Sefcovic si impegna per la pasta italiana: “Dazi Usa inaccettabili”
di Rosaria AmatoIl commissario Ue al Commercio Maros Sefcovic e il ministro degli Esteri Antonio Tajani
ROMA – Definisce «inaccettabili» i dazi “punitivi” al 107% che gli Stati Uniti minacciano di applicare all’export della pasta italiana, e assicura che il dossier è «una priorità per la Ue» «Lavoriamo in stretta collaborazione con il governo italiano per fornire ai nostri partner Usa tutte le informazioni necessarie», afferma il commissario Ue al Commercio Maros Sefcovic, nei due incontri stampa tenuti a conclusione della visita a Roma. Al centro dei colloqui con la premier Giorgia Meloni, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso anche l’accordo Usa-Ue sui dazi, il trattato Mercosur e le materie prime critiche.
Sul primo tema, Sefcovic raccoglie un ampio consenso da parte del governo italiano: «Grazie al lavoro di Sefcovic abbiamo ottenuto un buon risultato sui dazi con gli Usa. Altre realtà hanno avuto il 50, 60 o 70%», afferma Tajani. Sulle materie prime critiche viene accolta con un certo sollievo la notizia sec…
ROMA – Definisce «inaccettabili» i dazi “punitivi” al 107% che gli Stati Uniti minacciano di applicare all’export della pasta italiana, e assicura che il dossier è «una priorità per la Ue» «Lavoriamo in stretta collaborazione con il governo italiano per fornire ai nostri partner Usa tutte le informazioni necessarie», afferma il commissario Ue al Commercio Maros Sefcovic, nei due incontri stampa tenuti a conclusione della visita a Roma. Al centro dei colloqui con la premier Giorgia Meloni, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso anche l’accordo Usa-Ue sui dazi, il trattato Mercosur e le materie prime critiche.
Sul primo tema, Sefcovic raccoglie un ampio consenso da parte del governo italiano: «Grazie al lavoro di Sefcovic abbiamo ottenuto un buon risultato sui dazi con gli Usa. Altre realtà hanno avuto il 50, 60 o 70%», afferma Tajani. Sulle materie prime critiche viene accolta con un certo sollievo la notizia secondo la quale «l’accordo raggiunto tra Stati Uniti e Cina è erga omnes». «Quindi - spiega il commissario Ue - dovremmo applicarlo naturalmente anche all’Unione europea».
Più complicata la questione Mercosur. Se da parte di Confindustria arrivano incoraggiamenti a chiudere al più presto l’accordo, in linea con gli obiettivi della Commissione, che intende arrivare al via libera del Consiglio e quindi alla firma entro dicembre, le obiezioni del settore agroalimentare sono ancora consistenti, e Palazzo Chigi, pur apprezzando i passi in avanti in direzione delle richieste italiane, chiede a Bruxelles di tutelare maggiormente gli agricoltori. «Noi siamo favorevoli alla firma dell’accordo, siamo molto soddisfatti per quanto riguarda la parte industriale, - afferma il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che accoglie Sefcovic a Villa Madama - però ci sono alcune parti che riguardano prodotti agricoli - per esempio riso e carni - dove ci sono ancora preoccupazioni da parte italiana». Anche la premier Giorgia Meloni, che aveva incontrato Sefcovic giovedì pomeriggio, aveva ribadito «l’esigenza di offrire risposte concrete alle preoccupazioni del settore agricolo e chiesto al Commissario di proseguire nella strada di rafforzamento delle salvaguardie per i prodotti agricoli sensibili intrapresa negli ultimi mesi».
Sefcovic fa il possibile per superare le perplessità delle organizzazioni dell’agroalimentare, ricordando quanto l’accordo sia cambiato rispetto a un anno fa, proprio seguendo le indicazioni italiane: al ministero dell’Agricoltura ne incontra 16, il colloquio dura circa due ore, una in più del previsto, facendo slittare tutti gli impegni della giornata. Nella conferenza stampa con Lollobrigida il commissario elogia la resilienza italiana: «Siete diventati i quarti maggiori esportatori nel 2024. I vostri prodotti si trovano in ogni angolo, in ogni negozio del pianeta».
Coglie al balzo il riferimento che Lollobrigida fa all’importanza della “reciprocità”, assicurando che i controlli sugli standard di produzione verranno raddoppiati, e non soltanto alla dogana, o nei porti: «Manderemo a fare ispezioni i nostri veterinari e i nostri tecnici». Grande attenzione anche alle salvaguardie: viene descritta ancora una volta la procedura «unica, non prevista per nessun altro trattato», che permetterà, se le esportazioni aumentano di oltre il 10%, o i prezzi si abbassano oltre il 10%, di riattivare in tempi molto rapidi i vecchi dazi, precedenti all’accordo.
Le organizzazioni imprenditoriali non sembrano convinte, ma questo non significa che alla fine l’Italia non firmerà l’accordo, a dicembre. Un’adesione cruciale: il Sudamerica non è soltanto un mercato per i nostri prodotti, Bruxelles guarda con estremo interesse soprattutto per la fornitura di materie prime critiche. Se al momento la tregua con la Cina raggiunta dagli Usa assicura una certa tranquillità per almeno un anno, la Ue ha bisogno soprattutto di certezze a lungo termine.
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