Intesa Sanpaolo marcia verso 9 miliardi di utili 2025, Messina: “Non preoccupati dalle nuove tasse"
di Andrea GrecoMILANO – Intesa Sanpaolo rispetta le stime di utile nel terzo trimestre, pari a 2,4 miliardi di euro, e porta i profitti nei nove mesi dell'anno a 7,6 miliardi di euro, in crescita del 5,9% rispetto a un anno prima e un record nella storia della banca. Tuttavia, e malgrado la conferma di una redditività del capitale (Roe) al 20% annuo, in Borsa l’azione ha reagito con un calo, per la mancanza di novità e messaggi forti a sostegno di valutazioni molto cresciute ultimamente. La maggior banca italiana capitalizza oggi quasi 100 miliardi. In un contesto euforizzato dal risiko, la banca leader di mercato continua a “snobbare” le acquisizioni per fare leva sui tradizionali punti di forza, interni. “Non vedo mosse significative nei prossimi mesi: nel 2026 vedremo cosa può succedere ai nostri concorrenti che non hanno chiuso operazioni nel 2025 – ha detto l’ad Carlo Messina rispondendo agli analisti finanziari, con un chiaro riferimento a Unicredit –. In ogni caso Intesa Sanpaolo non sarà par…
MILANO – Intesa Sanpaolo rispetta le stime di utile nel terzo trimestre, pari a 2,4 miliardi di euro, e porta i profitti nei nove mesi dell'anno a 7,6 miliardi di euro, in crescita del 5,9% rispetto a un anno prima e un record nella storia della banca. Tuttavia, e malgrado la conferma di una redditività del capitale (Roe) al 20% annuo, in Borsa l’azione ha reagito con un calo, per la mancanza di novità e messaggi forti a sostegno di valutazioni molto cresciute ultimamente. La maggior banca italiana capitalizza oggi quasi 100 miliardi. In un contesto euforizzato dal risiko, la banca leader di mercato continua a “snobbare” le acquisizioni per fare leva sui tradizionali punti di forza, interni. “Non vedo mosse significative nei prossimi mesi: nel 2026 vedremo cosa può succedere ai nostri concorrenti che non hanno chiuso operazioni nel 2025 – ha detto l’ad Carlo Messina rispondendo agli analisti finanziari, con un chiaro riferimento a Unicredit –. In ogni caso Intesa Sanpaolo non sarà parte di alcun tipo di consolidamento nel settore bancario e assicurativo”.
Nel terzo trimestre il risultato netto sale a 2,4 miliardi di euro (-1,2% su base annua), circa in linea con la media degli analisti sul titolo e si confronta con i 2,6 miliardi del secondo trimestre 2025 e i 2,4 miliardi del terzo trimestre 2024. Tornando ai nove mesi, i proventi operativi netti sono rimasti sostanzialmente invariati a 20,4 miliardi, con interessi netti a 11,1 miliardi (-6,8%) e commissioni nette a 7,3 miliardi (+5,1%). Viene confermato il target di utile 2025 ben oltre i 9 miliardi di euro.
A febbraio il piano d’impresa, occhi sull’erogazione degli utili
Nei nove mesi, la banca ha maturato 5,3 miliardi di euro di dividendi. Nel 2025 "restituiamo circa 8,3 miliardi di euro ai nostri azionisti, includendo i 3,2 miliardi dell'interim dividend che sarà pagato a novembre". Così il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, commentando i risultati dei primi nove mesi. "Per i nostri azionisti - aggiunge - si conferma così una delle remunerazioni più elevate nel panorama bancario europeo. Ulteriori distribuzioni di capitale saranno quantificate a fine esercizio". La banca sta preparando un nuovo piano strategico che dovrebbe essere reso noto “all’inizio di febbraio, in occasione dei risultati 2025”, ha aggiunto Messina rispondendo agli analisti, alcuni dei quali chiedevano una maggiore distribuzione rispetto al 70% del monte utili da anni erogato da Intesa Sanpaolo. “Siamo pronti a considerare una diversa distribuzione degli utili, sapendo che alcuni rivali distribuiscono quote superiori rispetto a noi – ha detto il banchiere romano – a febbraio forniremo tutti gli elementi per far capire agli investitori che siamo una tra le poche banche europee in grado di remunerare al 20% i nostri azionisti in modo sostenibile”.
L’impatto delle nuove tasse “non ci preoccupa”
Per l'anno in corso la banca prevede ricavi in crescita, gestiti in modo integrato, con: la resilienza degli interessi netti, attesi per il 2025 a un livello “ben oltre quello del 2023”; l’incremento delle commissioni nette e del risultato dell'attività assicurativa, basato sulla leadership del gruppo nelle relative nicchie; una forte crescita degli utili da trading; costi operativi in riduzione; minori tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario e assicurativo, non essendoci più contribuzione al fondo di garanzia dei depositi.
L’ad Messina ha anche commentato le ipotesi di ulteriore tassazione che il governo sta preparando nella manovra di bilancio. Per sapere “l'aliquota vera e propria della tassazione bisognerà aspettare il varo della manovra”, ha premesso, e poi ha aggiunto: “L'impatto che potremmo avere sia sul risultato netto che sul patrimonio netto è completamente gestibile, quindi non siamo assolutamente preoccupati per questo impatto”. Secondo le prime stime, Intesa Sanpaolo sarà la banca più colpita dalla cosiddetta ‘exit tax’ e pagherà 569 milioni solo per affrancare le riserve messe a capitale nel 2023, e così evitare la “tassa extraprofitti” di allora.
Il banchiere ha comunque fatto notare che, nei primi nove mesi del 2025, "abbiamo pagato tasse per 4,6 miliardi, cifra equivalente al nuovo prelievo che il governo intende ottenere dal settore bancario. Un contributo importante, auspicabilmente alla lotta alle disuguaglianze”.