“Le batterie non freneranno il consumo di gas”. Il settore difende la centralità del metano
di Emma BonottiMILANO – La corsa all’energia green (se ancora di corsa si può parlare) non sembra preoccupare la filiera del metano. Perché nonostante il rapido aumento delle installazioni di fonti rinnovabili e l’appetito del settore per le aste pubbliche – compreso il Macse per i sistemi di accumulo – tra gli operatori resta indelebile la convinzione che il gas sarà un vettore “diffuso ed essenziale” ancora per parecchi anni. Persino le batterie, pensate per risolvere la non programmabilità delle Fer, comporteranno solo un modesto calo del ricorso alle fonti fossili, che Proxigas stima in appena il 5% annuo.
Consumi di gas in ripresa
Una precisazione è dovuta. L’associazione degli industriali non si oppone alla transizione verso fonti di energia meno inquinanti, anzi. Chi…
MILANO – La corsa all’energia green (se ancora di corsa si può parlare) non sembra preoccupare la filiera del metano. Perché nonostante il rapido aumento delle installazioni di fonti rinnovabili e l’appetito del settore per le aste pubbliche – compreso il Macse per i sistemi di accumulo – tra gli operatori resta indelebile la convinzione che il gas sarà un vettore “diffuso ed essenziale” ancora per parecchi anni. Persino le batterie, pensate per risolvere la non programmabilità delle Fer, comporteranno solo un modesto calo del ricorso alle fonti fossili, che Proxigas stima in appena il 5% annuo.
Consumi di gas in ripresa
Una precisazione è dovuta. L’associazione degli industriali non si oppone alla transizione verso fonti di energia meno inquinanti, anzi. Chiede maggiore attenzione per i biogas e le tecnologie utili alla decarbonizzazione, come la cattura e lo stoccaggio della Co2 (Ccus), ma è anche convinta che da sole le rinnovabili non riescano a rispondere alle necessità del Paese, sempre più energivoro. E che il gas le possa accompagnarle in questa (lunga) fase di trasformazione del mix energetico. I numeri, inoltre, mostrano una leggera ripresa dei consumi di gas negli ultimi due anni, supportati dalle difficoltà del settore residenziale nell’elettrificazione e le necessità dell’industria, stretta tra competitività e decarbonizzazione.
Ancora metà dell’elettricità è prodotta dal metano
Dal 2019 ad oggi, dati Terna, la quota annuale di generazione da Fer è passata dal 33% al 40%, a fronte di 80,8 gigawatt di potenza installata al 30 settembre 2025. E la capacità di accumulo, necessaria per “spostare nel tempo” l’energia prodotta dal fotovoltaico e dall’eolico, ha raggiunto i 17,4 gigawattora per circa 849.000 sistemi attivi lungo la Penisola. Eppure, sottolinea Proxigas, mentre la quota di rinnovabili non programmabili sulla capacità installata totale è aumentata dal 26% al 36% in cinque anni, la crescita della stessa quota sulla generazione totale è passata solo dal 13% al 18%. Così il peso del metano resta rilevante, arrivando a coprire quasi la metà della produzione di elettricità nei mesi invernali.
Le Bess non intaccano il ruolo del gas
A detta degli industriali, neanche il contributo delle Bess (Battery Energy Storage System) sposterà gli equilibri. “Durante il periodo invernale, le ore di over-generation sono poche, limitando lo scambio interzonale e l’uso delle batterie”, si legge nel rapporto presentato oggi all’assemblea di Proxigas. In estate, invece, l’elevata produzione da fonti green non programmabili consente un maggiore scambio interzonale e un migliore impiego delle Bess, ma il loro contributo resta “non sufficiente a coprire la domanda serale”.
Così, ipotizzando di raggiungere i valori previsti nello scenario Pniec Slow, quello che contempla una transizione più lenta verso i target di decarbonizzazione, Proxigas calcola che il sostegno dei soli accumuli comporterà un calo nel ricorso alla generazione termoelettrica di circa il 5% annuo, dipendente da quella che sarà la crescita della domanda elettrica.