Mattarella, scossa alla Ue: “Ritrovi slancio e coraggio”. Panetta spinge l’euro digitale
di Filippo SantelliIl Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, la presidente della Bce Christine Lagarde e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Firenze alla riunione del Consiglio direttivo della Bce
(ansa)FIRENZE – «L’Europa deve ritrovare lo slancio e il coraggio che animarono i grandi passaggi del processo di integrazione, fino all’adozione della moneta unica». Il capo dello Stato Sergio Mattarella ha il posto d’onore al tavolo dei guardiani dell’euro, accolto dal loro caloroso applauso. Di fianco a lui il governatore di Bankitalia Fabio Panetta, padrone di casa. Proprio di fronte la presidente della Bce Christine Lagarde. Tutto attorno al grande tavolone, nel salone di Palazzo Corsini, gli altri 26 membri del consiglio direttivo della Banca centrale europea, che in questi giorni si riunisce “in trasferta” a Firenze. Lì dove si è fatta tanta parte della storia culturale, ma anche politica e finanziaria d’Europa, il presidente della Repubblica chiede all’Europa una scossa: di fronte ai mutamenti in corso, a tentativi di destabilizzare l’ordine internazionale che mettono a rischio i nostri valori, l’Unione resta una creatura “zoppa”, spiega citando una espressione del suo predecessore,…
FIRENZE – «L’Europa deve ritrovare lo slancio e il coraggio che animarono i grandi passaggi del processo di integrazione, fino all’adozione della moneta unica». Il capo dello Stato Sergio Mattarella ha il posto d’onore al tavolo dei guardiani dell’euro, accolto dal loro caloroso applauso. Di fianco a lui il governatore di Bankitalia Fabio Panetta, padrone di casa. Proprio di fronte la presidente della Bce Christine Lagarde. Tutto attorno al grande tavolone, nel salone di Palazzo Corsini, gli altri 26 membri del consiglio direttivo della Banca centrale europea, che in questi giorni si riunisce “in trasferta” a Firenze. Lì dove si è fatta tanta parte della storia culturale, ma anche politica e finanziaria d’Europa, il presidente della Repubblica chiede all’Europa una scossa: di fronte ai mutamenti in corso, a tentativi di destabilizzare l’ordine internazionale che mettono a rischio i nostri valori, l’Unione resta una creatura “zoppa”, spiega citando una espressione del suo predecessore, ed ex banchiere centrale, Carlo Azeglio Ciampi. «Non possiamo permetterci la progressiva irrilevanza della Ue sul piano internazionale - dice -. Dobbiamo accelerare».
Dialogo immaginario tra grandi fiorentini
Sono parole in cui i 20 Banchieri centrali dell’Eurosistema - 21 da gennaio con l’entrata della Bulgari - si riconoscono pienamente, come dice Panetta, introducendo uno per uno i membri del direttivo. L’unione bancaria e dei mercati finanziari d’altra parte è una delle grandi incompiute, anche se non certo l’unica, che pesano sulla competitività dell’Unione. Christine Lagarde ringrazia il presidente della Repubblica, sottolineando come «in un momento in cui la fiducia delle istituzioni viene messa alla prova, la fiducia che gli italiani ripongono in Lei continua a crescere». Anche lei prova a trarre qualche lezione dal grande passato di Firenze, immaginando un dialogo sul futuro dell’Europa tra Giovanni de Medici e Machiavelli. Cosa suggerirebbero nell’era di Trump? Il primo, che promosse innovazioni come le lettere di credito e la partita doppia, «di finanziare il futuro con coraggio». Il secondo, padre della realpolitik, si potrebbe perfino dire precursore della trumpiana arte del deal, «di difenderlo con chiarezza».
L’euro digitale
Ma non è solo una suggestione del passato quella di Firenze capitale della finanza europea. Il nome della città – se tutto andrà come negli auspici dei banchieri centrali – potrebbe essere legato anche a un nuovo capitolo dell’innovazione finanziaria: l’euro digitale. Oggi infatti, durante una riunione che - salvo clamorose sorprese - lascerà per la terza volta consecutiva i tassi invariati, il consiglio della Bce darà il via libera alla nuova fase di sviluppo della versione digitale della moneta unica. Progetto considerato decisivo per dare all’eurozona un’infrastruttura di pagamento a basso costo, unificando un mercato oggi frammentato e dominato da operatori americani. Ma anche per preservarne stabilità e indipendenza, di fronte alla diffusione di monete digitali “private” come le stablecoin, cavalcate da Trump anche per rafforzare il dominio di re dollaro.
Fiducia nella moneta
«La moneta è il patto di fiducia che contribuisce a tenere insieme ogni comunità, fiducia che le Bce e le banche centrali devono preservare», dice durante la cena dei governatori a Palazzo Vecchio Fabio Panetta, tracciando una linea che dal fiorino dei Medici punta dritto verso l’euro digitale. Un argine verso «alcune innovazioni che rischiano di rappresentare paradossalmente un arretramento: la proliferazione di pseudomonete digitali private, sottratte alla supervisione, può generare instabilità, trasferire il signoraggio a pochi attori e favorire attività illecite».
I due anni della verità
L’idea della Bce è che l’infrastruttura tecnologica possa essere costruita in due anni, dando quindi la possibilità di lanciare l’euro digitale all’inizio del 2029. Perché ciò avvenga però è necessario che il relativo regolamento, proposto dalla Commissione nel lontano 2023, venga approvato da Consiglio e Parlamento Ue. E se i governi, anche sulla spinta di considerazioni geopolitiche, sembrano pronti a dare il via libera, il processo resta per ora bloccato nel Parlamento, dove le resistenze di parte del mondo bancario francese e tedesco hanno trovato la sponda del Partito popolare. Dopo mesi di stallo assoluto, nelle prossime ore dovrebbe finalmente arrivare una proposta di testo, avviando l’iter legislativo. Se almeno su questo l’Europa inizierà a correre, però, resta tutto da vedere.