Siti porno con sbarramento per i minori, in Francia lo sciopero di YouPorn contro l’identificazione
di Aldo FontanarosaROMA – L’Italia, quindi, raggiunge la Francia imponendo uno sbarramento all’accesso dei siti porno i più popolari e visitati nel Paese. Dal 12 novembre 2025 per i siti basati nel nostro Paese e dal primo febbraio 2026 per quelli basati all’estero, chi visiterà pagine hard con il computer o lo smartphone sarà subito indirizzato verso una piattaforma web dove dovrà dimostrare di essere maggiorenne.
Chi proverà a entrare con lo smartphone dovrà scaricare una app, dove proverà di avere più di 18 anni, per accedere ai contenuti hard. Ora bisognerà soltanto capire se alcune grandi piattaforme del porno daranno vita a uno sciopero in Italia, come già in Francia dal 4 giugno 2025.
Il 4 giugno, in Francia, la società Aylo – che controlla alcuni dei siti più visitati come YouPorn, Pornhub e Redtube - ha tirato già la saracinesca oscurando le sue piattaforme. L’iniziativa in segno di protesta contro le norme del governo francese che richiede l’identificazione effettiva prima di entrare, così com…
ROMA – L’Italia, quindi, raggiunge la Francia imponendo uno sbarramento all’accesso dei siti porno i più popolari e visitati nel Paese. Dal 12 novembre 2025 per i siti basati nel nostro Paese e dal primo febbraio 2026 per quelli basati all’estero, chi visiterà pagine hard con il computer o lo smartphone sarà subito indirizzato verso una piattaforma web dove dovrà dimostrare di essere maggiorenne.
Chi proverà a entrare con lo smartphone dovrà scaricare una app, dove proverà di avere più di 18 anni, per accedere ai contenuti hard. Ora bisognerà soltanto capire se alcune grandi piattaforme del porno daranno vita a uno sciopero in Italia, come già in Francia dal 4 giugno 2025.
Il 4 giugno, in Francia, la società Aylo – che controlla alcuni dei siti più visitati come YouPorn, Pornhub e Redtube - ha tirato già la saracinesca oscurando le sue piattaforme. L’iniziativa in segno di protesta contro le norme del governo francese che richiede l’identificazione effettiva prima di entrare, così come avverrà in Italia dal 12 novembre.
Il controllo dei genitori
In un comunicato di giugno, Aylo ha spiegato che un’ordinanza ministeriale di febbraio 2025 impone lo sbarramento soltanto a 17 siti hard che – per la società – sarebbero i più sicuri. Intanto verificherebbero l’età degli utenti in modo autonomo; hanno una pagina di “parental controls” che permetterebbe ai genitori di bloccare preventivamente la navigazione eventuale dei figli; infine controllano che i contenuti si mantengono nei binari di una qualche correttezza.
Sostiene Aylo che – in seguito allo sbarramento di soli 17 siti – i bambini sono indotti a “visitare siti che eludono deliberatamente le normative, non controllano l’età dei partecipanti e incoraggiano attivamente gli utenti ad aggirare la legge. A differenza di noi, non controllano neanche i contenuti e non danno priorità alla sicurezza, il che rende tutti più vulnerabili”.
I ricorsi
Questi siti clandestini – non sottoposti ad una verifica stringente dell’età dei visitatori – ruberebbero infine le informazioni personali di chi accede.
Aylo sollecita al governo francese soluzioni diverse. Il controllo sui minori dovrebbe essere demandato –appunto – ai genitori che già oggi possono impostare un cellulare, un pc, un tablet in modo da impedire ai figli di visitare siti hard.
Sempre Aylo ha avviato una battaglia giudiziaria contestando davanti ai giudici amministrativi sia le norme del governo francese sia le delibere del Garante Arcom, che le attua nel Paese.