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Il piano di Orcel: “Cresciamo da soli e via dalla Russia”

ANDREA ORCEL UNICREDIT 

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Il banchiere tratteggia il futuro della banca in un colloquio con il Financial Timese. “Unicredit è uno strano e meraviglioso animale. Per me è un lavoro molto appagante”
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Che cosa farà Unicredit adesso dopo che le due operazioni di M&A, Banco Bpm e Commerzbank, sono svanite o in stallo? Se lo chiede il Financial Times in un lungo articolo sulle prospettive della banca milanese, offrendo nuove dichiarazioni rilasciate dal ceo, Andrea Orcel. «Non escludo di poter fare offerte in futuro su altre banche - dice oggi Orcel all’Ft - ma per il momento siamo esclusivamente focalizzati a battere i concorrenti sulla crescita dei profitti e sulla loro distribuzione agli azionisti».

I tempi che si stanno avvicinando, per il settore bancario, sono meno rosei di quelli degli ultimi tre anni, complice il ribasso dei tassi di interesse. «Il mercato è passato dall’essere molto pessimista sulle banche europee a eccessivamente ottimista - osserva Orcel -. Noi ci stiamo preparando a un ambiente più difficile». Il che significa puntare su nuove aree di business. «Ci focalizzeremo sull’aumento delle masse in gestione», aggiunge, puntando sul private banking e sulla clien…

Che cosa farà Unicredit adesso dopo che le due operazioni di M&A, Banco Bpm e Commerzbank, sono svanite o in stallo? Se lo chiede il Financial Times in un lungo articolo sulle prospettive della banca milanese, offrendo nuove dichiarazioni rilasciate dal ceo, Andrea Orcel. «Non escludo di poter fare offerte in futuro su altre banche - dice oggi Orcel all’Ft - ma per il momento siamo esclusivamente focalizzati a battere i concorrenti sulla crescita dei profitti e sulla loro distribuzione agli azionisti».

I tempi che si stanno avvicinando, per il settore bancario, sono meno rosei di quelli degli ultimi tre anni, complice il ribasso dei tassi di interesse. «Il mercato è passato dall’essere molto pessimista sulle banche europee a eccessivamente ottimista - osserva Orcel -. Noi ci stiamo preparando a un ambiente più difficile». Il che significa puntare su nuove aree di business. «Ci focalizzeremo sull’aumento delle masse in gestione», aggiunge, puntando sul private banking e sulla clientela più facoltosa.

Golden power, dialogo Roma-Bruxelles

Il titolo Unicredit in Borsa è salito tantissimo da quando Orcel nel 2021 ha preso in mano il timone, più 650%. Ma da settembre a oggi ha cominciato a battere in testa, proprio per la mancanza, in prospettiva, di un’acquisizione. E i buy back, ora con il titolo ben prezzato, diventano meno convenienti. Unicredit ha in programma di distribuire 9,5 miliardi agli azionisti nel 2025 su 10-11,5 miliardi di capitale in eccesso dichiarati da Orcel lo scorso settembre. Ma è una mossa a doppio taglio, come riferisce all’Ft un anonimo banchiere italiano: «Se restituisce tutto il capitale che ha in eccesso non potrà più raccontare che potrà fare un’altra grande acquisizione».

Sul terreno delle prossime mosse qualcosa potrebbe cambiare a breve, essendo attesa la decisione finale della Commissione Ue sul Golden power, varato dal governo Meloni e che, di fatto, ha provocato il ritiro dell’Ops di Unicredit sul Banco Bpm. «Non ci aspettavamo un’opposizione politica così forte vista la razionalità della transazione - riconosce oggi Orcel, ammettendo di aver sottovalutato l’aspetto politico dell’operazione - e anche il modo in cui il Golden power è stato applicato». Se il 13 novembre la Ue ne chiederà la revoca le carte del risiko bancario potrebbero rimescolarsi. Tuttavia Orcel conferma che la presenza di Unicredit in Russia sarà “praticamente eliminata” entro il prossimo anno. Certo è che con un po’ più di “diplomazia” e un po’ meno “arroganza” il deal poteva essere concluso, dicono altri due banchieri all’Ft.

Non a caso anche in Germania Orcel sta incontrando le stesse difficoltà, avendo però già acquistato una partecipazione del 29% in Commerzbank contro il volere del board e del governo tedesco. Che inizialmente, secondo il ceo di Unicredit, lo aveva sostenuto. Ora però l’operazione è in stallo, il valore della partecipazione è salito molto e Orcel si è dato tempo fino al 2027 per decidere se lanciare un’offerta sul resto del capitale oppure andarsene. «Unicredit è uno strano, meraviglioso animale - sottolinea Orcel nel finale del colloquio con il giornale inglese - abbiamo il nostro logo sulle Ferrari, abbiamo il miglior tasso di profitto e di ritorno sul capitale del mercato. È un lavoro molto appagante».

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