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Il Consiglio di Stato non spegne l’ex Ilva, ma c’è lo stop di 4 giorni per opere di manutenzione

(ansa)

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I giudici sospendono un’ordinanza dell’Arera sulla fornitura di gas che rischiava di bloccare gli impianti. A Taranto si ferma l’unico altoforno in funzione per interventi di assistenza. I commissari, intanto, provano a convincere Bedrock a migliorare l’offerta di acquisto
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L’ex Ilva si ferma per qualche giorno, ma riesce a scongiurare un blocco più lungo. L’altoforno 4, l’unico in funzione nello stabilimento di Taranto, subirà uno stop di complessive 96 ore per consentire alcuni interventi di manutenzione. Il Consiglio di Stato, però, evita lo sospensione dell’attività, autorizzando la prosecuzione della fornitura di gas, nonostante la società non abbia ancora provveduto ad individuare il nuovo fornitore, così come disposto dall’Arera.

Il Consiglio di Stato ha valutato la legittimità di un provvedimento emesso dall'Arera il 7 settembre scorso. Con tale atto, riguardante l'attività svolta da Acciaierie d'Italia negli stabilimenti di Genova, di Novi Ligure, Racconigi e Taranto, l’Authority dell’energia aveva indicato un termine per individuare il fornitore del gas necessario per la prosecuzione delle attività produttive e le modalità del relativo trasporto. Acciaierie d’Italia aveva impugnato il provvedimento innanzi al Tar, lamentando l’eccessiva brevit…

L’ex Ilva si ferma per qualche giorno, ma riesce a scongiurare un blocco più lungo. L’altoforno 4, l’unico in funzione nello stabilimento di Taranto, subirà uno stop di complessive 96 ore per consentire alcuni interventi di manutenzione. Il Consiglio di Stato, però, evita lo sospensione dell’attività, autorizzando la prosecuzione della fornitura di gas, nonostante la società non abbia ancora provveduto ad individuare il nuovo fornitore, così come disposto dall’Arera.

Il Consiglio di Stato ha valutato la legittimità di un provvedimento emesso dall'Arera il 7 settembre scorso. Con tale atto, riguardante l'attività svolta da Acciaierie d'Italia negli stabilimenti di Genova, di Novi Ligure, Racconigi e Taranto, l’Authority dell’energia aveva indicato un termine per individuare il fornitore del gas necessario per la prosecuzione delle attività produttive e le modalità del relativo trasporto. Acciaierie d’Italia aveva impugnato il provvedimento innanzi al Tar, lamentando l’eccessiva brevità del termine, ma si era vista respingere il ricorso. Il Consiglio di Stato, in seconda istanza, ha invece accolto la richiesta di sospensiva, consentendo la prosecuzione della fornitura, per evitare - viene spiegato nell’ordinanza - l'interruzione dell'attività produttiva svolta negli impianti d'interesse strategico nazionale e il conseguente pregiudizio per l'occupazione. L’udienza di merito è stata fissata per il 9 giugno prossimo.

La manutenzione dell’altoforno

Scongiurata una lunga sospensione dell’attività, la gestione commissariale ha comunque comunicato il fermo per 72 dell’unico altoforno in attività a Taranto. L'impianto si fermerà per 24 ore il 5 novembre e per 72 ore il 10 novembre, per un totale di 96 ore. Si tratta di pause che servono all'azienda per effettuare gli interventi di manutenzione necessari per tenere in attività l'altoforno, che ad ottobre non si è mai fermato ed ha avuto in media una produzione di circa 4.500 tonnellate di ghisa al giorno. Si comincerà con un intervento sulla parte alta dell'impianto. Dal 10 novembre, invece, si passerà a refrattario e piastre. Questa seconda fermata coinciderà con il vertice sull'ex Ilva tra governo e sindacati convocato per l'11 a Palazzo Chigi, come confermato dal ministro delle Imprese, Adolfo Urso. Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm attendono il confronto con l’esecutivo per chiedere garanzie sul rilancio degli impianti e sulla salvaguardia dei livelli occupazionali.

La procedura di vendita

Le offerte di acquisto, attualmente all’esame dei commissari, gettano ombre sul futuro del siderurgico. Per rilevare tutti gli asset non si sono fatti avanti player del settore, ma soltanto due fondi di investimento, Bedrock Industries e Flacks group. Entrambi puntano a prendere tutto con un ‘offerta economica simbolica, un euro o poco più, prevedendo un numero di esuberi – fino a cinquemila – considerato inaccettabile dalle organizzazioni sindacali. Stando alle indiscrezioni, i commissari starebbero cercando di trattare con Bedrock condizioni migliori sotto il profilo economico, oltre che per il rilancio e la tutela dell’occupazione. Le loro valutazioni saranno trasmesse al ministero delle Imprese e del Made in Italy entro il 15 novembre. I sindacati chiedono al governo di impegnarsi direttamente nel rilancio dell’ex Ilva attraverso la nazionalizzazione o la costituzione di una società pubblica che si faccia carico almeno della fase di ripartenza.

Il dissequestro dell’altoforno 1

Sul fronte della produzione, mentre si cerca di evitare in tutti i modi che l’altoforno 4 possa avere problemi tali da compromettere la produzione, già al minimo storico, i commissari stanno cercando di rimettere in funzione anche l’altoforno 2, che potrebbe riprendere la produzione fra fine anno e i primi di gennaio. L'altoforno 1, che dopo un periodo di inattività era stato riacceso a metà ottobre 2024 alla presenza del ministro Urso, è ancora sotto sequestro senza facoltà d'uso, così come disposto dalla magistratura dopo l'incendio del 7 maggio ad una delle tubiere. I commissari attendono che sia formalizzato il verbale sulla conclusione delle attività di indagine per poter presentare di nuovo l'istanza di dissequestro. Una prima istanza era già stata presentata ad agosto, ma era stata respinta dall'autorità giudiziaria.

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