ROMA – Erano 324 i miliardi depositati nel risparmio postale a fine 2024 (94 in libretti e oltre 230 in buoni fruttiferi), mentre i clienti – comunica Poste – hanno sfiorato i ventisette milioni.
In un Paese di circa 59 milioni di abitanti, questo significa che un italiano su due è cliente dei servizi finanziari di Poste Italiane (stima l’azienda nel suo sito).
Tra le 132 filiali distribuite sul territorio nazionale, la più ricca per i depositi sui libretti è Bari (oltre 3 miliardi di euro), seguita da Lecce, Roma 4 Est, Salerno, Napoli 3 Est, Napoli 2 Ovest, Treviso, Roma 2 Nord, Foggia, Padova, Roma 3 Sud, Avellino, Venezia, Caserta 1 e Cagliari.
In questa classifica del risparmio postale, tra le primi quindici posizioni compaiono solo tre città del Nord (le venete Treviso, Padova, Venezia), tutte le altre si trovano nel Centro Sud.
Il capoluogo irpino
Lo schema geografico che si ripete anche nella classifica della distribuzione dei buoni fruttiferi. Al primo posto troviamo sempre u…
ROMA – Erano 324 i miliardi depositati nel risparmio postale a fine 2024 (94 in libretti e oltre 230 in buoni fruttiferi), mentre i clienti – comunica Poste – hanno sfiorato i ventisette milioni.
In un Paese di circa 59 milioni di abitanti, questo significa che un italiano su due è cliente dei servizi finanziari di Poste Italiane (stima l’azienda nel suo sito).
Tra le 132 filiali distribuite sul territorio nazionale, la più ricca per i depositi sui libretti è Bari (oltre 3 miliardi di euro), seguita da Lecce, Roma 4 Est, Salerno, Napoli 3 Est, Napoli 2 Ovest, Treviso, Roma 2 Nord, Foggia, Padova, Roma 3 Sud, Avellino, Venezia, Caserta 1 e Cagliari.
In questa classifica del risparmio postale, tra le primi quindici posizioni compaiono solo tre città del Nord (le venete Treviso, Padova, Venezia), tutte le altre si trovano nel Centro Sud.
Il capoluogo irpino
Lo schema geografico che si ripete anche nella classifica della distribuzione dei buoni fruttiferi. Al primo posto troviamo sempre una città del Sud, Avellino, seguita da altre filiali del Mezzogiorno e solo tre del Nord (Treviso, Vicenza e Torino 2 Nord).
Il capoluogo irpino conta più di un milione di buoni fruttiferi, pari a un totale di oltre 6 miliardi di euro, seguito da Bari, Napoli Est, e poi Salerno, Potenza, Lecce, Napoli 2 Ovest, Frosinone, Caserta 1, Treviso, Reggio Calabria, Vicenza, Torino 2 Nord, Benevento e Caserta 2.
Nell’intera provincia avellinese, che ha 394mila abitanti, sono aperti oltre 537mila libretti, per una media pro-capite di 1,3 (il centotrenta per cento della popolazione). Per i buoni fruttiferi (1.050.891), la media sale al 2,7.
Ma non si tratta di un caso unico. Nella provincia di Isernia, ad esempio, poco più di 78mila abitanti detengono oltre 98mila libretti (125 per cento) e 220mila buoni fruttiferi (283 per cento). E a Treviso, una delle più operose province italiane del Nord, il rapporto tra i libretti postali (320.711) e il numero degli abitanti (878mila) è pari al quaranta per cento degli abitanti. Per i buoni fruttiferi (608.323), il rapporto sale allo 0,7, il 70 per cento.
Non solo nonne
Libretti e buoni fruttiferi sembrano aver superato l’antico cliché che li voleva prodotti finanziari adatti solo alle nostre nonne e ai pensionati. Ora c’è un interesse anche tra i giovani.
Su ventisette milioni di clienti, 5 milioni e 700mila (oltre un quarto) hanno un’età compresa tra zero e 35 anni (2 milioni e 400mila minori, un milione e 300mila tra i 18 e i 25 anni, più 2 milioni e 100mila tra i 26 e i 35), mentre gli anziani con più di 75 anni sono circa 6 milioni e quattrocentomila.
Un altro elemento interessante è l’ingresso prepotente delle donne nel mondo del risparmi, più caute e determinate degli uomini (fonte Moneyfarm). Sono 8 milioni e 700mila mentre gli uomini 6 milioni e settecentomila, oltre un milione in meno.