Si brinda con il Cinzano in casa Caffo. Il gruppo calabrese Caffo, noto per la produzione di Vecchio Amaro del Capo e di brand storici come Borsci San Marzano e l’internazionale Petrus Boonekamp e che quest’anno celebra i 110 anni, ha chiuso venerdì l’accordo con Campari per l’acquisizione al 100% della casa di spumante e Vermouth Cinzano. A raccontare l’operazione è l’ad Nuccio Caffo.
Un’operazione decisamente coraggiosa in questo momento.
«I momenti sono sempre coraggiosi, rispetto a Campari siamo un gruppo familiare costruito su quattro generazioni, così quando Campari ha deciso di rivedere il proprio portafoglio per noi è stata un’occasione. Peraltro, l’intesa include anche l’acquisto del business di grappa e sparkling wine del marchio Frattina.
Ci riassume i passaggi dell’operazione?
«Il 26 giugno abbiamo firmato il precontratto e il passaggio delle quote c’è stato venerdì 31 ottobre. Quindi Cinzano inizia il nuovo mese come Gruppo Caffo».
Praticamente cosa cambia per voi?
«Si tr…
Si brinda con il Cinzano in casa Caffo. Il gruppo calabrese Caffo, noto per la produzione di Vecchio Amaro del Capo e di brand storici come Borsci San Marzano e l’internazionale Petrus Boonekamp e che quest’anno celebra i 110 anni, ha chiuso venerdì l’accordo con Campari per l’acquisizione al 100% della casa di spumante e Vermouth Cinzano. A raccontare l’operazione è l’ad Nuccio Caffo.
Un’operazione decisamente coraggiosa in questo momento.
«I momenti sono sempre coraggiosi, rispetto a Campari siamo un gruppo familiare costruito su quattro generazioni, così quando Campari ha deciso di rivedere il proprio portafoglio per noi è stata un’occasione. Peraltro, l’intesa include anche l’acquisto del business di grappa e sparkling wine del marchio Frattina.
Ci riassume i passaggi dell’operazione?
«Il 26 giugno abbiamo firmato il precontratto e il passaggio delle quote c’è stato venerdì 31 ottobre. Quindi Cinzano inizia il nuovo mese come Gruppo Caffo».
Praticamente cosa cambia per voi?
«Si tratta di una vera e propria rivoluzione, destinata ad avere un impatto fondamentale. Contiamo di arrivare nel 2026 ad un fatturato tra i 160 e i 170 milioni di euro. Inoltre riconvertiamo uno stabilimento di grandi dimensioni per adattarlo alla produzione vermouth e spumanti. Vari dipendenti della Cinzano andranno a lavorare nello stabilimento Valle Talloria, nel cuore delle Langhe, patrimonio mondiale Unesco, dove potrà nascere la nuova Casa del Vermouth e dello Spumante Cinzano».
Che obiettivi vi date?
«Noi siamo già presenti in oltre 70 mercati internazionali e l’idea è di perseguire una maggiore penetrazione all’estero in modo da far sì che il 50% del nostro fatturato si realizzi all’estero. Basti pensare che Cinzano è già presente in 108 Paesi ma soprattutto è leader in Argentina dove ogni anno vengono bevuti 5 milioni litri di Vermouth. Naturalmente la nostra idea è rilanciare il brand Cinzano».
Al momento quali sono i vostri mercati maggiori?
«Noi abbiamo già filiali all’estero, siamo presenti in Germania, in Russia dove ovviamente al momento il mercato è in difficoltà, negli Usa dove abbiamo una filiale commerciale in New Jersey».
Cosa avete nel cassetto per il futuro?
«Nella definizione della strategia complessiva legata alla NewCo che accoglierà il ramo d’azienda Cinzano, valuteremo con attenzione il rilancio non solo dei vermouth, ma anche degli spumanti e di altri storici prodotti del marchio – come il Cinzano bitter soda, i liquori e le grappe – con un focus particolare sulla qualità e sull’innovazione».
In che modo la politica dei dazi vi sta condizionando?
«In realtà se il tetto si ferma al 15% ci possiamo ritenere soddisfatti. Ci sono settori molto più in difficoltà del nostro come quello della pasta. Certo con il presidente Trump non si può mai dire. Per noi ci sono problemi maggiori al di fuori degli Stati Uniti come, per esempio, in Argentina dove dazi e inflazione costringono a imbottigliare sul posto».
Molti produttori si stanno lanciando nel settore dell’analcolico. Avete nulla in programma?
«In realtà in questo settore in qualche modo siamo all’avanguardia perché Asti Cinzano è una Docg che nasce già leggera in modo naturale in quanto la fermentazione viene fermata quando raggiunge solo 7 gradi alcolici e perciò è adatto ai tempi moderni».
A che target di pubblico vi rivolgete?
«Siamo molto trasversali. Basti pensare che c’è anche una versione dello spumante Cinzano che si chiama ‘To Spritz’ ideale per fare lo spritz che all’estero è quella più venduta. Poi ci sono spumati secchi, dolci e la grappa Frattina».
Che altro vi aspettate da questa operazione?
«Con questa acquisizione, anche il prezioso archivio storico Cinzano entra a far parte di Gruppo Caffo. Manifesti originali firmati da grandi artisti, testimonianze artistiche di stili di vita capaci di raccontare due secoli di storia».