Panetta sulla tassa per le banche: “I profitti sono ingenti, nessun rischio per la stabilità”
di Filippo SantelliFIRENZE – La tassa sulle banche che il governo Meloni ha inserito nella legge di Bilancio vale “una percentuale limitata dei loro utili” e “non avrà implicazioni sulla stabilità finanziaria”. A dirlo è il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, nella conferenza stampa di chiusura del direttivo Bce che si è svolto a Firenze, fornendo una sponda tecnica al contestato – dal mondo bancario ma anche da parte della maggioranza – intervento dell’esecutivo. Il governatore ha detto che analisi più puntuali saranno possibili solo quando il testo sarà definitivo, ma ha spiegato che la profittabilità degli istituti italiani “è a livelli molto alti e negli ultimi anni è migliorata in modo significativo”, in primo luogo grazie al processo di ristrutturazione che il settore ha intrapreso e che lo ha reso molto più efficiente.
FIRENZE – La tassa sulle banche che il governo Meloni ha inserito nella legge di Bilancio vale “una percentuale limitata dei loro utili” e “non avrà implicazioni sulla stabilità finanziaria”. A dirlo è il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, nella conferenza stampa di chiusura del direttivo Bce che si è svolto a Firenze, fornendo una sponda tecnica al contestato – dal mondo bancario ma anche da parte della maggioranza – intervento dell’esecutivo. Il governatore ha detto che analisi più puntuali saranno possibili solo quando il testo sarà definitivo, ma ha spiegato che la profittabilità degli istituti italiani “è a livelli molto alti e negli ultimi anni è migliorata in modo significativo”, in primo luogo grazie al processo di ristrutturazione che il settore ha intrapreso e che lo ha reso molto più efficiente.
La crescita non sorprende
Nessun allarme, dunque, né per i bilanci degli istituti di credito né per la stabilità del nostro sistema finanziario. Come non sembra allarmante per Panetta l'ultimo dato sulla crescita dell’Italia, che dopo una leggera flessione nel secondo trimestre è risultata piatta nel terzo. “Era un dato atteso, che non cambia le nostre stime”, ha detto il governatore, spiegando che anche qui vanno attedi i dati definitivi per analizzare le diverse componenti del prodotto interno. Gli economisti di Via Nazionale prevedono sia per quest’anno che per il prossimo una crescita dello 0,6%, con l’ultima rilevazione dell’Istat il dato acquisito per il 2025 è di mezzo punto di crescita.
Migliorano i fondamentali
In altre uscite, anche recenti, Panetta si è soffermato sui fattori che limitano il tasso di crescita dell’Italia a “un 1% stentato”, spiegando come sia essenziale accelerarla. A Firenze però, a fianco alla presidente della Bce Christine Lagarde, ha sottolineato il miglioramento di una serie di condizioni strutturali: il surplus primario, il debito che sta scendendo ai livelli precedenti alla pandemia e anche la posizione finanziaria con l’estero che – “caso poco notato e molto raro senza una ristrutturazione forzata” – è diventata positiva, rendendo l’Italia un creditore netto.