NEW YORK – La guerra tra Elon Musk e Donald Trump potrebbe essere finita. E a indicare il disgelo, dopo cinque mesi, c’è l’elemento che unisce l’uomo più ricco al mondo e il presidente del Paese più potente: i dollari. SpaceX, la compagnia aerospaziale di Musk, riceverà 2 miliardi di dollari per sviluppare satelliti in grado di tracciare missili e velivoli. L’accordo rientra nel progetto Golden Dome, il super scudo spaziale di protezione voluto da Trump, che punta ad averlo entro la fine del suo mandato, nel 2028. Lo ha rivelato il Wall Street Journal, citando persone a conoscenza dell’affare.
Il finanziamento era incluso nel disegno di legge su tasse e spese firmato da Trump a luglio, ma non era stato pubblicamente collegato a u…
NEW YORK – La guerra tra Elon Musk e Donald Trump potrebbe essere finita. E a indicare il disgelo, dopo cinque mesi, c’è l’elemento che unisce l’uomo più ricco al mondo e il presidente del Paese più potente: i dollari. SpaceX, la compagnia aerospaziale di Musk, riceverà 2 miliardi di dollari per sviluppare satelliti in grado di tracciare missili e velivoli. L’accordo rientra nel progetto Golden Dome, il super scudo spaziale di protezione voluto da Trump, che punta ad averlo entro la fine del suo mandato, nel 2028. Lo ha rivelato il Wall Street Journal, citando persone a conoscenza dell’affare.
Il finanziamento era incluso nel disegno di legge su tasse e spese firmato da Trump a luglio, ma non era stato pubblicamente collegato a un appaltatore. Il nome di Musk era stato fatto in passato, ma adesso ci sarebbe un passaggio in più. Il sistema pianificato, chiamato “air moving target indicator”, potrebbe in futuro includere fino a 600 satelliti di Space X, secondo le fonti citate dal quotidiano finanziario.
SpaceX e le reti satellitari del Pentagono
L’azienda guidata da Musk sarebbe destinata a gestire anche due reti satellitari del Pentagono: una di queste si chiama Milnet, progettata per trasmettere comunicazioni militari riservate. L’altra, di cui non è indicato il nome, comprende satelliti capaci di seguire gli spostamenti di veicoli a terra.
L’espansione di SpaceX nei nuovi programmi satellitari è un ulteriore segnale della crescente influenza dell’azienda di Musk nella sicurezza nazionale statunitense. Golden Dome è considerato un sistema complesso di satelliti e altre tecnologie in grado di distruggere missili prima che colpiscano i loro obiettivi. Tutto sarebbe stato già pianificato, anche se mancano le assegnazioni dei contratti più importanti. Un portavoce del Pentagono ha rifiutato di commentare il coinvolgimento di SpaceX nei sistemi satellitari. “Non forniamo dettagli relativi a discussioni architetturali o questioni ancora in fase decisionale”, ha risposto un portavoce.
Il progetto Golden Dome
SpaceX non ha risposto a una richiesta di commento, ma neanche smentito. Secondo il Wall Street Journal, a febbraio SpaceX, insieme alle aziende tecnologiche della difesa Anduril Industries e Palantir Technologies, aveva offerto i propri servizi per contribuire allo sviluppo dell’infrastruttura di Golden Dome in tempi rapidi. Anche i tradizionali appaltatori della difesa, come Lockheed Martin, Northrop Grumman e L3Harris, stanno proponendo le proprie tecnologie. Il progetto complessivo costerà 175 miliardi, ma gli analisti prevedono che la spesa supererà di molto questa cifra. Il rispetto della scadenza 2028 dipenderà dal suo ex grande amico, ora tornato amico, Musk: di recente SpaceX ha rivelato di aver lanciato oltre 10 mila satelliti legati alla propria rete internet Starlink. Già adesso, senza il Super Dome, quella di Musk è la più grande flotta di satelliti della storia.