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“Meloni coraggiosa”. La suora che piace alla destra in audizione sulla manovra

(ansa)
Anna Monia Alfieri, 50 anni, rappresenta l’Unione superiore maggiori d'Italia nell’intervento al Senato. Dalle parole su Cutro all’apprezzamento per la premier, la religiosa ha più volte espresso il suo sostegno all’esecutivo
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ROMA - Matteo Salvini definì le sue parole “sacrosante” quando lei, suor Anna Monia Alfieri, disse che sul banco degli imputati per la strage di Cutro dovevano starci gli scafisti e “non altri”. Un sostegno, neppure troppo implicito, al leader della Lega, che infatti si affrettò a rilanciare volto e parole della religiosa delle Marcelline sui suoi profili social. Visioni convergenti. Come quelle con Giorgia Meloni. Neppure il tempo di ricevere l’incarico per formare il nuovo governo che la “benedizione” era già pronta. Ecco il benvenuto: “Il coraggio e la determinazione della presidente Giorgia Meloni sono garanzia di continuità e di lucida intenzione a proseguire un necessario cammino di stabilità istituzionale e di ripresa economica, che diano ragione delle potenzialità espresse dal popolo italiano”.

Ma ora l’idillio con la destra al governo è pronto al salto di qualità: c’è anche il nome di suor Anna Monia Alfieri, membro dell’Unione Superiore Maggiori d'Italia, tra i 77 soggetti …

ROMA - Matteo Salvini definì le sue parole “sacrosante” quando lei, suor Anna Monia Alfieri, disse che sul banco degli imputati per la strage di Cutro dovevano starci gli scafisti e “non altri”. Un sostegno, neppure troppo implicito, al leader della Lega, che infatti si affrettò a rilanciare volto e parole della religiosa delle Marcelline sui suoi profili social. Visioni convergenti. Come quelle con Giorgia Meloni. Neppure il tempo di ricevere l’incarico per formare il nuovo governo che la “benedizione” era già pronta. Ecco il benvenuto: “Il coraggio e la determinazione della presidente Giorgia Meloni sono garanzia di continuità e di lucida intenzione a proseguire un necessario cammino di stabilità istituzionale e di ripresa economica, che diano ragione delle potenzialità espresse dal popolo italiano”.

Ma ora l’idillio con la destra al governo è pronto al salto di qualità: c’è anche il nome di suor Anna Monia Alfieri, membro dell’Unione Superiore Maggiori d'Italia, tra i 77 soggetti che da oggi saranno a Palazzo Madama per essere auditi sulla manovra dalle commissioni Bilancio di Camera e Senato.

Il buono scuola per le paritarie

Tra i volti più noti per le battaglie sul diritto all’istruzione, suor Alfieri chiederà ai parlamentari di farsi portavoce di un buono scuola, a livello nazionale, che - ha spiegato all’Ansa - “renda la parità scolastica più concreta di quanto sia attualmente”. Un tema, quello del sostegno alle scuole paritarie, che sta molto a cuore al centrodestra. Proprio un “bonus paritarie”, spinto da Noi Moderati, era candidato a entrare nell’ultima legge di bilancio. Alla fine non se ne fece nulla, ma un segnale arrivò comunque. La scorsa manovra, infatti, ha aumentato il tetto delle detrazioni per le rette dei figli iscritti alle paritarie, che è passato da 800 a mille euro.

Il sostegno alla premier e la stoccata a Schlein

La “promozione” in Parlamento per suor Anna Monia Alfieri arriva dopo altri episodi che attestano gli ottimi rapporti con l’esecutivo. A metà settembre un plauso all’esortazione della premier a vivere la scuola “con entusiasmo e coraggio”: “Mi piace - disse la religiosa - quell’invito a vivere l’esperienza formativa della scuola con entusiasmo e coraggio della premier Giorgia Meloni”.

Qualche giorno prima, sempre a difesa della presidente del Consiglio, suor Alfieri si lanciò anche in un attacco alla segretaria del Pd, Elly Schlein. “Nel suo ultimo comizio - annotò - ha affermato che la premier Meloni, al Meeting di Rimini, ha dichiarato di voler difendere la scuola privata, mentre intenzione del Partito democratico è esattamente l'opposto. A mio avviso urge fare chiarezza: la premier, in realtà, ha dichiarato di voler trovare le forme affinché anche ai genitori italiani, unica eccezione in Europa, sia garantito il diritto a scegliere la scuola per i loro figli”.

La nomina di Valditara

Le parole di apprezzamento non sono mancate neppure per il ministro leghista all’Istruzione, Giuseppe Valditara. Fresco di nomina, il titolare del dicastero di viale Trastevere fu salutato con gran favore. Così: “Sono certa che il professor Valditara, che conosco e stimo per intelligenza, apertura e umiltà, avrà a cuore tutta la scuola completando finalmente il percorso di autonomia, parità e libertà di scelta educativa”.

Il ministro ricambiò la stima. Volle proprio suor Alfieri a garante del progetto “Educare alle relazioni”, insieme all’ex deputata del Pd, Paola Concia, e all’avvocato Paola Zerman, già candidata per il Popolo della famiglia. Alla fine non se ne fece nulla per via delle polemiche contro Concia, ma la religiosa che da giovane voleva diventare magistrato non se la prese. Anzi si disse “stranita” e comunque “curiosa” del confronto con l’ex parlamentare dem perché – spiegò – credo “al confronto tra diversi, nel dialogo nelle differenze”.

Ma di suor Alfieri si ricorda anche l’invettiva contro il ddl Zan. “È il pensiero unico elevato a modello”. Una considerazione ribadita più volte. Anche quando si scagliò in tv contro “il pensiero unico e le ideologie”. Una posizione in linea con “il biglietto da visita” che fa da titolo al suo profilo Instagram. Recita così: “Gli ideali sono i Fondamentali, le ideologie sono manette”.

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