La Lega vuole allargare la rottamazione. Dentro anche le cartelle per dichiarazione infedele
di Giuseppe ColomboROMA - La bozza dell’emendamento è già pronta. Cancella il paletto che più di tutti restringe la nuova rottamazione delle cartelle voluta da Matteo Salvini. Ai leghisti, infatti, non è piaciuta l’esclusione dei debiti che i contribuenti hanno maturato dopo essere stati “pizzicati” dall’Agenzia delle Entrate, quando a finire sotto la lente sono state le dichiarazioni infedeli. Ecco perché la modifica allo schema contenuto nella manovra punta a sbianchettare il passaggio in cui la norma sulla “pace fiscale” tiene fuori “i debiti richiesti a seguito di accertamento”.
Non è una questione tecnica. Né il senso dell’iniziativa, spinta dai “falchi” del Carroccio, si esaurisce nella volontà di allargare la platea dei beneficiari. L’inclusione delle cartelle che derivano da un controllo amplia il senso della sanatoria. Di fatto si ammette alla rottamazione una fascia di evasione più grave rispetto a quella di versamento, cioè di chi presenta la dichiarazione ma poi non paga, in tutto o in parte…
ROMA - La bozza dell’emendamento è già pronta. Cancella il paletto che più di tutti restringe la nuova rottamazione delle cartelle voluta da Matteo Salvini. Ai leghisti, infatti, non è piaciuta l’esclusione dei debiti che i contribuenti hanno maturato dopo essere stati “pizzicati” dall’Agenzia delle Entrate, quando a finire sotto la lente sono state le dichiarazioni infedeli. Ecco perché la modifica allo schema contenuto nella manovra punta a sbianchettare il passaggio in cui la norma sulla “pace fiscale” tiene fuori “i debiti richiesti a seguito di accertamento”.
Non è una questione tecnica. Né il senso dell’iniziativa, spinta dai “falchi” del Carroccio, si esaurisce nella volontà di allargare la platea dei beneficiari. L’inclusione delle cartelle che derivano da un controllo amplia il senso della sanatoria. Di fatto si ammette alla rottamazione una fascia di evasione più grave rispetto a quella di versamento, cioè di chi presenta la dichiarazione ma poi non paga, in tutto o in parte, il dovuto.
L’evasione scoperta tramite un accertamento, infatti, matura da una serie di indicatori che segnalano la presenza di gravi anomalie, come un fatturato troppo esiguo se rapportato a un numero importante di lavoratori impiegati.
Se l’emendamento della Lega trovasse spazio nella Finanziaria, a essere “rottamabile” non sarebbe più, quindi, solo l’evasione di versamento, che rappresenta circa il 20% del totale. Finirebbe dentro anche quella scovata dai controlli delle Entrate, che ingloba gran parte dell’evasione complessiva. Dal perimetro va esclusa l’omessa dichiarazione: resta fuori chi non ha presentato la dichiarazione.
Tra le correzioni allo studio dei leghisti c’è anche una riduzione, dal 4% a circa il 3%, del tasso di interesse annuo che il contribuente è chiamato a pagare se sceglie la rateizzazione.
Il problema, però, sono i soldi. Ecco perché nel Carroccio non è tramontata l’idea di chiedere un contributo maggiore alle banche. Dopo il no di Giorgia Meloni, la richiesta apre un nuovo punto di frizione dentro il governo. Ma la nota diffusa dal partito di via Bellerio è risoluta: "Al lavoro per permettere agli italiani di liberarsi da cartelle che hanno raddoppiato il loro importo negli anni e rovinano la vita a milioni di persone”. Ecco l’azzardo per non ritrovarsi in mano una mini-rottamazione.