».

ROMA - Dopo il contratto per la generalità dei dipendenti, via libera anche per il contratto dell’Area Funzioni Centrali per il triennio 2022-24, che si applica a 6.160 tra dirigenti e professionisti di ministeri e agenzie. Previsti aumenti medi mensili a regime di 558 euro per 13 mensilità, con punte di 980 euro per i dirigenti di prima fascia e 545 euro per quelli di seconda fascia.

«La stipulazione di questo contratto segna il pieno riconoscimento del ruolo cruciale svolto da dirigenti e professionisti - ha sottolineato il presidente dell’Aran, l’agenzia di negoziazione dei contratti pubblici, Antonio Naddeo». Abbiamo lavorato per consolidare un sistema di relazioni sindacali stabile, fondato sul dialogo costruttivo e sulla partecipazione consapevole, strumenti essenziali per prevenire i conflitti e favorire una collaborazione efficace al servizio delle finalità istituzionali».

Le novità del contratto

Tra le principali novità, l’istituzione presso l’Aran di un Osservatorio paritetico per monitorare l’adozione degli atti unilaterali. La formazione continua diventa metodo permanente e obbligatorio. Sono previste azioni di valorizzazione dell’esperienza e percorsi di mentorship per l’inserimento e l’affiancamento dei neoassunti.

Per la dirigenza sanitaria non medica e non veterinaria arriva una nuova indennità di specificità sanitaria fissa e ricorrente (dal 1° gennaio 2024) pari a 600 euro annui lordi.

Prevista inoltre una maggiore differenziazione della retribuzione di risultato, che prevede un incremento di almeno il 30% rispetto al valore medio pro-capite per chi ottiene le valutazioni più elevate.

Potenziato il welfare contrattuale, con misure di sostegno al reddito, contributi per istruzione e cultura, e coperture sanitarie integrative finanziate anche tramite fondi dedicati.

Soddisfatti i sindacati, tranne la Fp Cgil

Soddisfazione dei sindacati che hanno firmato l’accordo, in particolare Fpcida e Fp Cisl, mentre la Fp Cgil, che non ha firmato il rinnovo, ribadisce che il contratto impoverisce i lavoratori. «Confermiamo il giudizio su un testo contrattuale che continua nella sequela di contratti imposti dal governo che per la prima volta nella storia della contrattazione pubblica non recuperano il potere d'acquisto perso dalle lavoratrici e dai lavoratori pubblici nel triennio di riferimento», afferma Florindo Oliverio, segretario nazionale Fp Cgil. «Anche il contratto dell'Area della dirigenza delle funzioni centrali 2022-2024 determinerà infatti un taglio netto di oltre il 10% delle retribuzioni dei dipendenti pubblici rispetto all'inflazione maturata nello stesso periodo».

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