Ferragni, la Casa del consumatore rifiuta la transazione da 5mila euro e va avanti nel processo
di Carlotta ScozzariMILANO – L'associazione Casa del consumatore rispedisce al mittente la proposta di transazione di Chiara Ferragni, che ha messo sul piatto 5.000 euro, e va avanti nel processo che coinvolge l'influencer e imprenditrice per la presunta truffa del pandoro Balocco. Nei giorni scorsi, era emerso come una persona, una donna di 76 anni, avesse accettato la transazione proposta da Ferragni.
“In questi anni - afferma Giovanni Ferrari, presidente dell'associazione che ha chiesto di costituirsi parte civile nel processo in corso a Milano - abbiamo collaborato con influencer del calibro di Cartoni Morti, The Show, Federico Basso, Casa Abis e altri che ci hanno aiutato a raggiungere milioni di italiani con campagne informative sui loro diritti. Forti di quest'esperienza, abbiamo proposto a Chiara Ferragni di rinunciare alla nostra richiesta danni e costituzione di parte civile, a fronte non di denaro, ma di uno o due reel social per dimostrare il suo ravvedimento e impegno nel far conoscere un'ap…
MILANO – L'associazione Casa del consumatore rispedisce al mittente la proposta di transazione di Chiara Ferragni, che ha messo sul piatto 5.000 euro, e va avanti nel processo che coinvolge l'influencer e imprenditrice per la presunta truffa del pandoro Balocco. Nei giorni scorsi, era emerso come una persona, una donna di 76 anni, avesse accettato la transazione proposta da Ferragni.
“In questi anni - afferma Giovanni Ferrari, presidente dell'associazione che ha chiesto di costituirsi parte civile nel processo in corso a Milano - abbiamo collaborato con influencer del calibro di Cartoni Morti, The Show, Federico Basso, Casa Abis e altri che ci hanno aiutato a raggiungere milioni di italiani con campagne informative sui loro diritti. Forti di quest'esperienza, abbiamo proposto a Chiara Ferragni di rinunciare alla nostra richiesta danni e costituzione di parte civile, a fronte non di denaro, ma di uno o due reel social per dimostrare il suo ravvedimento e impegno nel far conoscere un'app dedicata ai consumatori che stiamo realizzando. In caso di suo rifiuto, le avevamo anche offerto la possibilità di contribuire alla comunicazione ai consumatori con l'equivalente monetario di quanto richiesto”.
Tuttavia, un accordo transattivo tra le due parti non sembra essere stato raggiunto. "Non accettiamo questa somma - aggiunge Ferrari - sia perché irrisoria rispetto ai profitti di ben 2,7 milioni di euro che la signora Ferragni risulta abbia tratto dalle operazioni oggetto di giudizio, sia perché non consentirebbe alcuna efficace azione riparatoria alle sue condotte, realizzatesi proprio sui social”.
L'associazione ha quindi chiesto al proprio avvocato difensore Aniello Chianese di respingere la proposta e insistere nella costituzione di parte civile all'udienza che si terrà a Milano il prossimo 4 novembre.