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Meno vendite, più guadagni: il singolare caso dell’economia del fumo

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Crollo di 20 milioni di fumatori in dieci anni in Usa e anche in Italia le cifre piangono. Ma il margine operativo su una sigaretta venduta è cresciuto da circa il 50% a circa il 60% e chi ha investito 100 euro di azioni sulle aziende del tabacco dopo un anno se ne ritrova in tasca 165
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ROMA – Campagne antifumo a tappeto, svapo in ogni dove, più attenzione alla salute. Tutto sembrerebbe remare contro i profitti delle multinazionali del tabacco. E invece no. L’Economist fa un esempio che mostra una realtà contraria a quello che si potrebbe intuire. Chi ha acquistato 100 dollari di azioni di aziende americane del tabacco dall’inizio di gennaio 2024, a fine anno se ne ritrova in tasca165. Il boom del prezzo delle azioni riflette in parte uno strano fenomeno economico. Negli ultimi anni, il margine operativo su una sigaretta venduta in America è cresciuto da circa il 50% a circa il 60%. Quest'anno si prevede che i produttori di sigarette e sigari realizzeranno 22 miliardi di dollari di utile operativo nella più grande economia mondiale.

I numeri dei fumatori in discesa

Ma l’industria non è in declino? I…

ROMA – Campagne antifumo a tappeto, svapo in ogni dove, più attenzione alla salute. Tutto sembrerebbe remare contro i profitti delle multinazionali del tabacco. E invece no. L’Economist fa un esempio che mostra una realtà contraria a quello che si potrebbe intuire. Chi ha acquistato 100 dollari di azioni di aziende americane del tabacco dall’inizio di gennaio 2024, a fine anno se ne ritrova in tasca165. Il boom del prezzo delle azioni riflette in parte uno strano fenomeno economico. Negli ultimi anni, il margine operativo su una sigaretta venduta in America è cresciuto da circa il 50% a circa il 60%. Quest'anno si prevede che i produttori di sigarette e sigari realizzeranno 22 miliardi di dollari di utile operativo nella più grande economia mondiale.

I numeri dei fumatori in discesa

Ma l’industria non è in declino? I numeri dicono di si: nell'ultimo decennio il numero di fumatori adulti americani è diminuito di circa 20 milioni. Il numero di sigarette vendute è diminuito di oltre un terzo. E i tecnici prevedono che il calo nel prossimo decennio sarà ancora più netto. In Italia i dati sulle vendite dei prodotti del tabacco nel 2024 sono assolutamente deludenti: lo storico trend in diminuzione delle vendite di sigarette si è arrestato del tutto. Di solito se un prodotto cessa di essere venduto – o comunque si riduce – le vendite crollano. Basta pensare ai giornali o alle videocassette. Quindi perché l'industria del tabacco funziona al contrario? Meno vendite ma mercati in salute? Secondo l’Economist un tempo i tantissimi fumatori del pianeta piantavano sonore proteste se aumentava il costo di una sigaretta. Tuttavia, con l'aumento delle persone che hanno smesso, solo i fumatori più accaniti continuano a fumare.

Prezzi in salita senza proteste

Le aziende hanno risposto aumentando i prezzi a un ritmo sempre più rapido. L’analisi dei dati ufficiali mostra che l'inflazione dei prezzi del tabacco in America è aumentata rispetto all'inflazione complessiva. Nel 2017 il prezzo di un pacchetto di Marlboro è aumentato solo di poco più dei prezzi complessivi (2,9% contro 2,1%). L'anno scorso l'inflazione complessiva è stata del 3%. Ma i prezzi delle Marlboro sono aumentati di oltre il 7%. Cosa è successo tra i fumatori? Non hanno fatto un plissé. E le aziende vanno dritte per la loro strada. "Possiamo continuare a usare i prezzi per compensare il calo dei volumi", secondo Imperial Brands, che produce di tutto, dalle sigarette Davidoff alle cartine Rizla. Philip Morris International parla della "resilienza del nostro modello di combustione". In recenti risultati, British American Tobacco, famosa per Lucky Strike, ha affermato che in America "il rapporto prezzo/mix ha più che compensato il calo dei volumi".

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