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L’autonomia differenziata infilata in manovra

Francesco Boccia, capogruppo del Pd al Senato (ansa)

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ROMA – I Lep compaiono nella manovra, ma le opposizioni non ci stanno, e chiedono lo stralcio degli articoli. In una lettera inviata al presidente del Senato Ignazio La Russa i capigruppi dei partiti di opposizione chiedono di eliminare dal testo della Legge di Bilancio gli «articoli dal 124 al 128 che ridisciplinano e ridefiniscono il monitoraggio dei Livelli essenziali delle prestazioni previsti dalla legge sull’autonomia, che spacca l’Italia». Dopo la sentenza della Consulta, che aveva censurato tutto il procedimento di definizione dei Lep, in quanto basato su una “delega in bianco”, cioè priva di specifici principi e criteri direttivi fissati dal Parlamento, come invece chiede la Costituzione, la maggioranza aveva presentato un nuovo disegno di legge, adesso all’esame del Senato.

Ma ora il governo, denunciano i capigruppo al Senato del Pd Francesco Boccia, del M5s Stefano Patuanelli, di Iv Raffaella Paita e di Avs Peppe De Cristofaro, cerca una nuova scorciatoia con la legge di Bi…

ROMA – I Lep compaiono nella manovra, ma le opposizioni non ci stanno, e chiedono lo stralcio degli articoli. In una lettera inviata al presidente del Senato Ignazio La Russa i capigruppi dei partiti di opposizione chiedono di eliminare dal testo della Legge di Bilancio gli «articoli dal 124 al 128 che ridisciplinano e ridefiniscono il monitoraggio dei Livelli essenziali delle prestazioni previsti dalla legge sull’autonomia, che spacca l’Italia». Dopo la sentenza della Consulta, che aveva censurato tutto il procedimento di definizione dei Lep, in quanto basato su una “delega in bianco”, cioè priva di specifici principi e criteri direttivi fissati dal Parlamento, come invece chiede la Costituzione, la maggioranza aveva presentato un nuovo disegno di legge, adesso all’esame del Senato.

Ma ora il governo, denunciano i capigruppo al Senato del Pd Francesco Boccia, del M5s Stefano Patuanelli, di Iv Raffaella Paita e di Avs Peppe De Cristofaro, cerca una nuova scorciatoia con la legge di Bilancio. Se i Lep passassero così si sottrarrebbe «in modo gravemente scorretto, alla Commissione Affari Costituzionali l’esame di una materia delicatissima, prevista da un disegno di legge delega che il governo è stato obbligato a presentare a seguito della sentenza della Corte costituzionale». È «un ‘grimaldello’ per scavalcare e mortificare ancora una volta il Parlamento, aggirando il regolamento del Senato e la stessa Corte costituzionale, nel tentativo di attuare il prima possibile, senza alcun confronto, i Lep», denuncia la lettera.

Una obiezione che La Russa accoglie in parte, replicando che non può non seguire i criteri stabiliti. «Al massimo - dice in Aula, rispondendo a Boccia - posso fare moral suasion al governo che tenga conto, che valuti, che approfondisca se ritiene i rilievi da lei esposti e segnalati». Ma il primo segnale che arriva dal governo non è di apertura: a margine della campagna elettorale in Campania Edmondo Cirielli, viceministro degli Esteri e candidato alla presidenza della Regione, obietta che «l’autonomia differenziata per eccellenza l’ha votata il Pd con la riforma del titolo V. Il governo invece mira a risolvere il problema della sperequazione tra Nord e Sud». Se non ci sarà lo stralcio, le opposizioni non si arrenderanno: «Presenteremo emendamenti soppressivi», annuncia Boccia

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