MILANO – La crescita dei volumi e dei prezzi medi di elettricità e gas spinge i ricavi di Edison a 13,3 miliardi di euro nei primi nove mesi, contro i 10,9 messi a segno nello stesso periodo del 2024. Riunito per approvare i conti, il consiglio dell’utility commenta per la prima volti i rumors delle ultime settimane sulla possibilità che il socio francese Edf ceda parte del capitale di Foro Bonaparte. La valutazione, dice, è in corso.
Il cda conferma: “Edf valuta di ridurre la quota”
La decisione, se ci sarà, spetterà a Électricité de France. Per cui nella nota dei conti il cda di Edison si limita a dichiarare di essere stato informato che Edf ha avviato un “processo di revisione strategica volto a valutare le possibili opzioni riguardanti il livello della propria partecipazione nella società, pur mantenendone il controllo”.
Secondo indiscrezioni di stampa, il socio avrebbe già selezionato la divisione Imi di Intesa Sanpaolo e Lazard come consulenti finanziari per valutare le opzioni…
MILANO – La crescita dei volumi e dei prezzi medi di elettricità e gas spinge i ricavi di Edison a 13,3 miliardi di euro nei primi nove mesi, contro i 10,9 messi a segno nello stesso periodo del 2024. Riunito per approvare i conti, il consiglio dell’utility commenta per la prima volti i rumors delle ultime settimane sulla possibilità che il socio francese Edf ceda parte del capitale di Foro Bonaparte. La valutazione, dice, è in corso.
Il cda conferma: “Edf valuta di ridurre la quota”
La decisione, se ci sarà, spetterà a Électricité de France. Per cui nella nota dei conti il cda di Edison si limita a dichiarare di essere stato informato che Edf ha avviato un “processo di revisione strategica volto a valutare le possibili opzioni riguardanti il livello della propria partecipazione nella società, pur mantenendone il controllo”.
Secondo indiscrezioni di stampa, il socio avrebbe già selezionato la divisione Imi di Intesa Sanpaolo e Lazard come consulenti finanziari per valutare le opzioni per il futuro della quota: la cessione a un azionista di minoranza o la quotazione in Borsa di Edison. Per il gruppo sarebbe un (parziale) ritorno sui mercati dopo l’Opa di Edf del 2012, che ha lasciato a Piazza Affari solo le azioni di risparmio. Pare escluso, invece, l’intervento di un’altra utility, come ad esempio A2A che in passato aveva guardato al dossier.
Stabile il margine, utile dimezzato
Tornando ai conti, il margine operativo lordo (Mol) scivola da 1,3 a 1,08 miliardi, in linea con le aspettative, per effetto – spiega la società – “delle minori opportunità di ottimizzazione del portafoglio gas, del ritorno dei volumi di produzione idroelettrica in linea con le medie storiche e della riduzione dei margini unitari di vendita di Edison Energia, pur nell'ambito di un percorso di crescita che ha portato nel corso dell'anno a superare i 3 milioni di contratti”. Il 52% del Mol proviene dalle attività rinnovabili e dai servizi ai clienti, in linea con l’obiettivo di raggiungere il 70% entro il 2030.
L'utile netto scende dunque a 251 milioni di euro, quasi dimezzato rispetto ai 403 milioni di euro dei primi nove mesi dell'anno scorso. Pesano ammortamenti per 376 milioni e oneri non ricorrenti per 294 milioni legati alle attività di rigenerazione territoriale dei siti Ex-Montedison.
Sulla base dei risultati dei primi nove mesi, i vertici ritoccano la stima del Mol per l’intero 2025, stringendo la precedente forchetta nella parte più alta, tra 1,3 e 1,4 miliardi (contro la previsione iniziale di 1,2-1,4 miliardi).
Balzo degli investimenti in rinnovabili
Nei primi nove mesi si conferma il trend del semestre sulla crescita degli investimenti, che vedono un balzo in particolare nelle fonti rinnovabili (+31%). Al 30 settembre risultano circa 400 megawatt di cantieri aperti su tutto il territorio nazionale per la costruzione di nuovi impianti fotovoltaici, integrali ricostruzioni di impianti eolici con aerogeneratori di ultima generazione e idroelettrico.