ROMA – Il Piano casa è ancora solo agli annunci, ma i piani sfratti si accavallano. Dopo il decreto sicurezza, in funzione da giugno, è stato depositato in Senato da FdI un disegno di legge per velocizzare ulteriormente le procedure. Ma il governo non vuole aspettare, e così già in Cdm mercoledì potrebbe arrivare un decreto legge per far entrare subito in vigore le nuove procedure. Se passasse, i tempi degli sfratti diventerebbero iperveloci, appena 15 giorni, con costi contenuti per i proprietari. Protesta l’Unione Inquilini, mentre il Sunia ricorda che tra le famiglie in affitto il tasso di povertà è doppio: è sotto la soglia una famiglia su cinque.
Il Dl Sicurezza
Entrato in vigore il 30 giugno di quest’anno, il nuovo decreto sicurezza prevede lo sgombero…
ROMA – Il Piano casa è ancora solo agli annunci, ma i piani sfratti si accavallano. Dopo il decreto sicurezza, in funzione da giugno, è stato depositato in Senato da FdI un disegno di legge per velocizzare ulteriormente le procedure. Ma il governo non vuole aspettare, e così già in Cdm mercoledì potrebbe arrivare un decreto legge per far entrare subito in vigore le nuove procedure. Se passasse, i tempi degli sfratti diventerebbero iperveloci, appena 15 giorni, con costi contenuti per i proprietari. Protesta l’Unione Inquilini, mentre il Sunia ricorda che tra le famiglie in affitto il tasso di povertà è doppio: è sotto la soglia una famiglia su cinque.
Il Dl Sicurezza
Entrato in vigore il 30 giugno di quest’anno, il nuovo decreto sicurezza prevede lo sgombero entro 48 ore di nuove occupazioni, senza necessità di querela di parte e su solo ordine del pm. Con pene per il reato di occupazione arbitraria da due fino a sette anni. Anche prima comunque c’era stato con il governo Meloni un notevole impulso agli sfratti: in tre anni sono stati liberati 4.000 immobili. Con una decisa accelerazione da giugno, con 500 sfratti, al ritmo di oltre 100 al mese.
Il disegno di legge
Il disegno di legge depositato al Senato punta a semplificare e velocizzare gli sfratti per chi non paga l'affitto per due mesi consecutivi. Stesso termine previsto oggi per lo sgombero per morosità, ma la novità sta nella procedura più snella e attraverso un'Autorità ad hoc - ente pubblico amministrativo, non un giudice - per liberare le abitazioni. A quel punto - come argomenta il primo firmatario Paolo Marcheschi di Fdi - si avrebbe un duplice effetto: si potrebbero ridurre i contenziosi civili, ma anche per frenare le locazioni 'mordi e fuggi'. Il tema - divisivo tra gli alleati di governo - viene citato dal senatore, convinto che "spesso le abitazioni sono destinate ad affitti brevi, anche per la difficoltà dei proprietari di riavere immobili da inquilini morosi". E quindi ci sarebbero meno riserve ad affittare per un tempo più lungo, ad esempio alle famiglie.
Il decreto legge
I tempi del Ddl che dovrebbe correggere i difetti del decreto sicurezza, intervenendo nuovamente sulle procedure di sfratto per renderle più efficienti, sono lunghi. E così secondo fonti della maggioranza il governo sta invece preparando un decreto legge, che potrebbe arrivare nel Cdm di mercoledì. Il testo non è quello presentato in solitaria al Senato dal meloniano Paolo Marcheschi, che chiede l’istituzione di un’authority ad hoc al posto del magistrato, ma è la proposta di legge che porta la firma di una deputata della fiamma, Alice Buonguerrieri. Non a caso la parlamentare ha partecipato, sempre secondo fonti di maggioranza, alle riunioni con i tecnici del governo sul tema.
Il provvedimento allo studio di Palazzo Chigi intende sveltire le procedure contenendo i costi per i proprietari di immobili. L’obiettivo, nei casi in cui un inquilino ha smesso di pagare l’affitto o il contratto è scaduto, è di rendere esecutivo lo sfratto entro 15 giorni dopo l’atto di precetto del giudice e di consentire un solo rinvio, in casi particolarmente gravi. Tutto comunque dovrebbe terminare entro 90 giorni dalla decisione del magistrato. Sono previste anche procedure più rapide per le seconde case occupate.
In povertà assoluta il 22,1% delle famiglie in affitto
Il numero delle famiglie in povertà assoluta che vivono in affitto supera il milione, l’incidenza si attesta al 22,1% contro il 4,7% registrato tra quelle che vivono in abitazioni di proprietà (quasi 916mila famiglie); tra le famiglie in usufrutto e uso gratuito l’incidenza di povertà assoluta è pari all’11,5% (260mila famiglie). Secondo i dati diffusi dall'Istat per l'anno 2024, ricorda il Sunia, si registra un aumento preoccupante rispetto al 2023, che già segnava una situazione critica. «Con l’eliminazione, da parte dell’attuale governo, del Fondo per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione (Fondo Affitti) e del Fondo per la morosità incolpevole si è aggravata ancora di più la crisi abitativa producendo l’aumento di sfratti per morosità (incolpevole per la maggior parte) e finita locazione – spiega il sindacato – Il canone medio mensile per una casa in affitto supera ormai il 40% del reddito medio familiare: questo significa che milioni di famiglie non riescono a far fronte alle spese mensili e si vedono costrette a scegliere tra necessità primarie come cibo, sanità e istruzione. In un contesto di crescente disoccupazione giovanile e di salari che non tengono il passo con l'inflazione, moltissimi inquilini sono costretti ad abbandonare la casa e la propria dignità. La difficoltà di accesso alla casa è una delle principali cause dell’esclusione sociale, in particolare nelle grandi città dove la speculazione immobiliare ha portato ad un aumento insostenibile dei prezzi».