John Malone lascia la guida di Liberty Media: chi è il “cable cowboy” delle tv Usa
di Enrico FranceschiniLONDRA – Lo chiamano il “cable cowboy” per due motivi: è il re delle televisioni via cavo americane e ha una passione per i cavalli. Sua moglie li alleva nel loro ranch in Colorado, entrambi li cavalcano (per gli itinerari hanno l’imbarazzo della scelta: è il secondo maggior latifondista degli Stati Uniti, con proprietà terriere due volte più grandi dello stato di Rhode Island) e, quando non stanno in sella, vanno in vacanza in giro per l’America guidando un semplice camper. Del cowboy che ama la vita semplice sotto le stelle, John Malone ha sicuramente l’animo, ma è anche uno dei più ricchi imprenditori del mondo nel settore dei media e delle telecomunicazioni.
Adesso, a 84 anni, ha annunciato che si ritira: lascia il posto di presidente di Liberty Media e Liberty Global, le due aziende da lui fondate e dirette per circa mezzo secolo, la prima proprietaria oggi anche di Formula1 e della maggioranza di MotoGp. Non passerà il tempo soltanto a cavallo o in camper, tuttavia: mantiene la m…
LONDRA – Lo chiamano il “cable cowboy” per due motivi: è il re delle televisioni via cavo americane e ha una passione per i cavalli. Sua moglie li alleva nel loro ranch in Colorado, entrambi li cavalcano (per gli itinerari hanno l’imbarazzo della scelta: è il secondo maggior latifondista degli Stati Uniti, con proprietà terriere due volte più grandi dello stato di Rhode Island) e, quando non stanno in sella, vanno in vacanza in giro per l’America guidando un semplice camper. Del cowboy che ama la vita semplice sotto le stelle, John Malone ha sicuramente l’animo, ma è anche uno dei più ricchi imprenditori del mondo nel settore dei media e delle telecomunicazioni.
Adesso, a 84 anni, ha annunciato che si ritira: lascia il posto di presidente di Liberty Media e Liberty Global, le due aziende da lui fondate e dirette per circa mezzo secolo, la prima proprietaria oggi anche di Formula1 e della maggioranza di MotoGp. Non passerà il tempo soltanto a cavallo o in camper, tuttavia: mantiene la maggioranza delle azioni di entrambi i gruppi e, dal nuovo ruolo di presidente emerito, continuerà a “dare consigli strategici” al suo impero.
Nato nel 1941 in Connecticut in una famiglia della classe media, figlio di un ingegnere, si era laureato anche lui in ingegneria, a Yale, prendendo poi un master e un dottorato di ricerca alla Johns Hopkins. Dopo avere lavorato per alcuni anni alla AT&T e alla McKinsey, nel 1973 si mette in proprio creando la Tele-Communications Inc (Tci), venduta nel 1999 alla AT&T per 48 miliardi di dollari. Negli anni Ottanta è il principale artefice negli Usa della rivoluzione delle televisioni via cavo, aprendone a centinaia in tutto il Paese. Nel ventunesimo secolo diventa protagonista di una analoga rivoluzione tecnologica, diffondendo le reti internet su banda larga in America e in altri Paesi. Le due compagnie che nel frattempo ha fondato si suddividono il settore: Liberty Media ha interessi nell’industria dell’informazione e dell’intrattenimento, fra i quali Warner Bros Discover (proprietaria tra l’altro della Cnn, la rete televisiva globale di news, e di Cartooon Network, il canale internazionale di cartoni animati); Liberty Global ha quote di proprietà in numerose aziende di telecomunicazioni, fra cui Virgin e Vodafone.
A un certo punto della sua carriera Malone ha avuto un terzo delle azioni della News Corporation, il gigante mediatico del magnate Rupert Murdoch, il quale temeva una scalata da parte sua per impossessarsene del tutto e ha fatto di tutto per tenerlo alla larga. Ciononostante, l’anno scorso i due rivali hanno considerato la possibilità di fondere Warner Bros Discovery con Fox, l’azienda di news e intrattenimento di Murdoch, ma il progetto è sfumato per la difficoltà di avere nella stessa compagnia due reti tivù di news così diverse come la Cnn, di linea liberal o bipartisan, e la Fox News, ultraconservatrice e spesso trumpiana.
Padre di due figli, uno dei quali è tra i manager delle sue società, titolare di una fortuna oggi stimata in 10 miliardi di dollari, Malone è anche uno dei più generosi filantropi americani, avendo donato circa 200 milioni di sterline a varie cause umanitarie: e ha anticipato che intende dare in beneficenza la maggior parte del patrimonio. La semplicità del suo stile di vita contrasta con il suo acume nello sviluppare e gestire il business, adeguandolo ogni volta ai progressi tecnologici e ai mutamenti nei costumi e nei consumi.
Politicamente è schierato con il libertarismo, una filosofia politica “libertaria” con tendenze a volte di destra, a volte di sinistra. Ha finanziato la campagna elettorale di Trump ma anche quella di Mike Bloomberg, l’ex-sindaco di New York, a sua volta un miliardario nel campo dell’informazione e, come repubblicano moderato, avversario del trumpismo. Ora, come nei vecchi film western, John Malone esce di scena da vincitore di quasi tutte le battaglie che ha affrontato, cavalcando sullo sfondo del tramonto di una carriera stellare. Con lui, se ne va uno dei titani della rivoluzione dei media e delle comunicazioni: ma, come ci ha tenuto a precisare, il “cable cowboy” vuole solo riposare di più e avere più tempo per andare a cavallo, senza mollare del tutto le redini.